Rimettersi in movimento

 E’ venuto il momento di rimettersi in movimento; la bella stagione sembra iniziata e dobbiamo controllare il nostro mezzo per i nuovi viaggi. Una cosa che non voglio sottovalutare  nel motore è il filtro del gasolio; ormai lo sappiamo bene, i carburanti per legge devono avere una componente percentuale di materiale biologico.

Con questi nuovi componenti, il carburante, e qui segnatamente il gasolio, dai oggi, dai domani, rilasciano una parte di residui biologici che vengono trattenuti dal filtro del gasolio (o della benzina se del caso). In tal modo, con l’accumulazione, può succedere che detto filtro si intasi e il nostro camper non si accende più, dal momento che non arriva il carburante al motore e di fatto non si avvia più. Nulla di preoccupante, non rovineremo nulla, ma va sostituito il filtro del gasolio con uno nuovo. Dal momento che tale operazione l’ho fatta due estati fa, è giunto il momento di rifarla, per prevenire un blocco del gasolio verso il motore. Si tratta di una operazione di pochi euro, che possiamo fare anche da soli, a patto da riconoscere quale è il filtro del gasolio. Una volta individuato, lo sviteremo ed andremo, per non sbagliare modello, a comprarne uno nuovo ed uguale.

Autoradio Android: è possiblie nel camper?

L’autoradio android è una novità, e forse molti non sanno che è possibile installarla anche sui camper più vecchi. Ma cosa c’è da sapere? Al di la di specifiche tecniche, che vedremo, la prima cosa da vedere è la misurazione DIN, che avrete già visto se surfate la rete in cerca di autoradio android. DIN è l’acronimo di Deutsche Institut für Normung, e standardizza per l’Europa le misure del vano per le autoradio. Le autoradio più datate misurano 1 DIN, quelle più recenti 2 DIN un DIN misura 180 x 50 mm. Dove 180 è la larghezza e 50 è l’altezza. Raddoppiano la misura DIN raddoppia solo l’altezza; 2 DIN misura 180 x 100 mm. Semplice in fondo, no? quindi, a meno di non avere un raro vano autoradio da 1,5 DIN, basterà orientarsi sulla misura che abbiamo per l’acquisto. L’installazione è la stessa delle normali autoradio, ma la connettività Android, che avviene o via cavo USB oppore via bluetooth permette al vostro smartphone Android di dilaogare con l’autoradio, e quindi poter ascoltare la musica del telefono direttamente sull’impianto stereo del camper, gestire le telefonate in arrivo ed in partenza senza lasciare il volante e poter navigare con Google Maps visualizzando la mappa sullo schermo della radio. Per fare questo, però, necessita di scaricare prima sul cellulare, tramite Google Play, una app apposita per Android Auto. La migliore è quella Android Auto, sviluppata da Google. Una volta scaricata,  per installarla correttamente vi farà alcune richieste, a cui dovrete rispondere per tutte OK; appena configurata correttamente, la collegherete con il cavo alla prese USB sull’autoradio, e quindi potrete visualizzare Maps sullo schermo dell’autoradio. Comodo, no?

Il lavoro terminato

Ed ecco finalmente il lavoro terminato. Ci si è messo in mezzo il maltempo, le cose da fare che mi hanno mangiato il tempo libero, ma alla fine ce l’ho fatta. Ho dapprima staccato gli adesivi che c’erano, poi ho trattato tutto col convertitore di ruggine. L’ho lasciato agire con calma e dopo un po’ di giorni l’ho carteggiato; ho preso del primer ed ho dato due mani sul serbatoio; infine l’ho verniciato con il colore grigio metallizzato antiruggine. Due belle mani date con calma, e poi, per completare, ho riavvitato sopra la maniglia del rubinetto, vernicata a parte e come spiegato in un post precedente. Ora aspetto per rifinire il tutto di metterci nuovi adesivi; con questo trattamento il serbatoio si manterrà più a lungo; prima di questo l’avevo sempre riverniciato e basta, ma ora ho prima lasciato agire il convertitore di ruggine, che trasforma le parti arrugginite in metallo sano. Poi do il primer che  ha proprietà antiruggine e coprenti, di modo che forma uno strato compatto che elimina le piccole imperfezioni; due mani sono cosa buona, perchè preparano la parte alla verniciatura. Dandoci il colore, la vernicie aderirà più saldamente sulla parte da verniciare, rendendola più solida ed anche più bella a vedersi.

La fatica ci vuole sempre

La fatica ci vuole sempre, fa parte della vita; Ho dovuto rimettere a posto nel camper la attrezzatura estiva. Forse, dato il meteo inclemente di questa primavera, avrei avuto ancora tempo, ma una cosa da fare è meglio levarsela di torno il prima possibile. Si dice, infatti “Cosa fatta a capo va!” Però è sempre un bella sfacchinata. Necessaria, in quanto in inverno cosa ne facciamo delle sedie e del tavolino, oppure del fornello da campeggio? Meglio quindi risparmiare spazio per l’attrezzatura per gli sport invernali. Però, appunto, col cambio di stagione va fatto il percorso a ritroso. Però una volta fatta, ti senti più libero; ed adesso non ci resta che aspettare il tempo bello e le temparature calde. A proposito: dicono che ancora questo week end dovremo sopportare una nuova fase perturbata di stampo invernale…

Finalmente ho smontato la maniglia del rubinetto

Dopo diversi tentativi, ho finalmente smontato la maniglia del rubinetto nel serbatoio delle acque reflue. Il perchè è presto detto: è rossa ed è li da almeno 4 anni; il colore rosso, dai oggi, dai domani, esposto com’è all’azione dei raggi UV, pian piano si scolorisce e dona (si fa per dire) alla maniglia un che di vecchio, o vintage, se preferite. Siccome quattro anni fa ero stato io a sostitutuirla, visto che la precedente si era irrimediabilmente scolorita

ero certo di riuscire a smontarla di nuovo senza problemi. E invece no: tira, batti, spingi, spruzza il lubrificante, per ben tre giorni ho tentato ma invano. Oggi c’era un mio amico, e dai e dai siamo riusciti a cavarla via…  Me la sono portata a casa e poi, prima l’ho scartavetrata per benino, poi l’ho verniciata col primer antiruggine, e quindi di nuovo con un rosso bello vivo, come si vede in figura. Ora non mi resta che fare lo stesso al serbatoio, che è di secondo allestimento e si trova fuori dalla scocca, sotto il fondo. Oggi l’ho carteggiato per bene e poi gli ho passato un convertitore di ruggine sui punti che ne avevano bisogno. Appena ne avrò il tempo farò la stessa cosa: il primer antiruggine e poi lo rivernicio a nuovo. Non è una gran fatica, ma si ottiene un gran bel risultato alla fine; perchè se si vede il serbatoio scrostato, se si nota qualche macchiolina di ruggine, se la maniglia è scolorita, l’effetto che si ricava è di cosa abbandonata. Se invece, al contrario, ci mettiamo lì e curiamo ogni piccolo dettaglio, tutto il camper se ne giova. Per non dover rimettere le mani troppo spesso, e per aver risultati migliori, consiglio sempre di passare prima una mano di primer. Forma uno strato bianco che rende la superficie non più attaccabile dalla ruggine, asciuga in 10 minuti e poi ci si vernicia sopra con il colore che si vuole e la vernicie attacca meglio e copre prima del normale.

Finalmente è tutto a posto – riparazioni effettuate

Finalmente è tutto a posto: le riparazioni sono state effettuate. La spia dell’olio è tornata a quietarsi e non si accende più a capriccio. E l’accendisgari che ballava dentro e fuori il suo alloggiamento è ora solido e fisso al suo posto. Rimane la ricerca del filo interrotto verso la luce di ingombro di destra; quella di sinistra è stata riparata, ma quella di destra non funziona ancora;  l’elettrauto mi ha detto che sicuramente c’è un filo interrotto che passa dentro  la cellula, in alto. Ma io non  ne sono convinto. Fino a novembre le luci funzionavano bene ed, a quanto mi consta, l’impianto elettrico passa sotto il camper  e non dentro. E’ anche ovvio in quanto così sono  più facili da riparare; anche se corressero dentro la cellula, chi mai potrebbe aver interrotto un filo che passasse dietro un mobile? La soluzione me la fornirà l’officina della concessionaria camper. Ma intanto mi godo la rinnovata sistemazione di cose importanti, come la spia indicatrice del livello dell’olio che non se la smetteva di accendersi e spegnersi; il colpevole, come già documentato, è il bulbo del sensore che sta nella coppa dell’olio e che , eventualmente, manda l’allarme verso la spia nel caso che si abbassi il livello dell’olio; ma essendosi rovinato l’occhio del guardiano, alla spia arrivavano di continuo allarmi e rassicurazioni, per cui ecco motivato l’accendersi e spegnersi della spia rossa. Guidare in questo modo è semplicemente snervante! Solo il fatto di aver cambiato io l’olio motore mi tranquillizzava; perchè ho messo io il giusto quantitativo di olio motore, io ho serrato bene il tappo della coppa dell’olio, io ho serrato bene il filtro dell’olio , e credetemi che nonostate questo non si guida tranquilli con la spia che ti fa l’occhiolino. Ora, finalmente sono molto più sereno. La presa dell’accendisigari poi non mi serve in quanto tale, ma per alimentare il caricabatterie del telefono ed ora è a posto

Aiuto! Si accende la spia dell’olio motore!

Si accede la spia dell’olio motore! E proprio mentre state guidando. Roba da fermarti subito; mi è successo l’anno scorso, ed il bello è che a giugno, e ne ho dato notizia qui nei post precedenti, avevo proceduto al cambio dell’olio motore e del filtro. Avendolo fatto da solo, ero sicuro di quello che avevo fatto e delle cura che ci avevo messo per eseguire il lavoro. Eppure…eravamo al viaggio di rientro dalle vacanze quando all’improvviso si accende la spia, quella rossa, dell’olio motore. Si accende per poco e poi si rispegne…boh!  Io ero tranquillo di aver messo l’olio giusto nella giusta quantità, pero…se non avessi stretto bene il tappo? Ti vengono questi dubbi, è umano.

Non è una bella cosa, con questa immagine che minaccia di farti grippare un pistone… All’arrivo controllo, ma niente di male. Tutto nella norma. A novembre riprendo il camper per un viaggio, ma della spia nessuna traccia, tant’è che me ne dimentico. A fine gennaio torno a rimuovere il camper per preparare la settimana bianca, ed ecco la spia che si riaccende. Al che, a motore freddo, controllo nuovamente il livello dell’olio motore; mi da 1/2 chilo in meno, al che rimbocco e va al massimo: tutto ok, spia sparita. Ah, penso,ecco cosa era! Per mezzo chilo… Vado a partire la sera del 15 febbraio; ero vicino a Firenze che eccola! La spia ritorna a far capolino! E’ come se mi trapanasse il cervello!!! Sono appena partito, dobbiamo star fuori una settimana…ma la spia si rispegne, e poi ad intervalli irregolari si ricaccende e si rispegne. Mi fa così tutta la settimana, ma il motore va benissimo. Controllo di nuovo l’olio motore, ma sta sempre al massimo!  Appena torno ne parlo con il meccanico, che non si spiega il fatto se non con un malfunzionamento  del bulbo del sensore che dà il consenso alla spia. Stamani torno in officina e mi conferma che si è rotto il bulbo del sensore. Lo ha ordinato e nel giro di una giornata arriva il pezzo e me lo cambia! Era ora…!

Con tutto quello che abbiamo da pensare…aiutiamo la memoria

Certo, ognuno di noi ha mille pensieri, tante cose da ricordare: date, scadenze…così finisce che, persi in questo ginepraio, dimentichiamo qualcosa. A me capita,ad esempio, di non ricordare con precisione quando ho cambiato la batteria o gli pneumatici. Gli pneumatici, ad esempio, ho già scritto che mi ricordavo che avevano quattro anni, invece ne avevano già cinque, e qui non ci aiuta l’aspetto, dal momento che gli pneumatici di un camper non si consumano come quelli di una autovettura…ma la batteria, ad esempio, quella no. Ad un certo punto non ricarica più, e capisci che è andata. Una cosa però è importante capire: la batteria ha avuto una usura normale, o è durata meno del previsto? Perchè possono venir fuori problemi, e dobbiamo capire se è la marca della batteria che non ci soddisfa, o se magari abbiamo qualche anomalia sul nonstro camper che fa si che il cosumo della batteria sia maggiore del previsto. Certo, il dilemma lo può risolvere l’elettrauto. Lui è in grado di vedere quanto è vecchia una batteria, come un gommista sa leggere l’anno di fabbricazione di un pneumatico., ma noi poveri comuni mortali…che ne possiamo sapere? Cosa ho pensato, allora? Intanto sono ormai anni che temngo una agenda nel camper dove annoto tutto, sia i viaggi che i rifornimenti, i chilometri e tutti i cambi vari: olio, filtro, flitro gasolio, pneumatici, bomble di gas…però quando è possibile metto una etichetta adesiva sul pezzo con scirtta la data del cambio, in modo da avere rapidamente in vista quando l’ho messo su. Non si può fare sugli pneumatici, certo, perchè dopo poci chilometri l’etichetta è sparita, ma per esempio, sulla batteria si può fare. Per il cambio olio, anche se ve lo fate da soli, è bene metere la classica etichetta adesiva sull’interno del montante della portiera. E così tutto diventa più facile.

Perchè dobbiamo cerare il camper all’esterno

In ottobre ho documentato con cosa cerare il camper e come. Oggi vorrei documentere i risultati. Stamattina sono andato a lavare il camper: poco sforzo davvero perchè lo sporco è venuto via facilmente, e solo con acqua. Andando ad asciugare, ho notato come il panno in microfibra scivolasse morbido…e la carrozeria si asciugava facilmente. Una favola. Le parti in cui rimaneva un’ombra di sporco, alla seconda passata più energica ritornavano pulite. Perfetto ! Certo io non dico di cerare ad ogni lavaggio, sarebbero soldi e fatica sprecati. Ma due volte l’anno, in autunno ed in primavera sarebbe una cosa perfetta. Tutto l’esterno rimane lucido e protetto, ma anche dopo ogni lavaggio riesce fuori la lucentezza e pulire diventa un gioco da ragazzi. Io non dico altro , ma passare la cera è una cosa vermente azzeccata. E’ un investimento per il futuro prossimo, credetemi, Ripeto, non serva fare i maniaci e lucidare ad ogni piè sospinto, ma avere regolarità nell’applicarla due volte l’anno quello si. Il camper si mantiene lucido ad ogni lavaggio, e questa è una soddisfazione, ma non solo: la carrozzeria rimane protetta, perchè non permette agli agenti atmosferici ed inquinanti di attaccare la vernice; è come se stendessimo un scudo protettivo, che però abbellisce anzichè ingombrare. A me sembra una ideona, e visto che costa poco come spesa, un po’ di più come fatica, se uno se la sente, credetemi che se lo ritrova col tempo.

Il “ferro a T” ovvero il Sarchiapone

La storia va raccontata per bene, per mettere chi legge sull’avviso di non arrendersi di fronte ad una dichiarazione che vi spiazza. E mi spiego meglio: quando a ottobre vado per il cambio degli pneumatici, e chiedo di mettere lo pneumatico nuovo, comprato in viaggio, come ruota di scorta, il gommista non trova il verso di tirare giù la ruota di scorta. E mi sentenzia: qui ci manca un ferro a T.  Non avendo mai sentito parlare di tale attrezzo, domando: “E dove lo trovo? E perchè mi manca?” Certo, lui non poteva sapere perchè mi mancasse, ma era sicuro che si trovasse, se lo cercavo.

Bene.

Mi metto in moto, vado in un centro recuperi e chiedo. Nulla, però potevo riprovare tra un po’ di tempo, non si sa mai. L’addetto aveva capito cos’era, ma al momento niente da fare. Mi rincuoro. Già in due mi dicono che esiste il “ferro a T” quindi sarà questione di trovarlo. Passa del tempo, e le vicissitudini della vita mi distraggono e sottraggono tempo alla mia ricerca. Finchè giorni addietro mi trovo il tempo per ripriendere la mia ricerca. Ritorno al centro recuperi, e parlo con un addetto proprio degli autocarri; gli chieso del “ferro a T”, ma lui scuote la testa: “Non capisco cosa cerchi, dimmi almento quanto è grosso, come è fatto…” Io non lo so, mi dispiace, non so di che si tratta, so solo che mi hanno detto che mi manca. Ma lui mi dice che non esiste. E’ sicuro. Non mi resta che recarmi all’officina Ford.

Lì parlo col capo officina, gentilissimo, e gli spiego che mi manca un pezzo per tirare giù la ruota di scorta. Lui sorride e mi guarda “No, non ti manca nulla, andiamo a vedere” Andiamo al camper e mi fa tirare fuori il blocco del cric da sotto il sedile lato passeggero. “Vedi questi? Sono tre pezzi: uno è il cric, l’asta pieghevole (per stivarla megli nella cabina) serve da manovella, e il terzo pezzo è uno svita bulloni da un lato, e dall’altro è fatto come un grosso giravite a taglio. Ecco, con questo puoi allentare la slitta che contiene la ruota di scorta”. Ero quindi andato alla fonte della notizia.

Ora, è chiaro che la storia del “Ferro a T” era stata  messa su da chi voleva coprire la sua “non sapienza”, cioè il fatto che non sapeva cosa dire. Praticamente era “il Sarchiapone”.Meditate su questo, e capiamo che si deve andare sempre alla fonte della notizia che vogliamo sapere.