Il lavoro compiuto: giudicate voi.

Solo per i possessori del Rimor Katamarano 1

Ed ecco qui il lavoro compiuto: giudicate voi come è venuto. Certamente si tratta del pezzo originale, quindi è perfetto per dove deve stare. Il fatto che anche lo sportello sia bianco e non azzurro come prima, mi sembra una miglioria. Azzurri sono gli sportelli del mobile sotto il lavandino e quello di lato, sopra il wc. Ma sono fatti a righe in rilievo, non sono lisci come questo. A me piace di più così, rispetto a com’era prima. Il pomello che vedete è quello originale, perchè Rimor vi fornisce il  ricambio con il foro giusto, ma non il pomello! Si tratta di un pomello a vite che si infila da dietro e si avvita tenendo fermo il pomello con una mano mentre con l’altra avvitate la vite dietro.

Il vano dello specchio misura al suo interno 40 x 30 cm e, come ho detto, ho ordinato uno specchio di uno spessore di 2 mm, il più fino in vetro che ho trovato . Come spiegavo prima, tra uno specchio da 5 mm ed uno di 2 mm c’è differenza di peso pari a 2/3. Ovvero quello più fino peserà 1/3 di quello più erto. Credetemi che c’è differenza, ed è quella che mi ha fregato, perchè, come vedete, quando lo sportello sta aperto, ma anche quando è chiuso e si viaggia, tutto il peso ricade sul perno, che a sua volta trasferisce la pressione sulla parte del mobile dove si impernia, Il mobile, come lo vedete, dietro è tutto vuoto, pertanto quando si viaggia, ogni pur piccola asperità del manto stradale, farà sobbalzare il mezzo e con lui quanto in essa è contenuto. Perfino lo sportello sobbalzerà e trasferirà il suo peso sul perno, ed esso sul mobile. Batti oggi, batti domani…la frittata, alla fine, è fatta. Però ricirdatevi sempre: non esistono problemi, esistono le soluzioni!

L’armadietto: più difficile a dirsi che a farsi

 

Tanta apprensione, ma infine il problema dell’armadietto è più difficile a dirsi che a farsi.Mezz’ora tra smontare e rimontare, mica di più…forse anche meno. Ma andiamo con ordine: avete anche voi un Rimor Katamarano del 2005, o suppergiù? Per ordinare il pezzo bisogna rivorgersi ad un concessionario Rimor, che avrà bisogno della foto della carta di circolazione da cui trarre il numero di telaio del vostro camper, per poi ordinare il pezzo giusto. Vi arriverà cosi, come lo vedete: l’armadietto con l’antina non colorata ( in origine era azzurra,  senza lo specchio e senza la manopola dello sportello. Quella la dovete svitare e riavvitare sul nuovo. Ma dov’era l’origine del danno? Lo specchio!

Eh, si…due anni fa l’ho cambiato perchè l’originale si era rovinato. Ho pensato: che ci vuole? Si predono due misure e via. Nossignore. Perchè ho preso uno specchio nuovo, senza curarmi del peso. Lo specchio che ho messo nuovo era troppo spesso, quindi troppo pesante; se guardate la foto del pensile rotto vi accorgete che ha ceduto proprio dove lo sportello fa perno e pesa. Pesa oggi, pesa domani…alla fine si è sfondato.

Sono quindi andato dal vetraio, e mi sono fatto spiegare: avevo preso uno specchio spesso 5 mm. su una superficie di 40 x 30 cm. Ho dunque chiesto il più sottile specchio che esista, e mi ha detto che è 2mm. Su una superficie di 40 x 30 cm, se vi fate due conti rapidi, il peso è pari ad 1/3 di quello spesso 5mm

Ho chiesto anche di uno specchio in plastica, ma mi ha detto che non sono il massimo, come riflettenza.

Insomma, domani mattina è pronto, ma per fissarlo bisogna usare un silicone per specchi, o silicone neutro, non uno comune, altrimenti vi mangerà la parte dello specchio che riflette, facendo le bruttisime macchie nere…

Se guardate bene la foto, dentro il pensile ci sono quattro bollini bianchi, due per parte. Quelli sono i cappellini delle viti; si tolgono con un giraviti a taglio piuttosto fino.

Una volta tolti, scopiramo le viti e relativa rondella. Svitate tutte e quattro il mobiletto viene via senz’altra operazione. Per rimontare il nuovo, segnate con un pennarello i quattro punti e poi, senz’altro utensile che un giravite a croce, avvitate una ad una le quattro viti, e poi rimettete a posto i cappellini delle viti. Non occorre fare altro.

E’ arrivato il pezzo di ricambio per il bagno

 Il pezzo di ricambio per il bagno è finalmente arrivato. La prossima settimana ho programmato di andare a ritirarlo, perchè il concessionario non è nelle mia città, ma vicino. Nel frattempo sgombro tutto il pensile e mi attivo per vedere come si smonta. Ad una prima ricognizione fatta, dovrebbe trattarsi di quattro viti, due per lato. Altro non si vede , e non è logico che ci siano fermi nascosti, altrimenti come si farebbe a smontarlo? L’unica cosa da ricordarsi è che l’armadietto pensile arriva dalla casa senza lo specchio, e mi devo ricordare di andare dal vetraio prima di montarlo nel camper, perchè sarà più facile portare solo il pensile che poi andare dal vetraio con tutto il camper. E’ anche vero che lo specchio l’ho già cambiato una volta, perchè l’orginale si era rovinato. Però per montare uno specchio occorre un silicone speciale, che peraltro si trova facilmente in commercio, ma non va bene il silicone comune, occorre quello apposta per gli specchi; quello normale col tempo si mangia il rivestimento posteriore dello specchio, facendolo tornare vetro com’è all’inizio. Comprare un tubo di silicone per specchi per metterne quattro gocce e poi tenerli lì inutilizzato non mi piace, preferisco farmi montare lo specchio. Comnunque da qui alla prossima settimana ci penso, perchè alla fine potrei anche riutilizzare lo specchio che avevo, e che è nuovo… Dipende tutto dalla facilità con cui si staccherà lo specchio dal vecchio sportello: se verrà via facilmente, mi conviene comprare solo il silicone per specchi, se invece farò fatica a toglierlo, beh…al diavolo lo specchio e lo prendo nuovo. E’ solo questione di trovare del tempo libero per fare queste valutazioni, il che non è sempre facile…però non bisogna disperarsi, si riesce a far tutto comunque. Bisogna solo aver fiducia in sè stessi e rimanere tranquilli.

Work in progress – Armadietto del bagno

Un camper genera sempre work in progress, perchè vuoi una cosa, vuoi l’altra, c’è sempre da smontare, da pulire, da riparare…come tutto, del resto. Terminata la fase di ricerca dell’armadietto rotto, la richiesta al concessionario di zona, l’invio del bonifico per il pagamento, sono ora in attesa dell’arrivo dell’armadietto, che mi arriverà senza lo specchio. La mia idea è però di metterne uno nuovo, perchè sarò fatto male ma a me, quando una cosa si rompe, preferisco sempre voltare pagina e guardare avanti, voglio chiudere tutto con una cosa che mi ha creato un, seppur limitato, disagio. Si, perchè venivamo dalla esperienza della foratura, dalla ricerca di un posto per fermarci nella notte, e quando sembrava che si fosse calmato tutto, giunti sul lago di Garda, la mattina mi viene giù lo sportello dell’armadietto nel bagno. Ma come puoi non prendertela con la sfiga? Ma poi pensi, l’armadio è di plastica, la plastica è soggetta a rompersi, il camper quando si muove è soggetto a vibrazioni e sollecitazioni se per caso ( caso?) prendi una buca sulla strada… la probabilità che un pezzo in plastica ceda sono elevate. E poi pensi: ma se avessi un camper da 150.000 euro queste cose non succederebbero. Si, può darsi, ma io preferisco pensare che se ho quello che ho va bene così. Perchè diversamente non vorrei vivere. Mi accontento di quello che ho, e, all’occorrenza, riparo quello che si rompe. Avrò piacere di documentare il lavoro passo passo, sperando di poter risultare utile per qualcun altro; non sarà certo un lavoro difficile e nel documentare le fasi di lavoro spero che chi legge possa prendere spunto per realizzare qualche piccolo lavoro anche lui. Tanto siamo molti di più noi camperisti che non abbiamo camper da 150.000 euro, e poi quelli che ce l’hanno, se per caso hanno un problema, vanno in officina e si fanno mettere a posto tutto. Noi, invece, ci rimbocchiamo le maniche.

Non bisogna mai trascurare il frigorifero

Non bisogna mai trascurare il frigorifero. Io stavolta l’ho fatto…sarà stato il caldo, le molte ore di guida che procurano stanchezza oppure la tristezza di aver concluso le vacanze, sta di fatto che al nostro arrivo, nel ripredere questo e quell’altro, mi sono dimenticato di lasciare aperta la porta del frigorifero. E si che lo faccio sempre!  Ma purtroppo stavolta no, ed allora, a causa di questa mia deplorevole dimenticanza è comparsa la muffa. Per forza di cose, se spegnamo il frigo che sta lavorando e lo svuotiamo da quanto in esso è contenuto, resterà sempre del ghiaccio e delle piccolissime particelle organiche. Le due cose insiemo,se lasciamo chiusa la porta del frigo, nel giro di pochi giorni producono delle muffe. Non sono particolarmente difficili da levare, ma va fatta una azione decisa.

Ma come pulire il frigo dalla muffa?

Scartiamo subito i prodotti a base chimica,  di quelli che comunemente usiamo per la pulizia della cucina; questi prodotti  potrebbero lasciare dei residui sulle pareti del frigo, e questo proprio dove successivamente riporremo gli alimenti. Meglio usare del comunissimo, volgarissimo, aceto di vino. Non prodotti a base di aceto, ma proprio l’aceto, che, tra parentesi, costa davvero poco. Aiutandoci con della carta cucina, strofiniamo ben bene l’interno del frigo dopo averci spruzzato un po’ di aceto. Le muffe si staccheranno subito ed il frigo tornerà sia pulito che deodorato.  Per quanto possa sembrare strano, dato che l’aceto ha un odore pungente, vedrete che vi deodorerà il frigo che è un piacere. Dopo questa operazione, ed essendoci assicurati che non ci sia più traccia di muffa, lasciamo il frigo spalancato, e facciamogli prendere aria qualche giorno almeno, in modo che possa arearsi ben bene. Se avremo un po’ di pazienza e lasceremo fare,  il nostro frigorifero tornerà presto ad essere il nostro compagno di vacanze come prima

Un piccolo danno, ma c’è la soluzione

Per ogni danno c’è la soluzione, non bisogna perdersi d’animo.

Come si vede dalla foto, in viaggio mi  si è rotto il pezzo del mobile del bagno in basso a destra.Proprio lì cè il perno che sostiene lo sportello con lo specchio, e quindi è  caduto giù, e per fortuna non si è rotto lo specchio…. Nell’immediatezza  l’ho retto imperniandolo con una vite un bel po’ lunga, ma è una soluzione posticcia, da viaggio, se così mi passate il termine. Volendo procedere per una soluzione duratura, guardiamo il da farsi.  A ben vedere questo mobiletto è semplicemente avvitato sulle pareti, e non presenta problemi di smontaggio. Le soluzioni sono due:

  1. smontiamo il mobiletto e poi lavoriamo dal didietro con i fogli di vetroresina in modo da rinforzare la parte; poi con un trapano relizziamo il foro per il pernetto e rimontiamo lo sportello.
  2. Oppure c’è la sostituzione del pezzo. Sono fortunato perche la Rimor produce ancora questo mobiletto, per cui tramite la rete dei concessionari lo ordino e me lo rimonto pari pari.

A mio avviso la soluzione migliore è la seconda: spiego il perchè.

Nell’operare con la vetroresina andiamo si a riempire il buco che si è creato, ma dopo si vedrà la differenza di colore e qualche sbavatura sul piano. Pace per le sbavature, che si possono carteggiare, ma non riusciremo a colorare la vetroresina visibile come il mobile, a meno di non colorarlo tutto… e poi se carteggiamo , la plasica che è lucida in origine perderà la sua proprietà. Vero è che riguardo alla resistenza, con la vetroresina la parte diviene molto più solida.

Il pezzo sostituito in toto invece è nuovo, pertanto io opterei par la riparazione  solo nel caso in cui il pezzo non sia più reperibile, nè nella rete di ditribuzione del marchi, nè sufando nelle rete cercando negli annunci.

Nel mio caso conviene prendere il pezzo nuovo, quattro viti e la paura è passata. Ah, dimenticavo che il mobiletto arriva senza lo specchio, ma possiamo sempre riutilizzare il vecchio specchio…sempre che non si sia rotto cadendo!

A presto con la descrizione delle fasi di ripristino

Il rientro in Italia dopo una vacanza all’estero

Se andate all’estero e poi fate  rientro in Italia,  appena passate la frontiera ve ne accorgete anche senza i cartelli. Per me quest’anno era la quarta volta che rientravo in Italia proveniendo dalla Carinzia e diretto a Vipiteno. Ci sono due possiilità. O salite in autostrada fino a Salisburgo, entrate in Germania fino a Rosenheim e da lì scendete verso Innsbruck, rientrando dunque in Austria, e quindi in Italia, oppure prendete la statale che vi conduce a Lienz (occhio, non a Linz, è un altra città , in Stiria), da lì proseguite per Silian e poi entrate in val Pusteria da Prato alla Drava. Ecco: arrivati lì vedete l’inferno in terra: subito appena il confine, in Italia c’è un area di sosta per camper, dove il camperista medio si acquatta, si blocca perchè non vuole passare il confine. Ma li’ in agosto  , sono messi tutti a 50 cm l’uno dall’altro! Stretti come le sardine in scatola, e non c’è un posto manco a pagarlo tanto oro quanto pesa il camper!  E, mentre prima il traffico era sostenibile, rientrato in Italia deve essare un po’ caotico, sennò non vale. E’ come le pizzerie appena il confine: siamo in Italia, ecco la pizza!  E così tutti in fila, procediamo verso l’autostrada A22,  ma per raggiungerla dobbiamo percorrere per intiero la Ss 49 della Val Pusteria. Che, per uno che viene da Roma forse sembrerà ordinata, ma vi assicuro che se rientrate dall’Austria, vi farà venire in mente ciò che dice Dante “Ahi serva Italia, di dolore ostello/nave sanza nocchiere in gran tempesta/ non donna di Provincie, ma bordello” (Purgatorio, canto VI). Ma la ciliegina sulla torta ve la metto subito. Eravamo arrivati in fila indiana a Vandoies, uno degli ultimi centri abitati prima dell’autostrada; vedo sulla sinistra in sosta tre camper, e subito dopo vedo che due macchine davanti a me il conducente inchioda e l’altro di rimando: subito mi attacco al freno, facendo fischiare gli pneumatici ma mi fermo in tempo. Vedo sulla destra il responsabile di tutto ciò, che aveva la faccia di chi ha rubato le caramelle e vuole fare l’indifferente. Ti saluto amico, se ti riconosci in queste righe. Era il venerdì 17 agosto, circa la 10 del mattino… se sei tu, lasciami un commento, io non ce l’ho con te…però potevi causare un danno di niente! Ma potevi farti male tu… Insomma, alla fine a Vipiteno c’eravamo alle 10,45

Proprio di pneumatici vi parlo al ritorno

Perchè proprio di pneumatici vi parlo al ritorno?

Perchè ho bucato! L’unica cosa che non si può prevedere, la foratura dello pneumatico è una cosa giacobina, capace di capitare al ricco ed al povero con la stessa facilità. E’ cosa comune, ma fate caso che capita sempre quando meno dovrebbe. Insomma volete sapere che mi è successo? Eravamo in viaggio sulla Variante di Valico della A1, usciamo a Badia, e poi saliamo su per Castigione dei Pepoli (BO) per proseguire verso il bacino del Brasimone, dove c’è una area sosta camper. Dentro il paese le indicazioni stradali sono messe malino davvero, e mi fanno girare in una strada sbagliata. Dopo poco trovo delle persone ed un area sterrata dove si poteva fare manovra. Chiedo dove fosse il Brasimone, mi dicono che dovevo ritornare indietro, e cosi facendo manovro per girarmi nell’area sterrata. Tac! Foro lo pneumatico posteriore destro, probabilmente per un chiodo o un pezzetto di ferro lasciato in terra. Fortuna che ho la tessera ACi perchè era sabato 4 agosto. L’assistenza è venuta subito e mi hanno risolto il problema. Proseguiamo dunque per l’area di sosta, ma qui vengono le note dolenti. E’ un area aperta solo di estate, ma non è controllata da nessuno: c’è solo una sbarra che si alza se volete entrare e non vi fa uscire se prima non pagate presso la cassa automatica. Il nostro popolo, in assenza di regole, sappiamo che  si allarga. E così quelli che c’erano dentro si erano messi alcuni in modo da occupare due posti, risultando così occupata. Secondo voi , dopo aver forato di sabato pomeriggio di agosto, col camper carico, mi metto pure a litigare? Sono ritornato in autostrada ed ho proseguito fino a Modena, dove c’è un’area per camper del locale Camper Club, chiamata “La Mutina”. Tranquilla, con molto verde, allacci per la corrente comodissimi, perfino docce, lavapiatti e WC. E per proseguire il viaggio il casello autostradale di Campogalliano a pochi chilometri. Trovata col Portolano di PleinAir.  Se potete, evitate di programmare la sosta al Brasimone; se cercate su internet trovate dei numeri di telefono, ma chi vi risponde non si trova lì e non vi sa dire nulla di come stanno le cose.

Aprite Portolano e cercate altrove, date retta!

Gli pneumatici e la sicurezza nel camper

Parlare degli pneumatici e della sicurezza nel camper è un preciso dovere. Voi sapete che al di là di tutto siete attaccati al terreno solo da quei quattro pezzi di gomma? E che da quelli, prima che dal resto, dipende la sicurezza vostra e dei vostri cari? Vediamo cosa c’è da sapere: un camper cammina realtivamente poco, perchè pochi sono i giorni liberi in un anno Lo pneumatico, stando fermo non si consuma, ma la gomma di cui è fatto  a contatto con gli agenti atmosferici tende a screpolarsi. Questo lo dobbiamo valutare con occhio critico, perchè è difficile che il battistrada degli pneumatici in un camper sia usurato. In più, il nostro camper viaggia sempre a pieno carico, ed il peso è sopportato alla fine dagli pneumatici. E qui possiamo ragionare. Normalmente gli pneumatici vengono gonfiati di aria, ma l’aria tende ad aumentare di volume con l’aumento di calore, generato sia dal rotolamento che dalla temperatura dell’asfalto, soprattutto in estate. In più essendo la molecola dell’aria molto piccola, tende ad uscire dalle porosità della gomma: è per questo che, ogni tanto le gomme vanno gonfiate. Perchè scrivo queste cose?  Perchè uno pneumatico surriscaldato può scoppiare, se è vecchio. E succede ben più spesso di quanto pensiate. L’alternativa è gonfiarlo son una miscela di gas inerti, come il Secur Pneus;

Caratteristiche tecniche
Prodotto: miscela di gas inerti
Titolo: O2 < 5 ppm, H2O < 5 ppm
Aspetto: gas incolore
Odore: gas inodore
Limiti di infiammabilità in aria: non infiammabile

(fonte www.siad.com/secur-pneus-)

 

Questa miscela di gas inerti non si surriscalda con l’asfalto ed il rotolamento, ed ha una molecola più grande di quella della normale aria, per cui resisterà allo sgonfiamento. Ho personalmente verificato nel tempo che da un anno all’altro i miei pneumatici, gonfiati col Secur -Pneus perdono al massimo 1/2 atmosfera di pressione.  Ve lo dico io che adopero questo mezzo di gonfiaggio dopo che mi è scoppiata la ruota posteriore destra del mio precedente camper, un pomeriggio di luglio. State sicuri, che è meglio!

Preparare una vacanza

 

Se dobbiamo preparare una vacanza saremo sicuramente pieni di cose da fare; vorrei aggiungerne un’altra.

No, non per crudeltà, ma perchè, forse, tanti non ci pensano. Quando guardiamo il camper all’interno e pensiamo di pulirlo, la prima cosa che ci viene in mente è il pavimento; poi il frigorifero. Poi spolveriamo bene tutti i ripiani…ma ci pensate alle tende ? Almeno una volta all’anno vanno smontate e pulite; il consiglio che vi do è di aspettare l’estate; l’estate è una stagione bellissima, e col suo sole forte e caldo vi consente di ascuigare tutto il vostro bucato in poco tempo, e bene anche.

Che questo delle tende non sia un lavoretto da poco ve lo spiego qui sotto: intanto vediamo: la dinette ha le tendine, la mansarda ha le tendine, la cabina di guida ha le tendine. Nel mio camper ce n’è un’altra che divide la zona delle cuccette posteriori. In genere le tende sono fissate su dei binari che sono nascosti alla vista. E sono scomodi da raggiungere; però, con un bel po’ di pazienza, alla fine vengono via tutte. Se il binario serve due tende vi consiglio di contare bene gli anelli dove vanno infilati i gancetti. Quando smontate non vi mettete certo a contare: uno, due, tre…però una volta tolta la tendina, contate quanti anelli scorrevoli la tenevano su. Questo perchè quando a casa metterete tutto in lavatrice, tra le mille giravolte che fa un bucato qualche gancetto si può staccare; voi stendete il bucato al sole, appena asciutto per bene lo ritirate, vi accorgete che i gancetti ci sono più o meno tutti…ma quando andrete a rimotarli, portatevi dei gancetti in più, perchè vi garantisco che uno quà ed uno là vi sarà saltato via. E, dopo, la tenda montata senza un gancio butta male.

Questi sono i consigli per le generali, dopo ogni camper ha le sue tendine, messe come e dove chi lo sa…se vi parlassi delle mie non servirebbe che agli altri che hanno un mezzo come il mio; ma intanto queste cose che vi dico sono per tutti. Quello che ricaverete alla fine di questa fatica, è un gradevole odore di pulito dentro al camper. Non ci pensa nessuno, ma le tendine assorbono gli odori, e tutti nel camper cuciniamo; poi lasciamo il camper chiuso per mesi e ci abituiamo a quello stato di cose; una vota che abbiamo lavato a fondo le tende, ci accorgeremo che, in realtà, c’era bisogno.