“BlacKkKlansman” esce in un momento appropriato quando la vena razzista e l’atteggiamento intollerante stanno riemergendo

“BlacKkKlansman” esce in un momento appropriato quando la vena razzista e l’atteggiamento intollerante stanno riemergendo

Postato di su Ott 1, 2018 in Cinema

“BlacKkKlansman” esce in un momento appropriato quando la vena razzista e l’atteggiamento intollerante stanno riemergendo

Titolo: BlacKkKlansman

Regia: Spike Lee

Soggetto: Ron Stallworth (dal libro Black Klansman)

Sceneggiatura: Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel, Kevin Willmott

Musiche: Terence Blanchard

Produzione Paese: USA, 2018

Cast: John David Washington, Adam Driver, Topher Grace,  Laura Harrier, Jasper Pääkkönen, Ryan Eggold, Robert John Burke, Corey Hawkins, Arry Belafonte, […]

Quest’ottimo e interessante film BlacKkKlansman di Spike Lee trae il soggetto dal libro Black Klansman scritto dal poliziotto nero Ron Stallworth, personaggio principale che è impersonato dal brillante John David Washington. In esso si narra la vera storia di Ron, che è stato il primo poliziotto nero del Dipartimento di polizia di Colorado Spings, accolto per questo con una certa diffidenza dai suoi superiori e deriso da alcuni dei suoi colleghi. La vicenda si svolge nei primi anni settanta quando ancora negli USA vigeva la presidenza di Richard Nixon, era in corso la guerra in Vietnam, e imperversavano le lotte dei neri per la conquista dei diritti civili, in opposizione alla violenza dell’organizzazione segreta KKK – Ku Klux Klan con il mottoDio benedica l’America Bianca!” e una politica che favoriva il proliferare dell’odio. Attorno a questa vicenda ruota l’impresa di Ron che, grazie al suo carattere aperto, sarcastico e volitivo, cerca con tutti i mezzi di farsi valere nell’ambito lavorativo chiedendo e ottenendo il suo spostamento dall’archivio, dove era stato assegnato, all’Intelligence. In questa sezione, Ron da novellino cerca di combattere il Ku Klux Klan coinvolgendo in un’impresa difficile e rischiosa, rivelatasi abbastanza complicata, il suo collega di origine ebraica Flip Zimmerman (Adam Driver). Tu sei ebreo, quest’odio non ti fa rodere un po’?, infatti, gli chiede Ron, che inizia l’infiltrazione nell’odio fingendosi un estremista bianco razzista che telefona al capo della locale sezione del KKK, dicendogli: Beh, visto che me l’ha chiesto, io odio i neri, odio gli ebrei, i messicani e gli irlandesi, gli italiani e i cinesi, ma soprattutto odio a morte quei vermi neri, lo giuro su Dio! E chiunque altro non abbia puro sangue bianco ariano che gli scorre nelle vene.

Ovviamente, dopo questa dichiarazione viene accolto a braccia aperte, ma non potendosi presentare in quanto nero, al suo posto viene inviato il collega Flip, che partecipa a tutti gli incontri con i vari componenti del gruppo razzista, fanatici e violenti. Flip, quindi, scopre che tali facinorosi vogliono eseguire un attentato ad esponenti neri di spicco, a Kwame Ture (Corey Hawkins) o alla bella Patrice Dumas (Laura Harrier). Conseguentemente con la sua prontezza di spirito e il suo modo di fare avventuristico Ron riesce a prendere contatti anche con David Duke (Topher Grace), il mago del Klan, e ad avere anche voce in capitolo all’interno.

L’incipit del film è una scena di “Via col vento” (1939) di Victor Fleming, seguita da un discorso deciso, chiaro, prorompente e fastidioso di Alec Baldwin che si presta momentaneamente ad esprimere la causa del White Power e che preannuncia l’atmosfera dei primi anni settanta in cui si svolge la storia, che è simile a quella tracciata attualmente dal presidente repubblicano Trump. Mentre l’epilogo è documentato dai fatti tragici, in cui morì una giovane donna, avvenuti nel mese di agosto 2017 nella citta di Charlottesville, sui quali la presidenza statunitense non prese posizione quando ciò che era avvenuto palesava, senza ombra di dubbio, da che parte stesse il torto.

Lee di questo film dai connotati realistici e tragici, per renderlo accessibile e gradito a molti, ne fa una commedia dai connotati umoristici e stravaganti, attraverso i quali mette in luce, l’idiozia, la stupidità e la demenza dei fautori del Klan, ridicolizzandoli e prendendoli in giro (Bruciamo croci, facciamo marce, si prospetta un grande anno per noi) e dell’America di oggi, senza togliere con ciò niente alla tensione che si viene a creare rispetto agli eventi raccontati e al messaggio che si vuole dare: potere al popolo, tutto il potere al popolo.

Si può dire che Lee riesce con grande efficacia a mettere in risalto il riemergere di comportamenti umani, come l’intolleranza, il razzismo e il plauso al totalitarismo, che si pensava fossero morti e sepolti, anche in paesi come l’Italia.

Il film, in concorso per la Palma d’oro al Festival del Cinema di Cannes 2018, ha ottenuto il Gran Prix Speciale della Giuria. 

Filmografia

Oltre i cortometraggi e i documentari, Joe’sBed-Stuy Barbershop: We Cut Heads (1983), Lola Darling (1986), Aule turbolente (1988), Fa’ la cosa giusta (1989), Mo’ Better Blues (1990), Jungle Fever (1991), Malcom X (1992), Clochers (1995), Girl 6 – Sesso in linea (1996), Bus in viaggio (1996), He Got Game (1988), S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York (1999), Bamboozled (2000), La 25^ ora (2002), Lei mi odia (2004), Inside Man (2006), Miracolo a Sant’Anna (2008), Red Hook Summer (2012), Oldboy (2013), Il sangue di Cristo (2015), Chi-Raq (2015).

Francesco Giuliano

“BlacKkKlansman” esce in un momento appropriato quando la vena razzista e l’atteggiamento intollerante stanno riemergendoultima modifica: 2018-10-01T16:28:19+02:00da francesco.giulianolt

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