Cambiamo il lavandino del bagno – 2

 

   Ed ecco la situazione che abbiamo trovato una volta smontato il lavandino. Come si procede? Ho notato che il lavandino era assicurato al mobiletto sottostante con tre viti, coperte da un coperchietto a colore. Svitate quelle, e tagliato il bordo di silicone con un taglierino, il lavandino è venuto via senza problemi. La situazione che avevo era preoccupante. Sebbene non avessi perdite dentro il mobiletto, come detto perdeva un poco, ma veramente poco sul piano superiore del lavandino non mi ero mai accorto di cosa ci fosse sotto. In realtà la cosa era veramente degenerata. In più ho notato che il lavandino nuovo non ha viti di fissaggio, quindi le viti erano state messe dopo la rottura ed il fissaggio del rubinetto fatto mediante incollaggio a fare tenuta delle parti rotte che si vedono. Insomma, un vero “appiccico” o pecionata!

Cambiamo il lavandino del bagno – 1

 

   Partiamo dal lavandino vecchio: come si vede dalla foto il rubinetto, pur funzionante, è rovinato. Ma non si tratta di un fatto estetico soltanto. Da un po’ di tempo aveva evidenziato una leggera, ma costante, perdita d’acqua alla base, quando il rubinetto era in funzione. In più, un leggero cedimento faceva stare il rubinetto un poco in pendenza verso la parete, così che risultava un po’ “appoppato” ovvero guardava verso l’alto sul davanti.

   Il bello è venuto quando ho deciso di cambiare il rubinetto. Andando a vedere sotto il lavandino, pasando dal mobiletto sottostante, mi sono accorto che il piano dove è fissato il rubinetto era rotto, ed il rubinetto era stato incollato per far fare tenuta all’insieme. Quindi non mi è restato che ordinare il nuovo rubinetto ed il nuovo lavandino. Vediamo come procedere.

Ripariamo il pavimento del bagno

 

   Nessun pavimento del bagno, che è fatto di plastica, resiste al calpestio dell’equipaggio. Capita a  tutti prima o poi, ed io avevo cominciato con dello stucco plastico, perchè la fessura si era aperta proprio intorno allo scarico al centro. Ha retto alcuni anni, non dico di no, ma quest’anno si è ripresentata spaccandosi anche sul piano verso il fondo sulla foto. Ed allora è necessitato un intervento più massiccio e risolutivo. Come procedere dunque?

   Pulito bene che abbiamo il piano del nostro lavoro, muniamoci di un foglio di vetroresina e della resina col relativo indurente. Per prima cosa misuriamo e tagliamo il foglio di vetroresina a misura del nostro piano; poi prendiamo alcune striscette di vetroresina e bagnando prima la parte con la resina ed un goccio di indurente andiamo a riparare lo spacco che si è fatto. Non basterà, tuttavia e quindi procediamo a misurare il nostro ritaglio sul fondo del pavimento, ritagliamo con precisione il foro dello scarico, quindi cominciamo a pennellare la resina sul pavimento; quando avremo finito stendiamo tutto il ritaglio e pennelliamo di nuovo senza risparmi, avendo però cura, come si vede in foto, che la nostra vetroresina si attacchi un poco sul bordo, facendo miglior ancoraggio a tutto il foglio. Perchè non basta coprire il solo danno? Perchè la plastica, una volta rotta, o si interviene in modo risolutivo oppure staremo sempre a coprire spacco dopo spacco…

   Lasciamo asciugare per bene il tutto (almeno 24 ore) e, quando sarà indurito per bene procediamo a carteggiare il tutto. Io ho proceduto prima con una carteggiatrice elettrica, sgrossando di molto il lavoro, poi ho passato a mano prima una carta n. 240, carteggiando per bene tutto, comprese le pareti, poi ho rifinito con la carta n. 320 per levigare al meglio. Vi assicuro che è venuto un lavorone.

   Nel frattempo mi sono procurato una vernice prime di colore bianco, mi raccomando che sia idonea per il PVC, sennò non attacca; poi ho preso, per il mio caso specifico, una vernice bianco avorio anche quella per PVC, il tutto in un negozio di prottotti per il bricolage, della catena Bricocenter.

Della verniciatura parlerò nei prossimi post; intanto ho provato la resistenza al peso e vi assicuro che tiene come nuovo. Al prossimo post!

Migliorie? Utili, però

Dopo aver completato il ripristino delle luci di ingombro, ieri ho acquistato della lampadine e LED per sostituirle a quelle preesisitenti ad incandescenza. La lampada a LED presenta alcuni punti positivi; vediamoli un po’:

 

  1. sono più luminose: i LED fanno più luce rispetto ad una lampadina tradizionale, a patto però di comprare una lampadina equivalente. Se ne compriamo una noi tanto per comprarla, potremmo rischiare, se non ce ne intendiamo, di comprare una lampadina troppo debole. Se, al contrario, andiamo in un negozio di autoricambi con la vecchia lampadina, saremo sicuri di comprare qualcosa di idoneo e più luminoso.
  2. Fanno luce bianca: la luce bianca è più visibile di notte. Questo si traduce in maggior sicurezza
  3. Durano di più: la lampadina ad incandescenza ha un filamento che si scalda per fare luce; dai oggi, dai domani scaldati e raffreddati, la lampadina si stufa e ci pianta in asso.

Alla fine, le luci del camper sono accese per la nostra sicurezza, e la migliore e maggiore visibilità si traduce in più sicurezza.

La luce di ingombro

Non tutti i camper sono equipaggiati con le luci di ingombro, che sarebbero quelle lucine arancioni sui lati del veicolo e bianco/rosse in alto sul posteriore. Hanno la funzione di indicare, di notte, le dimensioni del veicolo che stiamo conducendo. Non tutti i camper le hanno, dicevo, perchè esse non sono obbligatorie, ma qualora le avessimo, esse debbono essere sempre tenute in perfetto stato di efficienza, ergo: devono funzionare. Non vale il principio che “tanto non sono obbligatorie e non mi possono dire niente”. Io ne avevo una che dall’inizio di quest’ anno non voleva più accendersi. Siccome ho bisogno di una scala per salire fin lassù, ho sempre rimandato da un giorno all’altro, finchè a giugno, cambiando l’autoradio, avevo chiesto all’elettrauto di rimettermela a posto; la sentenza è stata che lassù non arrivava la corrente e lui non sapeva come era fatto l’impianto elettrico del mio camper; per cui non se ne faceva niente.

Alla fine, ieri, ho trovato un elettrauto che è anche camperista, il quale ha inquadrato la situazione. Ha smontato il portalampade e poi ha provato a tirare i due fili elettrici, uno blù ed uno marrone che escono dalla parete. Uno dei due è venuto fuori mentre l’altro è rimaso fermo; mi ha spiegato che quello che usciva era sicuramnte interrotto da una ossidazione, che aveva corroso il filo facendolo spezzare. Avvalendosi del filo intiero, ci ha fissato con del nastro isolante finissimo, i due fili nuovi alla testa di quello blù che era sano. Poi, da sotto, ha tirato il filo vecchio facendolo uscire e tirandosi giù i fili nuovi. Nel tirare giù anche quello rovinato, ci siamo accorti che il filo in alto usciva fuori ed era marrone, ma di sotto al camper era rosso. Era stato giuntato, quindi, forse in fabbrica o forse dal  precedente proprietario…ma in corrispondenza della giuntura dei due fili si era, vai oggi e vai domani, corroso con l’ossidazione interrompendo il passaggio dell’energia elettrica. Una volta ripristinati i fili nuovi ed intieri e dinque tornata la corrente e quindi la luce.

Non si finisce mai di lavorare

Ho notato che il rubinetto nel bagno del camper perde dalla base. Ho guardato dalla parte di sotto e mi sono accorto che il rubinetto è incollato e la plastica intorno è crepata. Sembra come si sia danneggiato e sia stato nuovamente incollato. Per toglierlo dovrei rompere il lavandino. visto che il costo di una sua sostituzione non è proibitivo, ho deciso di cambiarlo. L’ho pertanto ordinato presso la concessionaria, e domani ordinerò il rubinetto nuovo, cosa per cui ho deciso questo lavoro. All’arrivo dei pezzi procedo alla sostituzione.

Smontare le mensole del frigo Dometic

   Ho smontato le mensole del frigo Dometic perchè si erano rovinate e volevo sisemarle. Vi spiego come si fa. Parliamo del frigo più comune quello piccolo montato di norma sotto al piano cottura; se apriamo lo sperell del frigo, noteremo che sono presenti due mensole fatte a griglia. Gurdandole noterete che sono fissate dento alle pareti laterali e sono tenute da cerchietti in plastica: questi in realtà hanno forma cilindrica e sono fermi dentro il foro laterale sulla parete; per smontarle, guariamo lateralmente ad ogni mensola, e troveremo dei fermi in plastica che sono infilati sulla mensola, bloccandone il movimento di estrazione; se leviamo questi, che sono messi a cavallo della barra che compone la mensola, spingendoli verso l’esterno facendo attenzione a non romperli, si leveranno a scatto. Una volta liberate le mensole, si leveranno con agio.

   Io ho notato che le mie mensole si erano come spellate, la vernice era venuta via qua e la e, dove si era scoperta, aveva qualche punto di ruggine.

   Le ho dapprima messe a bagno con aceto e bicarbonato di sodio per una notte, dimodochè la ruggine scomparisse. Poi le ho asciugate e quindi carteggiate per rimuovere il più possibile della vechia vernice, Poi ho dato due mani di primer, che facesse da base aggrappante e da antiruggine, e poi le ho verniciate con la vernice cromata. Sono tornate nuove.

Dettagli e manutenzioni

Quando ho tempo, mi dedico a piccole manutenzioni ordinarie. Avevo il dosatore del sapone liquido della Fiamma, in bagno, che da un po’ di tempo perdeva una goccia di sapone; per lo più , la verniciatura effetto cromo sul coperchio del serbatoio era mezza scolorita. Sono andato a vedere di comprarne uno nuovo, e ho trovato lo stesso dosasapone che ho su nel camper. Quindi ho tolto il vecchio, che si ferma su una staffa a scorrimento a sua volta fissata sulla parete; avrei cambiato anche la staffa che sembrava fissata solo con due viti, ma era anche incollata saldamente. A quel punto, piuttosto che rompere la parete, ho pulito la staffa e ho fissato il nuovo dosasapone sulla vecchia staffa. La prudenza prima di tutto

Il viaggio a Reggio Calabria

Per quanto riguarda il viaggio per Reggio Calabria in camper, vi dico subito che non presenta particolari problemi. L’Autostrada A3 è completata  e da Salerno fino a Reggio Calabria è anche gratuita. Per quanto riguarda la ricettività per i camper a Reggio Calabria, qui ci sono dei problemi. Infatti non mi risulta che vi sia una area attrezzata. L’unica possibilità che c’è è l’ Agriturismo Rudì, che si trova sopra Reggio, a Gallina, una frazione a 5 Km dalla città. Li trovate piazzole comode, allaccio di corrente elettrica, carico e scarico acque chiare e reflue; due docce, due bagni ed un lavapiatti. Per di più la posizione in alto rispetto alla città, fa si che sia ventilato e questo attenua un poco il caldo, che è inevitabilmente forte. L’agriturismo è a condizione familiare, le persone sono gentilissime e disponibilissime; si può mangiare, visto che l’agriturismo funziona anche come ristorante, e vengono cucinati prodotti dell’agriturismo, che è circondato da colline coltivate. Perfino il vino è prodotto in loco.

Quando arrivate non vi fate spaventare dalla stradina di accesso alle piazzole: All’ingresso della struttura finisce la strada asfaltata, e bisogna scendere brevemente fino ad un parcheggio alla vostra destra. Per poi recarsi alle piazzole di sosta si discende, ma non in forte pendenza fino all’area destinata alla sosta camper.  Credetemi, abbiate fiducia: il vostro camper ce la farà senza problemi. Io ci sono sceso con un Camper su Ford Transit 2.0 cc 100 HP ruota singola trazione anteriore, mansardato e lungo in tutto circa 7 metri.

 Altri posti deputati alla sosta  dei camper non ce ne sono: nemmeno a Scilla, che, anzi, è problematica da farsi in camper, per assenza di parcheggi per questo tipo di mezzi e la conformazione orografica del sito.

Per fermarvi col camper o vi fermate prima, sulla costa tirrenica, o superate Reggio e vi portate sulla costa Jonica. Altro non si può proprio, ragionevolmente, fare.

Che viaggio….

Per motivi familiari, siamo stati 4 giorni a Reggio Calabria. Lì c’è la Scuola Allievi Carabinieri dove nostro figlio ha prestato giuramento lunedì 17 scorso. Il viaggio dall’Umbria è di 770 km, non pochi, ma da Salerno fino a Reggio Calabria l’autostrada è stata completata, per cui non si esce più fino a destinazione.   E poi, che non guasta, da Salerno fino a Reggio Calabria non si paga nemmeno il pedaggio. Anche il traffico è piuttosto moderato e non disturba affatto. Reggio Calabria non è una città che si gira con facilità se si è in camper, vuoi per le strade strette e la auto parcheggiate dovunque, anche dove non sarebbe possibile. Però, visto che noi eravamo lì per esigenze specifiche ci siamo adattati. Se uno è camperista, lo è fino in fondo e non si arrende mai.