Non bisogna mai trascurare il frigorifero

Non bisogna mai trascurare il frigorifero. Io stavolta l’ho fatto…sarà stato il caldo, le molte ore di guida che procurano stanchezza oppure la tristezza di aver concluso le vacanze, sta di fatto che al nostro arrivo, nel ripredere questo e quell’altro, mi sono dimenticato di lasciare aperta la porta del frigorifero. E si che lo faccio sempre!  Ma purtroppo stavolta no, ed allora, a causa di questa mia deplorevole dimenticanza è comparsa la muffa. Per forza di cose, se spegnamo il frigo che sta lavorando e lo svuotiamo da quanto in esso è contenuto, resterà sempre del ghiaccio e delle piccolissime particelle organiche. Le due cose insiemo,se lasciamo chiusa la porta del frigo, nel giro di pochi giorni producono delle muffe. Non sono particolarmente difficili da levare, ma va fatta una azione decisa.

Ma come pulire il frigo dalla muffa?

Scartiamo subito i prodotti a base chimica,  di quelli che comunemente usiamo per la pulizia della cucina; questi prodotti  potrebbero lasciare dei residui sulle pareti del frigo, e questo proprio dove successivamente riporremo gli alimenti. Meglio usare del comunissimo, volgarissimo, aceto di vino. Non prodotti a base di aceto, ma proprio l’aceto, che, tra parentesi, costa davvero poco. Aiutandoci con della carta cucina, strofiniamo ben bene l’interno del frigo dopo averci spruzzato un po’ di aceto. Le muffe si staccheranno subito ed il frigo tornerà sia pulito che deodorato.  Per quanto possa sembrare strano, dato che l’aceto ha un odore pungente, vedrete che vi deodorerà il frigo che è un piacere. Dopo questa operazione, ed essendoci assicurati che non ci sia più traccia di muffa, lasciamo il frigo spalancato, e facciamogli prendere aria qualche giorno almeno, in modo che possa arearsi ben bene. Se avremo un po’ di pazienza e lasceremo fare,  il nostro frigorifero tornerà presto ad essere il nostro compagno di vacanze come prima

Un piccolo danno, ma c’è la soluzione

Per ogni danno c’è la soluzione, non bisogna perdersi d’animo.

Come si vede dalla foto, in viaggio mi  si è rotto il pezzo del mobile del bagno in basso a destra.Proprio lì cè il perno che sostiene lo sportello con lo specchio, e quindi è  caduto giù, e per fortuna non si è rotto lo specchio…. Nell’immediatezza  l’ho retto imperniandolo con una vite un bel po’ lunga, ma è una soluzione posticcia, da viaggio, se così mi passate il termine. Volendo procedere per una soluzione duratura, guardiamo il da farsi.  A ben vedere questo mobiletto è semplicemente avvitato sulle pareti, e non presenta problemi di smontaggio. Le soluzioni sono due:

  1. smontiamo il mobiletto e poi lavoriamo dal didietro con i fogli di vetroresina in modo da rinforzare la parte; poi con un trapano relizziamo il foro per il pernetto e rimontiamo lo sportello.
  2. Oppure c’è la sostituzione del pezzo. Sono fortunato perche la Rimor produce ancora questo mobiletto, per cui tramite la rete dei concessionari lo ordino e me lo rimonto pari pari.

A mio avviso la soluzione migliore è la seconda: spiego il perchè.

Nell’operare con la vetroresina andiamo si a riempire il buco che si è creato, ma dopo si vedrà la differenza di colore e qualche sbavatura sul piano. Pace per le sbavature, che si possono carteggiare, ma non riusciremo a colorare la vetroresina visibile come il mobile, a meno di non colorarlo tutto… e poi se carteggiamo , la plasica che è lucida in origine perderà la sua proprietà. Vero è che riguardo alla resistenza, con la vetroresina la parte diviene molto più solida.

Il pezzo sostituito in toto invece è nuovo, pertanto io opterei par la riparazione  solo nel caso in cui il pezzo non sia più reperibile, nè nella rete di ditribuzione del marchi, nè sufando nelle rete cercando negli annunci.

Nel mio caso conviene prendere il pezzo nuovo, quattro viti e la paura è passata. Ah, dimenticavo che il mobiletto arriva senza lo specchio, ma possiamo sempre riutilizzare il vecchio specchio…sempre che non si sia rotto cadendo!

A presto con la descrizione delle fasi di ripristino

Il rientro in Italia dopo una vacanza all’estero

Se andate all’estero e poi fate  rientro in Italia,  appena passate la frontiera ve ne accorgete anche senza i cartelli. Per me quest’anno era la quarta volta che rientravo in Italia proveniendo dalla Carinzia e diretto a Vipiteno. Ci sono due possiilità. O salite in autostrada fino a Salisburgo, entrate in Germania fino a Rosenheim e da lì scendete verso Innsbruck, rientrando dunque in Austria, e quindi in Italia, oppure prendete la statale che vi conduce a Lienz (occhio, non a Linz, è un altra città , in Stiria), da lì proseguite per Silian e poi entrate in val Pusteria da Prato alla Drava. Ecco: arrivati lì vedete l’inferno in terra: subito appena il confine, in Italia c’è un area di sosta per camper, dove il camperista medio si acquatta, si blocca perchè non vuole passare il confine. Ma li’ in agosto  , sono messi tutti a 50 cm l’uno dall’altro! Stretti come le sardine in scatola, e non c’è un posto manco a pagarlo tanto oro quanto pesa il camper!  E, mentre prima il traffico era sostenibile, rientrato in Italia deve essare un po’ caotico, sennò non vale. E’ come le pizzerie appena il confine: siamo in Italia, ecco la pizza!  E così tutti in fila, procediamo verso l’autostrada A22,  ma per raggiungerla dobbiamo percorrere per intiero la Ss 49 della Val Pusteria. Che, per uno che viene da Roma forse sembrerà ordinata, ma vi assicuro che se rientrate dall’Austria, vi farà venire in mente ciò che dice Dante “Ahi serva Italia, di dolore ostello/nave sanza nocchiere in gran tempesta/ non donna di Provincie, ma bordello” (Purgatorio, canto VI). Ma la ciliegina sulla torta ve la metto subito. Eravamo arrivati in fila indiana a Vandoies, uno degli ultimi centri abitati prima dell’autostrada; vedo sulla sinistra in sosta tre camper, e subito dopo vedo che due macchine davanti a me il conducente inchioda e l’altro di rimando: subito mi attacco al freno, facendo fischiare gli pneumatici ma mi fermo in tempo. Vedo sulla destra il responsabile di tutto ciò, che aveva la faccia di chi ha rubato le caramelle e vuole fare l’indifferente. Ti saluto amico, se ti riconosci in queste righe. Era il venerdì 17 agosto, circa la 10 del mattino… se sei tu, lasciami un commento, io non ce l’ho con te…però potevi causare un danno di niente! Ma potevi farti male tu… Insomma, alla fine a Vipiteno c’eravamo alle 10,45

Proprio di pneumatici vi parlo al ritorno

Perchè proprio di pneumatici vi parlo al ritorno?

Perchè ho bucato! L’unica cosa che non si può prevedere, la foratura dello pneumatico è una cosa giacobina, capace di capitare al ricco ed al povero con la stessa facilità. E’ cosa comune, ma fate caso che capita sempre quando meno dovrebbe. Insomma volete sapere che mi è successo? Eravamo in viaggio sulla Variante di Valico della A1, usciamo a Badia, e poi saliamo su per Castigione dei Pepoli (BO) per proseguire verso il bacino del Brasimone, dove c’è una area sosta camper. Dentro il paese le indicazioni stradali sono messe malino davvero, e mi fanno girare in una strada sbagliata. Dopo poco trovo delle persone ed un area sterrata dove si poteva fare manovra. Chiedo dove fosse il Brasimone, mi dicono che dovevo ritornare indietro, e cosi facendo manovro per girarmi nell’area sterrata. Tac! Foro lo pneumatico posteriore destro, probabilmente per un chiodo o un pezzerrto di ferro buttato in terra. Fortuna che ho la tessera ACi perchè era sabato 4 agosto. L’assistenza è venuta subito e mi hanno risolto il problema. Proseguiamo dunque per l’area di sosta, ma qui vengono le note dolenti. E’ un area aperta solo di estate, ma non è controllata da nessuno: c’è solo una sbarra che si alza se volete entrare e non vi fa uscire se prima non pagate presso la cassa automatica. Il nostro popolo, in assenza di regole, sappiamo che  si allarga. E così quelli che c’erano dentro si erano messi alcuni in modo da occupare due posti, risultando così occupata. Secondo voi , dopo aver forato si sabato pomeriggio di agosto, col camper carico, mi metto a litigare? Sono ritornato in autostrada ed ho proseguito fino a Modena, dove c’è un’area per camper del locale Camper Club, chiamata “La Mutina”. Tranquilla, con molto verde, allacci per la corrente comodissimi, perfino docce, lavapiatti e WC. E per proseguire il viaggio il casello autostradale di Campogalliano a pochi chilometri. Trovata col Portolano di PleinAir.  Se potete, evitate di programmare la sosta al Brasimone; se cercate su internet trovate dei numeri di telefono, ma chi vi risponde non si trova lì e non vi sa dire nulla di come stanno le cose.

Aprite Portolano e cercate altrove, date retta!

Gli pneumatici e la sicurezza nel camper

Parlare degli pneumatici e della sicurezza nel camper è un preciso dovere. Voi sapete che al di là di tutto siete attaccati al terreno solo da quei quattro pezzi di gomma? E che da quelli, prima che dal resto, dipende la sicurezza vostra e dei vostri cari? Vediamo cosa c’è da sapere: un camper cammina realtivamente poco, perchè pochi sono i giorni liberi in un anno Lo pneumatico, stando fermo non si consuma, ma la gomma di cui è fatto  a contatto con gli agenti atmosferici tende a screpolarsi. Questo lo dobbiamo valutare con occhio critico, perchè è difficile che il battistrada degli pneumatici in un camper sia usurato. In più, il nostro camper viaggia sempre a pieno carico, ed il peso è sopportato alla fine dagli pneumatici. E qui possiamo ragionare. Normalmente gli pneumatici vengono gonfiati di aria, ma l’aria tende ad aumentare di volume con l’aumento di calore, generato sia dal rotolamento che dalla temperatura dell’asfalto, soprattutto in estate. In più essendo la molecola dell’aria molto piccola, tende ad uscire dalle porosità della gomma: è per questo che, ogni tanto le gomme vanno gonfiate. Perchè scrivo queste cose?  Perchè uno pneumatico surriscaldato può scoppiare, se è vecchio. E succede ben più spesso di quanto pensiate. L’alternativa è gonfiarlo son una miscela di gas inerti, come il Secur Pneus;

Caratteristiche tecniche
Prodotto: miscela di gas inerti
Titolo: O2 < 5 ppm, H2O < 5 ppm
Aspetto: gas incolore
Odore: gas inodore
Limiti di infiammabilità in aria: non infiammabile

(fonte www.siad.com/secur-pneus-)

 

Questa miscela di gas inerti non si surriscalda con l’asfalto ed il rotolamento, ed ha una molecola più grande di quella della normale aria, per cui resisterà allo sgonfiamento. Ho personalmente verificato nel tempo che da un anno all’altro i miei pneumatici, gonfiati col Secur -Pneus perdono al massimo 1/2 atmosfera di pressione.  Ve lo dico io che adopero questo mezzo di gonfiaggio dopo che mi è scoppiata la ruota posteriore destra del mio precedente camper, un pomeriggio di luglio. State sicuri, che è meglio!

Preparare una vacanza

 

Se dobbiamo preparare una vacanza saremo sicuramente pieni di cose da fare; vorrei aggiungerne un’altra.

No, non per crudeltà, ma perchè, forse, tanti non ci pensano. Quando guardiamo il camper all’interno e pensiamo di pulirlo, la prima cosa che ci viene in mente è il pavimento; poi il frigorifero. Poi spolveriamo bene tutti i ripiani…ma ci pensate alle tende ? Almeno una volta all’anno vanno smontate e pulite; il consiglio che vi do è di aspettare l’estate; l’estate è una stagione bellissima, e col suo sole forte e caldo vi consente di ascuigare tutto il vostro bucato in poco tempo, e bene anche.

Che questo delle tende non sia un lavoretto da poco ve lo spiego qui sotto: intanto vediamo: la dinette ha le tendine, la mansarda ha le tendine, la cabina di guida ha le tendine. Nel mio camper ce n’è un’altra che divide la zona delle cuccette posteriori. In genere le tende sono fissate su dei binari che sono nascosti alla vista. E sono scomodi da raggiungere; però, con un bel po’ di pazienza, alla fine vengono via tutte. Se il binario serve due tende vi consiglio di contare bene gli anelli dove vanno infilati i gancetti. Quando smontate non vi mettete certo a contare: uno, due, tre…però una volta tolta la tendina, contate quanti anelli scorrevoli la tenevano su. Questo perchè quando a casa metterete tutto in lavatrice, tra le mille giravolte che fa un bucato qualche gancetto si può staccare; voi stendete il bucato al sole, appena asciutto per bene lo ritirate, vi accorgete che i gancetti ci sono più o meno tutti…ma quando andrete a rimotarli, portatevi dei gancetti in più, perchè vi garantisco che uno quà ed uno là vi sarà saltato via. E, dopo, la tenda montata senza un gancio butta male.

Questi sono i consigli per le generali, dopo ogni camper ha le sue tendine, messe come e dove chi lo sa…se vi parlassi delle mie non servirebbe che agli altri che hanno un mezzo come il mio; ma intanto queste cose che vi dico sono per tutti. Quello che ricaverete alla fine di questa fatica, è un gradevole odore di pulito dentro al camper. Non ci pensa nessuno, ma le tendine assorbono gli odori, e tutti nel camper cuciniamo; poi lasciamo il camper chiuso per mesi e ci abituiamo a quello stato di cose; una vota che abbiamo lavato a fondo le tende, ci accorgeremo che, in realtà, c’era bisogno.

Rimettere in strada il camper

Così lo scorso fine di settimana siamo riusciti a partire per un week end. L’importante è non cercare mete impossibili, tipo 300 chilometri se hai solo un sabato e domenica; ci sarà qualcosa di bello nel raggio di 100, 150 km da casa di ognuno di noi? Abitiamo in Italia, il paese più bello del mondo, e io dico che c’è sicuramente. Posto che non dobbiamo fare tanti chilometri, arriviamo con la tranquillità di chi si accontenta di ciò che trova, che è la base della felicità; non stiamo lì a storcere il naso per un nonulla, abbiamo strappato un week end alla routine e gia è tanto, tantissimo…guardiamoci intorno: c’è gente come noi, camper nuovi, lussuosi, camper vecchi ma felici, perfino tendine…può anche capitare, come è capitato a me, che la domenica mattina dalla tendina vicino a noi, esca fuori una ragazza con un telefono in mano che ti chiede se, per favore, gli puoi mettere in carica il cellulare: sorridi e fallo senza problemi, sei lì a fare il week end, mica ad arrabbiarti col mondo! Alla fine dei conti, ieri pomeriggio, perfino il maxischermo per vedere la partita, al ristorante pizzeria del campeggio, patatine fritte, birra alla spina…sorridi, perchè la felicità è un a questione anche di piccoli momenti, è soprattutto una questione di piccoli momenti, come il caffè, il sorriso di tua moglie, il tramonto sul lago, sul mare, sui monti…è credere, quando vedi un arcobaleno in cielo, che camminando fin dove appoggia a terra, alla base dell’arcobaleno, troverai una pentola piena di monete. ma la felicità è anche camminare ed accorgersi che la base dell’arcobaleno non c’è, ma il vero tesoro che hai trovato è quello di aver camminato e così hai visto cose nuove, posti diversi.

Ma non confondiamo mai il fine con il mezzo, questo lo dico sempre ma è vero: il camper non è, nè mai potrà essere, il fine; il camper è il mezzo attraverso cui puoi raggiungere il fine, che è quello di stare all’aria aperta, a contatto con la natura,  a bagnarti nell’acqua, prendere il sole, addormentari sentendo i grilli cantare la loro ninna nanna leggera…questo è il fine, il camper è solo il mezzo attrverso cui la cosa è possibile. Non ve lo dimenticate mai e sarete felici.

Luglio: è iniziata la pacchia, cominciano le ferie!

(Per inciso, la Mini è contenuta  nel garage di quell’autobus camperizzato)

Mi si passi il richiamo alle notizie del giorno, ma ieri era Primo Luglio, e, come rispondendo ad una chiamata, si sono cominciati a muovere i camper; il motivo è semplice: sono cominciate le ferie. E’ bello però notare questo, ovvero che il turismo in mobilià si è affermato anche con la regolarità delle presenze. C’è inoltre un rovescio della medaglia, che ci mostra che il turismo di massa è divenuto anche turismo di mobilità. Sempre più gente si affida al veicolo ricreazionale, o camper, roulotte se preferite, è questo è un bene. Si, ma per chi? Per noi che lo pratichiamo da anni, perchè sempre più persone condividono la scelta che abiamo fatto; è un bene per il territorio, perchè i camper non provocano nessun disastro ambientale, non provocano costruzioni abusive, non fanno disboscare…insomma si tratta di turismo ad impatto zero.  Che però muove l’economia, perchè nessuno di noi si porta dietro da mangiare per quindici giorni, ma fa spesa dove si trova, vive nella comunità che lo ospita. Sta anche crescendo la cultura del rispetto per l’ambiente: sempre meno sono quelli di noi che abbandonano rifiuti, scaricano serbatoi dove non è consentito; perchè chi porta un camper sa bene dove si può fare il carico e scarico dei serbatoi,  perfino in autostrada si moltilplicano le aree di rifornimento che hanno costruito un pozzetto per lo scarico dei serbatoi.

http://www.autostrade.it/it/web/aree-di-servizio

qui trovate tutte le informazioni per sapere in quali aree esiste una area attrezzata per la sosta dei camper e per lo scarico.

Poi, ognuno parta per la sua strada; non esiste una via al camper, ma esistono le persone ed i camper: mezzi nuovi, seminuovi, un po’ datati, decisamente vecchi…ma che volete che cambi? Chi pensate vi potrà giudicare per cosa guidate? Lasciate stare queste cose e partite, viaggiate e, se vi fermerete vicino ad un camper da mezzo milione di euro, non pensate di essere poveri voi: pensate che quello che ha speso così tanto sta nè più e nè meno dove state voi, che non avete speso tutta quella cifra. Vedete l’autobus fotografato sopra? L’anno scorso era nel mio stesso camping a Kitzbuhel. Abbiamo dormito e mangiato per una settimana vicino (la foto è mia). A parte l’ovvia differenza di reddito, che cosa cambia? Solo che quelli hanno la MIni nel garage e se gli va la fanno uscire e se ne vanno in giro con la macchina. Ma a me non cambia nulla questo!

Colorare, che passione – iniziamo a colorare gli pneumatici

Abbiamo i nostri pennarelli, perchè non colorare gli pneumatici? Apparentemente è una cosa inutile, ed è vero: però una volta fatto vedrete che vi piacerà. Basta prendersi una mattinata libera e tuffarsi nell’avventura. In realtà dobbiamo procedere come segue: per prima cosa, guardiamo il logo dei nostri pneumatici come è colorato. Se vogliamo possiamo pure colorarlo di fantasia, a seconda del gusto; per me, l’importante è che sia un colore che risalti sul nero della gomma, altrimenti non è visibile. Il bianco, di solito, è il migliore. Procuriamoci quindi i pennarelli dei colori che ci servono, più uno nero. Che ci facciamo? Vedete quelle sbavature sui lati della H ? Servirà per cancellarle alla fine! Cominciamo col contornare le lettere, come vedete in foto e non preoccupiamoci per il momento se il colore sbava un poco. Una volta finito ci contornare le lettere, cominciamo quindi a riempirle di colore, pian piano

procedendo come si vede nella foto. Non appena terminato di riempire tutte le lettere aspettiamo poco tempo che si asciughi il colore: tra l’aria aperta e l’assorbimento della gomma nn ci vorrà tanto. Adesso sarà il momento di usare il nero, perchè par quanto ci staremo attenti una piccola sbavatura qua e là ci capiterà comunque: poco male! Con il pennarello nero copriamo l’eccesso di colore e ora il lavoro sarà perfetto! L’unica cosa è che dobbiamo ripeterlo altre tre volte. Perchè se si colora il logo degli pneumatici bisogna che sia così per tutti e quattro, altrimenti non sarà naturale. Valutiamo se sia il caso di muovere il camper in avanti o indietro in modo da far combinare la scritta in modo comodo per colorarla. Personalmente non ho incontrato difficoltà. Vi posso anche dire che la colorazione della gomma è molto resistente, e dura da un anno all’altro. E’ dunque un lavoro che vi premia nel farlo. Non vi preoccupate nemmeo degli agenti meteorici ed atmosferici perchè non vi influiranno sulla colorazione.

Colorare una scritta sul camper – come procedere

Per colorare una scritta sul camper, vediamo come procedere:

Assicuriamoci di aver trovato un appoggio a terra solido e sicuro per la nostra scala. Ci farà lavorare più traquillamente. Per essere sicuri che la scala sia piantata per bene, prendetela e scuotetela: se non traballa va bene; una volta sopra, cercate di non sporgervi per arrivare un po’ più in là: meglio spostare la scala, perchè sporgervi dalla scala è garanzia di capitombolo…

Prendiamo i nostri pennarelli a vernice ( devono essere quellia vernice, non bastano quelli che scrivono su tutte le superfici, tipo l’Uniposca, per capirci. Quello a vernice è molto coprente); se sono nuovi dobbiamo prima stappare il pennarello: ci accorgiamo che la punta è bianca. Agitiamo bene il pennarelli e poi premiamolo alcune vote su un foglio di carta, facendo un movimento deciso come se pompassimo. Dopo poco scenderà il colore imbevendo la punta. Dunque iniziamo; notate dalla foto come il tempo abbia sbiadito il colore arancione della scritta. Contorniamo la lettera, come vedete sulla M e poi pian piano riempiamo il corpo della lettere col colore. Noterete la differenza abissale tra la K, A e T e le due A e la R ancora sbiadite. Una volte colorato, possiamo anche correggere eventuali sbavature con un pennarello di idoneo colore. Per esempio vedete quella sbavatura sulla A? si può correggere con un bianco, ma vi consiglio di mettere un poco di diluente su un bastoncino per le orecchie, o un pennellino, e asportare la sbavatura pian piano. Se siete pignoli come me. Altrimenti la potete anche lasciar stare, tanto chi se ne accorge? Per me, dunque, il gioco vale la candela; se poi volete, potete procurarvi una vernicie trasparente anti UV e spruzzarla sulle scritte: ve le proteggerà di più dallo scolorimento, che è prodotto dell’azione dei raggi UV del sole. Oppure quest’anno risalite sulla scala, come faccio io, e vi spendete altri 3 euro.