Interventi urgenti da fare

Avevo notato che, sul passaruota sinistro, nella parte interna, un colpo ricevuto forse da un sasso in viaggio aveva staccato via un poco di vernice e così era comparsa la prima ruggine…mai sottovalutare un fatto così. Interveniamo subito e con decisione.

Come dobbiamo procedere? Per prima cosa procuriamoci una bomboletta di vernicia spray del colore esatto della nostra carrozzeria. Per fare questo dobbiamo cercare o sulla carrozzereria stressa o sul libretto di uso e manutenzione il nome esatto della vernicie. Non vi fidate a dire “Prendo il bianco” così, genericamente. Se non vi fidate di me, andate da chi vende vernici per auto e guardate quante diverse bombolette di bianco ci sono in comercio, perchè non basta comprarne una a caso, ma ci vuole quella identica, se vogliamo che il lavoro venga bene. Poi dobbiamo procurarci della carta smeriglio, o vetrata, della carta comune e del nastro adesivo. Con la carta comune mascheriamo tutto intorno al punto dove dobbiamo intervenire, e fissiamola col nastro da carrozziere, che è di carta pure lui. Una volta che abbiamo schermato per bene tutto intorno, carteggiamo la parte arrugginita finchè la ruggine sarà completamente sparita e siamo di nuovo in presenza di lamiera nuda.  Puliamo per bene dalla polvere della carteggiatura e poi, con la bomboletta di vernicie, spruzziamo da una distanza di 30/40 cm con movimenti ad oscillazione dando delle spruzzate brevi. Cerchiamo di non eccedere con la quantità di vernice, piuttosto diamo una seconda mano dopo dieci minuti o comunque quando la vernicie sarà asciutta. Le  vernici oggi in commercio  sono ottime: coprono bene e non necessitano di un primer da dare prima della verniciatura a colore. Si asciugano in fretta e danno una resa ottima

Halloween a Gardaland

 

   Siamo partiti mercoledì 30 dopo pranzo per andare a Gardaland per Halloween; vicino al Parco, che si trova a Castelnuovo del Garda (VR) ci sono molti campeggi, alcuni dei quali con apertura annuale; due sono le aree di sosta a Peschiera, ma in quelle aree dovete lasciare il camper fermo e muovervi coi mezzi pubblici, perchè se vi spostate nessuno vi garantisce il posto al ritorno. Sosta libera ? L’ho vista fare anche nel parcheggio del supermercato Famila, ma francamente non mi sento di consigliarla, anche se per Halloween non c’è ressa tutta intorno, e non ci sono tutte quelle persone che trovate in estate.

   Abbiamo preferito sostare in Campeggio, al Camping Amici di Lazise, quattro chilometri dal parco  e muoverci al mattino. Non ho trovato traffico sulla strada che porta a Gardaland; il camping, per di più, è attaccato a Movieland, altro parco divertimenti in zona; se avete bambini li farete davvero felici…

   Il parcheggio del parco di Gardaland costa 6 euro al giorno, ed è veramente capiente. La sosta però è solo durante l’orario di apertura del parco; non si può in altre parole, pernottare lì.

   Fuori dal parcheggio, sulla strada, sia in estate che in autunno ho sempre visto qualcuno che si ferma a dormire lì, però io mi chiedo: ma  vale la pena? Dormire a bordo strada per non pagare quei 40 euro per una notte in campeggio? Per carità ognuno faccia ciò che crede…io dico solo la mia.

   Il parco di Gardaland in questo periodo di Halloween, ovvero il 31 ottobre ed il 1 novembre, è stato preso pacificamente d’assalto dalla gente. Ce ne era tantissima, complice il tempo asciutto,  ma nonostante ciò il modo di divertirsi lo si trova sempre!

 

 

Cambiamo il lavandino del bagno – 4

 

   Ecco il lavoro finito. Il rubinetto è uguale al precedente. Per acquistare quello giusto io vi consiglio di fotografare il vecchio e di misurare la distanza tra la base e la punta del rubinetto, perchè troverete i nuovi di varie misure. Il rischio è di comprarlo troppo corto o magari troppo lungo, così che addirittura l’acqua vi andrebbe fuori…

Il montaggio si fa tutto con i pezzi fornti nella scatola di acquisto. Ghiere, guarnizioni, vite di fermo è tutto fornito col rubinetto. Vi consiglio di  non comprare un rubinetto per la casa: rischia di pesare troppo, ma soprattutto nel caso della baionetta potrebbero non essere compatibili gli attacchi. Se andate come ho fatto io ad una concessionaria di camper, sarete sicuri di acquistare un prodotto giusto. Mi sembra che, guardando la sequenza delle immagini in questi post, ne sia valsa la perna di fare questo lavoro, vero?

   Alla fine non ho più meso le viti per fissare il lavandino: ce ne erano tre lungo il bordo che si unisce al mobile e tre lungo quello che si unisce alla parete. Visto che non era predispsoto per le viti, l’ho fissato solo con del silicone bianco antimuffa. come si vede dalla foto, il bordo liscio è più bello senza le interruzioni delle viti. Il sospetto è che tutte queste viti siano state messe quando è stato fatto il maldestro lavoro di riparazione che ho descritto sotto…

Le uniche due viti le ho messe sotto, a sostenere il lavandino che ci si appoggia con i due lati che fannno angolo; sono nascoste alla vista e svolgono egregiamente il loro lavoro.

Cambiamo il lavandino del bagno – 3

 

   Una volta smontato il lavandino, bisogna togliere anche il mobiletto sottostante. E’ tenuto in posa da 4 viti, svitate le quali viene via agevolmente, come si vede in foto. Notare il tubo nero corrugato: quello è lo scarico del lavandino, mentre i due tubi,  uno rosso e l’altro blu sono quelli che portano acqua, calda e fredda, al rubinetto. Per ordinare il rubinetto nuovo bisogna prima controllare il tipo degli attacchi ai tubi di adduzione. Se li vedete come questo, l’attacco è detto “a baionetta”; in caso diverso sarà a vite. E’ importante controllare prima di ordinare, perchè il rubinetto viene con i tubi nuovi, e devono essere del tipo giusto per i tubi che sono nel camper. Lo scarico, invece, si fissa con una fascetta stringitubo alla piletta nuova. Io l’ho dovuta prendere nuova in quanto pure questa era stata incollata dal “Mago della colla”, così ho battezzato il precedente proprietario. La piletta è composta da due parti: una è quella che si vede a lavoro finito, e si infila nel buco apposito. Uscirà dall’altro lato del rubinetto, quello che non si vede, con un tubo filettato; a questo va avvitato l’altro pezzo, quello che poi connetteremo allo scarico

Cambiamo il lavandino del bagno – 2

 

   Ed ecco la situazione che abbiamo trovato una volta smontato il lavandino. Come si procede? Ho notato che il lavandino era assicurato al mobiletto sottostante con tre viti, coperte da un coperchietto a colore. Svitate quelle, e tagliato il bordo di silicone con un taglierino, il lavandino è venuto via senza problemi. La situazione che avevo era preoccupante. Sebbene non avessi perdite dentro il mobiletto, come detto perdeva un poco, ma veramente poco sul piano superiore del lavandino non mi ero mai accorto di cosa ci fosse sotto. In realtà la cosa era veramente degenerata. In più ho notato che il lavandino nuovo non ha viti di fissaggio, quindi le viti erano state messe dopo la rottura ed il fissaggio del rubinetto fatto mediante incollaggio a fare tenuta delle parti rotte che si vedono. Insomma, un vero “appiccico” o pecionata!

Cambiamo il lavandino del bagno – 1

 

   Partiamo dal lavandino vecchio: come si vede dalla foto il rubinetto, pur funzionante, è rovinato. Ma non si tratta di un fatto estetico soltanto. Da un po’ di tempo aveva evidenziato una leggera, ma costante, perdita d’acqua alla base, quando il rubinetto era in funzione. In più, un leggero cedimento faceva stare il rubinetto un poco in pendenza verso la parete, così che risultava un po’ “appoppato” ovvero guardava verso l’alto sul davanti.

   Il bello è venuto quando ho deciso di cambiare il rubinetto. Andando a vedere sotto il lavandino, pasando dal mobiletto sottostante, mi sono accorto che il piano dove è fissato il rubinetto era rotto, ed il rubinetto era stato incollato per far fare tenuta all’insieme. Quindi non mi è restato che ordinare il nuovo rubinetto ed il nuovo lavandino. Vediamo come procedere.

Ripariamo il pavimento del bagno

 

   Nessun pavimento del bagno, che è fatto di plastica, resiste al calpestio dell’equipaggio. Capita a  tutti prima o poi, ed io avevo cominciato con dello stucco plastico, perchè la fessura si era aperta proprio intorno allo scarico al centro. Ha retto alcuni anni, non dico di no, ma quest’anno si è ripresentata spaccandosi anche sul piano verso il fondo sulla foto. Ed allora è necessitato un intervento più massiccio e risolutivo. Come procedere dunque?

   Pulito bene che abbiamo il piano del nostro lavoro, muniamoci di un foglio di vetroresina e della resina col relativo indurente. Per prima cosa misuriamo e tagliamo il foglio di vetroresina a misura del nostro piano; poi prendiamo alcune striscette di vetroresina e bagnando prima la parte con la resina ed un goccio di indurente andiamo a riparare lo spacco che si è fatto. Non basterà, tuttavia e quindi procediamo a misurare il nostro ritaglio sul fondo del pavimento, ritagliamo con precisione il foro dello scarico, quindi cominciamo a pennellare la resina sul pavimento; quando avremo finito stendiamo tutto il ritaglio e pennelliamo di nuovo senza risparmi, avendo però cura, come si vede in foto, che la nostra vetroresina si attacchi un poco sul bordo, facendo miglior ancoraggio a tutto il foglio. Perchè non basta coprire il solo danno? Perchè la plastica, una volta rotta, o si interviene in modo risolutivo oppure staremo sempre a coprire spacco dopo spacco…

   Lasciamo asciugare per bene il tutto (almeno 24 ore) e, quando sarà indurito per bene procediamo a carteggiare il tutto. Io ho proceduto prima con una carteggiatrice elettrica, sgrossando di molto il lavoro, poi ho passato a mano prima una carta n. 240, carteggiando per bene tutto, comprese le pareti, poi ho rifinito con la carta n. 320 per levigare al meglio. Vi assicuro che è venuto un lavorone.

   Nel frattempo mi sono procurato una vernice prime di colore bianco, mi raccomando che sia idonea per il PVC, sennò non attacca; poi ho preso, per il mio caso specifico, una vernice bianco avorio anche quella per PVC, il tutto in un negozio di prottotti per il bricolage, della catena Bricocenter.

Della verniciatura parlerò nei prossimi post; intanto ho provato la resistenza al peso e vi assicuro che tiene come nuovo. Al prossimo post!

Migliorie? Utili, però

Dopo aver completato il ripristino delle luci di ingombro, ieri ho acquistato della lampadine e LED per sostituirle a quelle preesisitenti ad incandescenza. La lampada a LED presenta alcuni punti positivi; vediamoli un po’:

 

  1. sono più luminose: i LED fanno più luce rispetto ad una lampadina tradizionale, a patto però di comprare una lampadina equivalente. Se ne compriamo una noi tanto per comprarla, potremmo rischiare, se non ce ne intendiamo, di comprare una lampadina troppo debole. Se, al contrario, andiamo in un negozio di autoricambi con la vecchia lampadina, saremo sicuri di comprare qualcosa di idoneo e più luminoso.
  2. Fanno luce bianca: la luce bianca è più visibile di notte. Questo si traduce in maggior sicurezza
  3. Durano di più: la lampadina ad incandescenza ha un filamento che si scalda per fare luce; dai oggi, dai domani scaldati e raffreddati, la lampadina si stufa e ci pianta in asso.

Alla fine, le luci del camper sono accese per la nostra sicurezza, e la migliore e maggiore visibilità si traduce in più sicurezza.

La luce di ingombro

Non tutti i camper sono equipaggiati con le luci di ingombro, che sarebbero quelle lucine arancioni sui lati del veicolo e bianco/rosse in alto sul posteriore. Hanno la funzione di indicare, di notte, le dimensioni del veicolo che stiamo conducendo. Non tutti i camper le hanno, dicevo, perchè esse non sono obbligatorie, ma qualora le avessimo, esse debbono essere sempre tenute in perfetto stato di efficienza, ergo: devono funzionare. Non vale il principio che “tanto non sono obbligatorie e non mi possono dire niente”. Io ne avevo una che dall’inizio di quest’ anno non voleva più accendersi. Siccome ho bisogno di una scala per salire fin lassù, ho sempre rimandato da un giorno all’altro, finchè a giugno, cambiando l’autoradio, avevo chiesto all’elettrauto di rimettermela a posto; la sentenza è stata che lassù non arrivava la corrente e lui non sapeva come era fatto l’impianto elettrico del mio camper; per cui non se ne faceva niente.

Alla fine, ieri, ho trovato un elettrauto che è anche camperista, il quale ha inquadrato la situazione. Ha smontato il portalampade e poi ha provato a tirare i due fili elettrici, uno blù ed uno marrone che escono dalla parete. Uno dei due è venuto fuori mentre l’altro è rimaso fermo; mi ha spiegato che quello che usciva era sicuramnte interrotto da una ossidazione, che aveva corroso il filo facendolo spezzare. Avvalendosi del filo intiero, ci ha fissato con del nastro isolante finissimo, i due fili nuovi alla testa di quello blù che era sano. Poi, da sotto, ha tirato il filo vecchio facendolo uscire e tirandosi giù i fili nuovi. Nel tirare giù anche quello rovinato, ci siamo accorti che il filo in alto usciva fuori ed era marrone, ma di sotto al camper era rosso. Era stato giuntato, quindi, forse in fabbrica o forse dal  precedente proprietario…ma in corrispondenza della giuntura dei due fili si era, vai oggi e vai domani, corroso con l’ossidazione interrompendo il passaggio dell’energia elettrica. Una volta ripristinati i fili nuovi ed intieri e dinque tornata la corrente e quindi la luce.

Non si finisce mai di lavorare

Ho notato che il rubinetto nel bagno del camper perde dalla base. Ho guardato dalla parte di sotto e mi sono accorto che il rubinetto è incollato e la plastica intorno è crepata. Sembra come si sia danneggiato e sia stato nuovamente incollato. Per toglierlo dovrei rompere il lavandino. visto che il costo di una sua sostituzione non è proibitivo, ho deciso di cambiarlo. L’ho pertanto ordinato presso la concessionaria, e domani ordinerò il rubinetto nuovo, cosa per cui ho deciso questo lavoro. All’arrivo dei pezzi procedo alla sostituzione.