L’attualità di Pier Paolo Pasolini, cineasta e letterato, in sintesi

Per lo scrittore Alberto Moravia, Pasolini è stato un intellettuale con le sue contraddizioni ma ha costituito una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva...

Leggi Tutto

“La ricerca”, le motivazioni per leggere questo romanzo pubblicato da Aracne editrice

Il libro “La ricerca” di Francesco Giuliano (http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=363985 ),  pubblicato nel mese di luglio 2018 da Aracne Editrice nella...

Leggi Tutto

L’Installazione-Concerto di Alex Mendizabal a Latina

Domenica 23 Dicembre 2018, dalle ore 21 alle 24, presso il Museo Cambellotti di Latina si potrà entrare ed uscire quando e quanto si vorrà; in città ci sarà anche la notte...

Leggi Tutto

“Tutti pazzi a Tel Aviv” è una commedia appassionata dal contenuto sarcastico che fa riflettere sulla drammatica situazione israelo-

Titolo: Tutti pazzi a Tel Aviv

Titolo originale: Tel Aviv on Fire

Regia: Sameh Zoabi

Sceneggiatura: Dan Kleinman, Sameh Zoabi

Musica: André Dziezuk

Paese Produzione: Lussenburgo, Israele, Belgio, Francia, 2018

Cast: Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha, Maisa Abd  Elhadi, Salim Dau, Yousef’Joè Sweid, Amed Hlehel, Ashraf Farah, Laetitia Eïdo, […]

 

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, l’ONU approvò la spartizione dello Stato palestinese in due territori, quello arabo-palestinese e quello ebraico, dando origine alla nascita dello Stato di Israele che, nel 1967 uscì vincitore della Guerra dei sei giorni e si accaparrò alcuni territori degli Stati limitrofi ad esso ostili. Questo ha determinato un conflitto perenne di cui non si vede ancora la soluzione. Conseguentemente gli israeliani, per prevenire probabili attentati, esercitano un controllo coatto dei palestinesi che devono spostarsi nel territorio per lavorare o per altro. In questo contesto si svolge Tutti Pazzi a Tel Aviv, un  film diretto dal regista palestinese Sameh Zoabi, che racconta le vicissitudini di Salam ( Kais Nashif) che scrive ogni giorno la sceneggiatura di una fiction televisiva palestinese “Tel Aviv brucia” che va in onda quotidianamente ed è molto seguita. Salam, che ha un carattere mite e molto accondiscendente, ogni mattina, per recarsi al lavoro è costretto a passare il controllo presso un posto di blocco israeliano. Un giorno gli chiede i documenti una bella soldatessa israeliana, a cui Salam, per sapere se nella sceneggiatura una battuta può andare bene, senza risultare scortese nei confronti della protagonista Tala (Lubna Azabal), domanda: Se io dico a una donna sei una bomba … è un complimento o un’offesa? La soldatessa, ovviamente, si sente presa in giro e conduce Salam presso il suo comandante Assi (Yaniv Biton) il quale, per sorprendere la moglie che segue costantemente quella fiction, pretende di partecipare alla stesura quotidiana della sceneggiatura ricattando Salam, fino al punto di togliergli il documento di riconoscimento.

Tutti Pazzi a Tel Aviv è una commedia molto divertente e intensamente sarcastica che non banalizza la condizione sociale palestinese molto critica e inconcepibile, e riesce accortamente a coinvolgere lo spettatore senza soluzione di continuità facendolo sorridere e anche partecipe, con grande semplicità e acuta sagacia, di una realtà problematica che rende difficile la convivenza pacifica dei palestinesi con gli israeliani.

In concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018 Tutti Pazzi a Tel Aviv ha comportato l’assegnazione del Premio Orizzonti miglior attore a Kais Nashif .

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

La conferma della Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein avvenne un secolo fa in seguito all’eclissi totale di sole

La Teoria della Relatività generale, elaborata nel 1915 da Albert Einstein dopo dieci anni di studi, fu pubblicata nel 1916, ma la sua conferma avvenne tre anni dopo grazie all’osservazione dell’eclissi totale di Sole, nell’isola di Principe ubicata nel golfo della Guinea, avvenuta il 29 maggio 1919. Grazie all’eclissi fu osservata per la prima volta la flessione dei raggi luminosi di una stella in presenza del forte campo gravitazionale del sole. La teoria della relatività generale, infatti, descrive l’interazione gravitazionale come effetto di una legge che lega lo spazio-tempo con la distribuzione e il flusso in esso di massa, energia e impulso.

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

“Ben is Back”, partendo dal problema della droga, fa un’analisi della forza sconfinata e passionale dell’amore materno

Titolo: Ben is Back

Regia: Peter Hedges

Soggetto: Peter Hedges

Sceneggiatura: Peter Hedges

Musiche: Dickon Hinchliffe

Produzione Paese: USA, 2018

Cast: Julia Roberts, Lucas Hedges, Kathryn Newton, Courtney B. Vance, Alexandra Park, Rachel Bay Jones, David Zaldivar, Mia Fowler, Jakari Fraser, Cameron Roberts, Michael Esper, Myra Lucretia Taylor, Tim Guinee, […]

Ben is back è un film magistralmente diretto da Peter Hedges che è anche il padre di Lucas Hedges, che interpreta Ben, uno dei protagonisti, il quale torna a casa alla vigilia di Natale, soltanto per 24 ore da una comunità di recupero per tossicodipendenti dove è assistito da uno sponsor. Sono già trascorsi 77 giorni senza che abbia fatto uso di droga. È contento e soddisfatto, almeno così sembra. Manifesta una gran voglia di ritornare in famiglia e di goderne l’incanto. Nel vederlo  è una gran bella sorpresa per la madre Holly (Julia Roberts) che ne rimane meravigliata. Improvvisamente il suo dolce volto si colora di gioia senza esitazione che la porta ad abbracciare il figlio con impeto, ma dopo un attimo viene colta da brusca  perplessità. Ben comprende senza batter ciglio e chiarisce subito di avere avuto il permesso dal suo sponsor alla madre, la quale d’accordo con il suo secondo marito Neal (Courtney B. Vance), decide di accoglierlo a casa ponendogli delle condizioni: avrai un giorno, domani a quest’ora sarai rientrato in comunità. Non ti lascerò neanche un istante, è chiaro? Perché per le prossime 24 ore tu sarai mio, la mia ombra, intesi?  Per la drammatica esperienza vissuta, tuttavia, Holly nasconde medicinali e soldi che potrebbero suscitare in Ben la voglia di accaparrarsene e confida alla figlia Ivy ((Kathryn Newton): Hai visto?! Ha messo su qualche chilo e gli brillano di nuovo gli occhi! È evidente che sta meglio!  A cui Ivy che non è contenta per il ritorno di Ben risponde: Allora perché nascondi tutto?

Tuttavia, sebbene le convinte rassicurazioni che esterna alla madre, Ben, in quel poco tempo che ha a disposizione, deve cercare di risolvere le questioni in sospeso e annullare i debiti contratti da spacciatore con i suoi fornitori. Ce la farà? E riuscirà a non coinvolgere la sua famiglia nei suoi pregressi loschi affari?

Il regista, che fonda il discorso sul problema della droga e le sue conseguenze, conosce bene i due protagonisti, l’uno Lucas, perché è suo figlio, e l’altra Julia Roberts, perché è una pluripremiata attrice, bravissima e abbastanza versatile. Con perspicacia Il regista mette a confronto madre e figlio in modo magistrale con un crescendo di attese emotive con soluzioni impreviste, e riesce a fare emergere la psicologia di ambedue sulla base del legame che li unisce utilizzando i loro gesti, i loro sguardi, le loro esternazioni, le promesse, le frasi dette e non dette. Pone a confronto l’amore materno con l’amore fraterno facendone emergere la differenza sostanziale che esiste, L’amore materno, quel che gli antichi greci chiamavano agape, è amore puro, universale, amore dell’anima che affronta ogni pericolo, che si dona perché è unidirezionale e non sente il bisogno di ricevere nulla in cambio: è quello che Holly manifesta per il figlio. L’amore fraterno, invece, è quel che gli antichi greci chiamavano philia, amore biridezionale, amore della mente basato cioè sul do ut des. Ed è quello che la sorella Ivy manifesta nei confronti di Ben. Due diverse tipologie di amore ma, in ogni caso, amore che comunque determina scontri ma alla fine con tenacia fa superare ogni inconveniente. Riesce il regista, attraverso un viaggio on the road in auto di madre e figlio per ritrovare il cane che gli era stato rubato, a fare emergere il profondo conflitto interiore di Ben e l’appassionante disperazione di Holly che non smette di ricercare il figlio fuggito, anche se immagina che ormai non ci sia niente da fare.

Il film è stato candidato per il Premio del pubblico al Toronto International Film Festival 2018 ed ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria alla Festa del Cinema di Roma 2018.

Il film è stato trasmesso su Rai Movie il 9 gennaio 2021.

Filmografia

Schegge di April (2003), L’amore secondo Dan (2007), L’incredibile vita di Timothy Green (2012).

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

L’attualità di Pier Paolo Pasolini, cineasta e letterato, in sintesi

Per lo scrittore Alberto Moravia, Pasolini è stato un intellettuale con le sue contraddizioni ma ha costituito una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile.

Abel Ferrara, il regista del film Pasolini (2014), che è cresciuto guardando le sue opere, descrive gli avvenimenti vissuti dallo scrittore nei giorni precedenti la sua terribile morte avvenuta il 2 novembre 1975. Essi mettono in risalto il suo modo di vedere la società flagellata dagli stereotipi imperanti, lo scandalo della contraddizione e la necessaria distinzione tra morale e moralisti. Lo stesso Pasolini nel suo celebre romanzo Ragazzi di vita (Garzanti, 1955), tratteggia le condizioni dei giovani emarginati per evidenziare la situazione del sottoproletariato urbano, che vivono sulla soglia del crimine, mostrando una genuina vitalità ancestrale che contrasta con i valori borghesi. Con loro Pasolini giocava anche a pallone e con alcuni di essi occasionalmente ne condivideva i pasti presso una trattoria dove andava con una certa frequenza. Non v’è certezza che la sua malasorte sia  conseguenza della omosessualità, nota a tutti, che lo caratterizzava o delle sue giovanili frequentazioni. Lo scandalo legato a questa sua tendenza sessuale lo coinvolse, nel 1949, mentre insegnava a Casarsa, nel Friuli. Fu costretto, per questo, ad abbandonare l’insegnamento e a trasferirsi a Roma, dove rimase assieme alla madre  Susanna sino alla morte.

Il filosofo e giurista catanese Pietro Barcellona, nel suo saggio La Parola Perduta. Tra polis greca e cyberspazio (ed. Dedalo, 2007), ne tratta un profilo molto convincente.  In esso, infatti, Barcellona ponendo l’accento su lo scandalo della contraddizione, scrive che … Pasolini eretico, impegnato politicamente a denunciare i crimini del Palazzo … evidenzia la degenerazione antropologica del ‘popolo’ italiano in ‘massa’ di teledipendenti, ottusi consumatori di immagini e merci … . Aggiunge che Pasolini è un tragico greco, sostanzialmente impolitico perché ossessionato, fino alla terribile morte, dall’urgenza delle passioni ancestrali, dai tumulti del cuore nell’ambito delle dinamiche esistenziali … è critico della modernità dell’omologazione, del fascismo come abbrutimento e passivazione della ‘massa’, come culto della violenza senza scopo, come conformismo gregario da caserma; critico del presente in nome di un passato eroico di ‘peccatori innocenti’ come i contadini e i nuovi proletari delle borgate … ha accusato la borghesia di ridurre la vita a finzioni e ipocrisie … . E che rileva anche …. la lacerazione di essere ‘con se stessi e contro se stessi’: una contraddizione irrisolvibile, la ricerca di una comunicazione non linguistica, pre-linguistica, là dove il dionisiaco insidia la certezza luminosa di Apollo … . Aggiunge inoltre che la contraddizione tragica è ciò che rende Pasolini attualissimo, se si intende la contraddizione non come una contraddizione dialettica ma come una permanente e irresolubile coesistenza degli opposti … perché  senza contraddizione/conflitto non c’è ‘vita’. A tal proposito, il regista Ferrara, nel citato film, tramite la figura di Epifanio che nell’inseguire una cometa si accorge che gli viene negato il paradiso, rafforza il pensiero di Pasolini secondo cui scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista, il cosiddetto ‘moralista’.  Il moralismo per Pasolini è, in definitiva, uno strumento del potere che nega la libera scelta all’individuo e il moralista che dice di no agli altri è il guardiano della tradizione senza vitalità perché si oppone al pensiero diverso, al fertile pensiero fuori dal gregge. Si contrappone, per necessità spontanea al moralista, l’uomo morale che dice di no solo a se stesso. E tutto questo deriva da Il potere … un sistema di educazione … uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano allo stesso modo.

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

Il romanzo “Sul sentiero dell’origano selvatico” pubblicato nell’era del Coronavirus Sars-Cov2

Il romanzo “Sul sentiero dell’origano selvatico” è la storia del rapporto dialettico tra un nonno, fonte di grande esperienza e conoscenza, e un nipote che, sin dall’infanzia, ha una forte voglia di apprendere tutto ciò che gli serve per la vita. L’autore racconta eventi biografici e non, con un alone di metafora, per analizzare la crescita intellettuale di un bambino, che inconsapevolmente passa da una società rurale a una società che ha perso il suo giusto verso, e da cui cerca di svincolarsi per far riemergere i sentimenti genuini e sani che ha in sé. L’autore cerca di porre il lettore criticamente di fronte alla realtà, dove verità e falsità giocano a ping pong, e dove il plagio tende a trascinare una persona in uno stato di schiavitù psichica.

Ecco un brano scelto che rappresenta la sinossi del romanzo :” Dopo il buio viene sempre la luce e gli animi si liberano dall’angoscia e ritrovano quella serenità di cui si va continuamente alla ricerca inconsapevole. Capita, talvolta, che basta un semplice piglio o un imprevisto, che in quel dato momento genera preoccupazione e ansia, a farci aprire gli occhi e vedere le cose nella loro effettiva realtà“.

L’autore: http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=363985

Il libro: http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825532463

pagine: 324
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-255-3246-3
data pubblicazione: Aprile 2020
editore: Aracne
collana: Ragno riflesso | 18
Leggi Tutto »

“Tutti pazzi a Tel Aviv” è una commedia appassionata dal contenuto sarcastico che fa riflettere sulla drammatica situazione israelo-

Titolo: Tutti pazzi a Tel Aviv

Titolo originale: Tel Aviv on Fire

Regia: Sameh Zoabi

Sceneggiatura: Dan Kleinman, Sameh Zoabi

Musica: André Dziezuk

Paese Produzione: Lussenburgo, Israele, Belgio, Francia, 2018

Cast: Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha, Maisa Abd  Elhadi, Salim Dau, Yousef’Joè Sweid, Amed Hlehel, Ashraf Farah, Laetitia Eïdo, […]

 

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, l’ONU approvò la spartizione dello Stato palestinese in due territori, quello arabo-palestinese e quello ebraico, dando origine alla nascita dello Stato di Israele che, nel 1967 uscì vincitore della Guerra dei sei giorni e si accaparrò alcuni territori degli Stati limitrofi ad esso ostili. Questo ha determinato un conflitto perenne di cui non si vede ancora la soluzione. Conseguentemente gli israeliani, per prevenire probabili attentati, esercitano un controllo coatto dei palestinesi che devono spostarsi nel territorio per lavorare o per altro. In questo contesto si svolge Tutti Pazzi a Tel Aviv, un  film diretto dal regista palestinese Sameh Zoabi, che racconta le vicissitudini di Salam ( Kais Nashif) che scrive ogni giorno la sceneggiatura di una fiction televisiva palestinese “Tel Aviv brucia” che va in onda quotidianamente ed è molto seguita. Salam, che ha un carattere mite e molto accondiscendente, ogni mattina, per recarsi al lavoro è costretto a passare il controllo presso un posto di blocco israeliano. Un giorno gli chiede i documenti una bella soldatessa israeliana, a cui Salam, per sapere se nella sceneggiatura una battuta può andare bene, senza risultare scortese nei confronti della protagonista Tala (Lubna Azabal), domanda: Se io dico a una donna sei una bomba … è un complimento o un’offesa? La soldatessa, ovviamente, si sente presa in giro e conduce Salam presso il suo comandante Assi (Yaniv Biton) il quale, per sorprendere la moglie che segue costantemente quella fiction, pretende di partecipare alla stesura quotidiana della sceneggiatura ricattando Salam, fino al punto di togliergli il documento di riconoscimento.

Tutti Pazzi a Tel Aviv è una commedia molto divertente e intensamente sarcastica che non banalizza la condizione sociale palestinese molto critica e inconcepibile, e riesce accortamente a coinvolgere lo spettatore senza soluzione di continuità facendolo sorridere e anche partecipe, con grande semplicità e acuta sagacia, di una realtà problematica che rende difficile la convivenza pacifica dei palestinesi con gli israeliani.

In concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018 Tutti Pazzi a Tel Aviv ha comportato l’assegnazione del Premio Orizzonti miglior attore a Kais Nashif .

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

La conferma della Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein avvenne un secolo fa in seguito all’eclissi totale di sole

La Teoria della Relatività generale, elaborata nel 1915 da Albert Einstein dopo dieci anni di studi, fu pubblicata nel 1916, ma la sua conferma avvenne tre anni dopo grazie all’osservazione dell’eclissi totale di Sole, nell’isola di Principe ubicata nel golfo della Guinea, avvenuta il 29 maggio 1919. Grazie all’eclissi fu osservata per la prima volta la flessione dei raggi luminosi di una stella in presenza del forte campo gravitazionale del sole. La teoria della relatività generale, infatti, descrive l’interazione gravitazionale come effetto di una legge che lega lo spazio-tempo con la distribuzione e il flusso in esso di massa, energia e impulso.

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

“Ben is Back”, partendo dal problema della droga, fa un’analisi della forza sconfinata e passionale dell’amore materno

Titolo: Ben is Back

Regia: Peter Hedges

Soggetto: Peter Hedges

Sceneggiatura: Peter Hedges

Musiche: Dickon Hinchliffe

Produzione Paese: USA, 2018

Cast: Julia Roberts, Lucas Hedges, Kathryn Newton, Courtney B. Vance, Alexandra Park, Rachel Bay Jones, David Zaldivar, Mia Fowler, Jakari Fraser, Cameron Roberts, Michael Esper, Myra Lucretia Taylor, Tim Guinee, […]

Ben is back è un film magistralmente diretto da Peter Hedges che è anche il padre di Lucas Hedges, che interpreta Ben, uno dei protagonisti, il quale torna a casa alla vigilia di Natale, soltanto per 24 ore da una comunità di recupero per tossicodipendenti dove è assistito da uno sponsor. Sono già trascorsi 77 giorni senza che abbia fatto uso di droga. È contento e soddisfatto, almeno così sembra. Manifesta una gran voglia di ritornare in famiglia e di goderne l’incanto. Nel vederlo  è una gran bella sorpresa per la madre Holly (Julia Roberts) che ne rimane meravigliata. Improvvisamente il suo dolce volto si colora di gioia senza esitazione che la porta ad abbracciare il figlio con impeto, ma dopo un attimo viene colta da brusca  perplessità. Ben comprende senza batter ciglio e chiarisce subito di avere avuto il permesso dal suo sponsor alla madre, la quale d’accordo con il suo secondo marito Neal (Courtney B. Vance), decide di accoglierlo a casa ponendogli delle condizioni: avrai un giorno, domani a quest’ora sarai rientrato in comunità. Non ti lascerò neanche un istante, è chiaro? Perché per le prossime 24 ore tu sarai mio, la mia ombra, intesi?  Per la drammatica esperienza vissuta, tuttavia, Holly nasconde medicinali e soldi che potrebbero suscitare in Ben la voglia di accaparrarsene e confida alla figlia Ivy ((Kathryn Newton): Hai visto?! Ha messo su qualche chilo e gli brillano di nuovo gli occhi! È evidente che sta meglio!  A cui Ivy che non è contenta per il ritorno di Ben risponde: Allora perché nascondi tutto?

Tuttavia, sebbene le convinte rassicurazioni che esterna alla madre, Ben, in quel poco tempo che ha a disposizione, deve cercare di risolvere le questioni in sospeso e annullare i debiti contratti da spacciatore con i suoi fornitori. Ce la farà? E riuscirà a non coinvolgere la sua famiglia nei suoi pregressi loschi affari?

Il regista, che fonda il discorso sul problema della droga e le sue conseguenze, conosce bene i due protagonisti, l’uno Lucas, perché è suo figlio, e l’altra Julia Roberts, perché è una pluripremiata attrice, bravissima e abbastanza versatile. Con perspicacia Il regista mette a confronto madre e figlio in modo magistrale con un crescendo di attese emotive con soluzioni impreviste, e riesce a fare emergere la psicologia di ambedue sulla base del legame che li unisce utilizzando i loro gesti, i loro sguardi, le loro esternazioni, le promesse, le frasi dette e non dette. Pone a confronto l’amore materno con l’amore fraterno facendone emergere la differenza sostanziale che esiste, L’amore materno, quel che gli antichi greci chiamavano agape, è amore puro, universale, amore dell’anima che affronta ogni pericolo, che si dona perché è unidirezionale e non sente il bisogno di ricevere nulla in cambio: è quello che Holly manifesta per il figlio. L’amore fraterno, invece, è quel che gli antichi greci chiamavano philia, amore biridezionale, amore della mente basato cioè sul do ut des. Ed è quello che la sorella Ivy manifesta nei confronti di Ben. Due diverse tipologie di amore ma, in ogni caso, amore che comunque determina scontri ma alla fine con tenacia fa superare ogni inconveniente. Riesce il regista, attraverso un viaggio on the road in auto di madre e figlio per ritrovare il cane che gli era stato rubato, a fare emergere il profondo conflitto interiore di Ben e l’appassionante disperazione di Holly che non smette di ricercare il figlio fuggito, anche se immagina che ormai non ci sia niente da fare.

Il film è stato candidato per il Premio del pubblico al Toronto International Film Festival 2018 ed ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria alla Festa del Cinema di Roma 2018.

Il film è stato trasmesso su Rai Movie il 9 gennaio 2021.

Filmografia

Schegge di April (2003), L’amore secondo Dan (2007), L’incredibile vita di Timothy Green (2012).

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

L’attualità di Pier Paolo Pasolini, cineasta e letterato, in sintesi

Per lo scrittore Alberto Moravia, Pasolini è stato un intellettuale con le sue contraddizioni ma ha costituito una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile.

Abel Ferrara, il regista del film Pasolini (2014), che è cresciuto guardando le sue opere, descrive gli avvenimenti vissuti dallo scrittore nei giorni precedenti la sua terribile morte avvenuta il 2 novembre 1975. Essi mettono in risalto il suo modo di vedere la società flagellata dagli stereotipi imperanti, lo scandalo della contraddizione e la necessaria distinzione tra morale e moralisti. Lo stesso Pasolini nel suo celebre romanzo Ragazzi di vita (Garzanti, 1955), tratteggia le condizioni dei giovani emarginati per evidenziare la situazione del sottoproletariato urbano, che vivono sulla soglia del crimine, mostrando una genuina vitalità ancestrale che contrasta con i valori borghesi. Con loro Pasolini giocava anche a pallone e con alcuni di essi occasionalmente ne condivideva i pasti presso una trattoria dove andava con una certa frequenza. Non v’è certezza che la sua malasorte sia  conseguenza della omosessualità, nota a tutti, che lo caratterizzava o delle sue giovanili frequentazioni. Lo scandalo legato a questa sua tendenza sessuale lo coinvolse, nel 1949, mentre insegnava a Casarsa, nel Friuli. Fu costretto, per questo, ad abbandonare l’insegnamento e a trasferirsi a Roma, dove rimase assieme alla madre  Susanna sino alla morte.

Il filosofo e giurista catanese Pietro Barcellona, nel suo saggio La Parola Perduta. Tra polis greca e cyberspazio (ed. Dedalo, 2007), ne tratta un profilo molto convincente.  In esso, infatti, Barcellona ponendo l’accento su lo scandalo della contraddizione, scrive che … Pasolini eretico, impegnato politicamente a denunciare i crimini del Palazzo … evidenzia la degenerazione antropologica del ‘popolo’ italiano in ‘massa’ di teledipendenti, ottusi consumatori di immagini e merci … . Aggiunge che Pasolini è un tragico greco, sostanzialmente impolitico perché ossessionato, fino alla terribile morte, dall’urgenza delle passioni ancestrali, dai tumulti del cuore nell’ambito delle dinamiche esistenziali … è critico della modernità dell’omologazione, del fascismo come abbrutimento e passivazione della ‘massa’, come culto della violenza senza scopo, come conformismo gregario da caserma; critico del presente in nome di un passato eroico di ‘peccatori innocenti’ come i contadini e i nuovi proletari delle borgate … ha accusato la borghesia di ridurre la vita a finzioni e ipocrisie … . E che rileva anche …. la lacerazione di essere ‘con se stessi e contro se stessi’: una contraddizione irrisolvibile, la ricerca di una comunicazione non linguistica, pre-linguistica, là dove il dionisiaco insidia la certezza luminosa di Apollo … . Aggiunge inoltre che la contraddizione tragica è ciò che rende Pasolini attualissimo, se si intende la contraddizione non come una contraddizione dialettica ma come una permanente e irresolubile coesistenza degli opposti … perché  senza contraddizione/conflitto non c’è ‘vita’. A tal proposito, il regista Ferrara, nel citato film, tramite la figura di Epifanio che nell’inseguire una cometa si accorge che gli viene negato il paradiso, rafforza il pensiero di Pasolini secondo cui scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista, il cosiddetto ‘moralista’.  Il moralismo per Pasolini è, in definitiva, uno strumento del potere che nega la libera scelta all’individuo e il moralista che dice di no agli altri è il guardiano della tradizione senza vitalità perché si oppone al pensiero diverso, al fertile pensiero fuori dal gregge. Si contrappone, per necessità spontanea al moralista, l’uomo morale che dice di no solo a se stesso. E tutto questo deriva da Il potere … un sistema di educazione … uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano allo stesso modo.

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

Il romanzo “Sul sentiero dell’origano selvatico” pubblicato nell’era del Coronavirus Sars-Cov2

Il romanzo “Sul sentiero dell’origano selvatico” è la storia del rapporto dialettico tra un nonno, fonte di grande esperienza e conoscenza, e un nipote che, sin dall’infanzia, ha una forte voglia di apprendere tutto ciò che gli serve per la vita. L’autore racconta eventi biografici e non, con un alone di metafora, per analizzare la crescita intellettuale di un bambino, che inconsapevolmente passa da una società rurale a una società che ha perso il suo giusto verso, e da cui cerca di svincolarsi per far riemergere i sentimenti genuini e sani che ha in sé. L’autore cerca di porre il lettore criticamente di fronte alla realtà, dove verità e falsità giocano a ping pong, e dove il plagio tende a trascinare una persona in uno stato di schiavitù psichica.

Ecco un brano scelto che rappresenta la sinossi del romanzo :” Dopo il buio viene sempre la luce e gli animi si liberano dall’angoscia e ritrovano quella serenità di cui si va continuamente alla ricerca inconsapevole. Capita, talvolta, che basta un semplice piglio o un imprevisto, che in quel dato momento genera preoccupazione e ansia, a farci aprire gli occhi e vedere le cose nella loro effettiva realtà“.

L’autore: http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=363985

Il libro: http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825532463

pagine: 324
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-255-3246-3
data pubblicazione: Aprile 2020
editore: Aracne
collana: Ragno riflesso | 18
Leggi Tutto »

“Tutti pazzi a Tel Aviv” è una commedia appassionata dal contenuto sarcastico che fa riflettere sulla drammatica situazione israelo-

Titolo: Tutti pazzi a Tel Aviv

Titolo originale: Tel Aviv on Fire

Regia: Sameh Zoabi

Sceneggiatura: Dan Kleinman, Sameh Zoabi

Musica: André Dziezuk

Paese Produzione: Lussenburgo, Israele, Belgio, Francia, 2018

Cast: Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha, Maisa Abd  Elhadi, Salim Dau, Yousef’Joè Sweid, Amed Hlehel, Ashraf Farah, Laetitia Eïdo, […]

 

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, l’ONU approvò la spartizione dello Stato palestinese in due territori, quello arabo-palestinese e quello ebraico, dando origine alla nascita dello Stato di Israele che, nel 1967 uscì vincitore della Guerra dei sei giorni e si accaparrò alcuni territori degli Stati limitrofi ad esso ostili. Questo ha determinato un conflitto perenne di cui non si vede ancora la soluzione. Conseguentemente gli israeliani, per prevenire probabili attentati, esercitano un controllo coatto dei palestinesi che devono spostarsi nel territorio per lavorare o per altro. In questo contesto si svolge Tutti Pazzi a Tel Aviv, un  film diretto dal regista palestinese Sameh Zoabi, che racconta le vicissitudini di Salam ( Kais Nashif) che scrive ogni giorno la sceneggiatura di una fiction televisiva palestinese “Tel Aviv brucia” che va in onda quotidianamente ed è molto seguita. Salam, che ha un carattere mite e molto accondiscendente, ogni mattina, per recarsi al lavoro è costretto a passare il controllo presso un posto di blocco israeliano. Un giorno gli chiede i documenti una bella soldatessa israeliana, a cui Salam, per sapere se nella sceneggiatura una battuta può andare bene, senza risultare scortese nei confronti della protagonista Tala (Lubna Azabal), domanda: Se io dico a una donna sei una bomba … è un complimento o un’offesa? La soldatessa, ovviamente, si sente presa in giro e conduce Salam presso il suo comandante Assi (Yaniv Biton) il quale, per sorprendere la moglie che segue costantemente quella fiction, pretende di partecipare alla stesura quotidiana della sceneggiatura ricattando Salam, fino al punto di togliergli il documento di riconoscimento.

Tutti Pazzi a Tel Aviv è una commedia molto divertente e intensamente sarcastica che non banalizza la condizione sociale palestinese molto critica e inconcepibile, e riesce accortamente a coinvolgere lo spettatore senza soluzione di continuità facendolo sorridere e anche partecipe, con grande semplicità e acuta sagacia, di una realtà problematica che rende difficile la convivenza pacifica dei palestinesi con gli israeliani.

In concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018 Tutti Pazzi a Tel Aviv ha comportato l’assegnazione del Premio Orizzonti miglior attore a Kais Nashif .

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

La conferma della Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein avvenne un secolo fa in seguito all’eclissi totale di sole

La Teoria della Relatività generale, elaborata nel 1915 da Albert Einstein dopo dieci anni di studi, fu pubblicata nel 1916, ma la sua conferma avvenne tre anni dopo grazie all’osservazione dell’eclissi totale di Sole, nell’isola di Principe ubicata nel golfo della Guinea, avvenuta il 29 maggio 1919. Grazie all’eclissi fu osservata per la prima volta la flessione dei raggi luminosi di una stella in presenza del forte campo gravitazionale del sole. La teoria della relatività generale, infatti, descrive l’interazione gravitazionale come effetto di una legge che lega lo spazio-tempo con la distribuzione e il flusso in esso di massa, energia e impulso.

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

“Ben is Back”, partendo dal problema della droga, fa un’analisi della forza sconfinata e passionale dell’amore materno

Titolo: Ben is Back

Regia: Peter Hedges

Soggetto: Peter Hedges

Sceneggiatura: Peter Hedges

Musiche: Dickon Hinchliffe

Produzione Paese: USA, 2018

Cast: Julia Roberts, Lucas Hedges, Kathryn Newton, Courtney B. Vance, Alexandra Park, Rachel Bay Jones, David Zaldivar, Mia Fowler, Jakari Fraser, Cameron Roberts, Michael Esper, Myra Lucretia Taylor, Tim Guinee, […]

Ben is back è un film magistralmente diretto da Peter Hedges che è anche il padre di Lucas Hedges, che interpreta Ben, uno dei protagonisti, il quale torna a casa alla vigilia di Natale, soltanto per 24 ore da una comunità di recupero per tossicodipendenti dove è assistito da uno sponsor. Sono già trascorsi 77 giorni senza che abbia fatto uso di droga. È contento e soddisfatto, almeno così sembra. Manifesta una gran voglia di ritornare in famiglia e di goderne l’incanto. Nel vederlo  è una gran bella sorpresa per la madre Holly (Julia Roberts) che ne rimane meravigliata. Improvvisamente il suo dolce volto si colora di gioia senza esitazione che la porta ad abbracciare il figlio con impeto, ma dopo un attimo viene colta da brusca  perplessità. Ben comprende senza batter ciglio e chiarisce subito di avere avuto il permesso dal suo sponsor alla madre, la quale d’accordo con il suo secondo marito Neal (Courtney B. Vance), decide di accoglierlo a casa ponendogli delle condizioni: avrai un giorno, domani a quest’ora sarai rientrato in comunità. Non ti lascerò neanche un istante, è chiaro? Perché per le prossime 24 ore tu sarai mio, la mia ombra, intesi?  Per la drammatica esperienza vissuta, tuttavia, Holly nasconde medicinali e soldi che potrebbero suscitare in Ben la voglia di accaparrarsene e confida alla figlia Ivy ((Kathryn Newton): Hai visto?! Ha messo su qualche chilo e gli brillano di nuovo gli occhi! È evidente che sta meglio!  A cui Ivy che non è contenta per il ritorno di Ben risponde: Allora perché nascondi tutto?

Tuttavia, sebbene le convinte rassicurazioni che esterna alla madre, Ben, in quel poco tempo che ha a disposizione, deve cercare di risolvere le questioni in sospeso e annullare i debiti contratti da spacciatore con i suoi fornitori. Ce la farà? E riuscirà a non coinvolgere la sua famiglia nei suoi pregressi loschi affari?

Il regista, che fonda il discorso sul problema della droga e le sue conseguenze, conosce bene i due protagonisti, l’uno Lucas, perché è suo figlio, e l’altra Julia Roberts, perché è una pluripremiata attrice, bravissima e abbastanza versatile. Con perspicacia Il regista mette a confronto madre e figlio in modo magistrale con un crescendo di attese emotive con soluzioni impreviste, e riesce a fare emergere la psicologia di ambedue sulla base del legame che li unisce utilizzando i loro gesti, i loro sguardi, le loro esternazioni, le promesse, le frasi dette e non dette. Pone a confronto l’amore materno con l’amore fraterno facendone emergere la differenza sostanziale che esiste, L’amore materno, quel che gli antichi greci chiamavano agape, è amore puro, universale, amore dell’anima che affronta ogni pericolo, che si dona perché è unidirezionale e non sente il bisogno di ricevere nulla in cambio: è quello che Holly manifesta per il figlio. L’amore fraterno, invece, è quel che gli antichi greci chiamavano philia, amore biridezionale, amore della mente basato cioè sul do ut des. Ed è quello che la sorella Ivy manifesta nei confronti di Ben. Due diverse tipologie di amore ma, in ogni caso, amore che comunque determina scontri ma alla fine con tenacia fa superare ogni inconveniente. Riesce il regista, attraverso un viaggio on the road in auto di madre e figlio per ritrovare il cane che gli era stato rubato, a fare emergere il profondo conflitto interiore di Ben e l’appassionante disperazione di Holly che non smette di ricercare il figlio fuggito, anche se immagina che ormai non ci sia niente da fare.

Il film è stato candidato per il Premio del pubblico al Toronto International Film Festival 2018 ed ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria alla Festa del Cinema di Roma 2018.

Il film è stato trasmesso su Rai Movie il 9 gennaio 2021.

Filmografia

Schegge di April (2003), L’amore secondo Dan (2007), L’incredibile vita di Timothy Green (2012).

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

L’attualità di Pier Paolo Pasolini, cineasta e letterato, in sintesi

Per lo scrittore Alberto Moravia, Pasolini è stato un intellettuale con le sue contraddizioni ma ha costituito una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un’epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile.

Abel Ferrara, il regista del film Pasolini (2014), che è cresciuto guardando le sue opere, descrive gli avvenimenti vissuti dallo scrittore nei giorni precedenti la sua terribile morte avvenuta il 2 novembre 1975. Essi mettono in risalto il suo modo di vedere la società flagellata dagli stereotipi imperanti, lo scandalo della contraddizione e la necessaria distinzione tra morale e moralisti. Lo stesso Pasolini nel suo celebre romanzo Ragazzi di vita (Garzanti, 1955), tratteggia le condizioni dei giovani emarginati per evidenziare la situazione del sottoproletariato urbano, che vivono sulla soglia del crimine, mostrando una genuina vitalità ancestrale che contrasta con i valori borghesi. Con loro Pasolini giocava anche a pallone e con alcuni di essi occasionalmente ne condivideva i pasti presso una trattoria dove andava con una certa frequenza. Non v’è certezza che la sua malasorte sia  conseguenza della omosessualità, nota a tutti, che lo caratterizzava o delle sue giovanili frequentazioni. Lo scandalo legato a questa sua tendenza sessuale lo coinvolse, nel 1949, mentre insegnava a Casarsa, nel Friuli. Fu costretto, per questo, ad abbandonare l’insegnamento e a trasferirsi a Roma, dove rimase assieme alla madre  Susanna sino alla morte.

Il filosofo e giurista catanese Pietro Barcellona, nel suo saggio La Parola Perduta. Tra polis greca e cyberspazio (ed. Dedalo, 2007), ne tratta un profilo molto convincente.  In esso, infatti, Barcellona ponendo l’accento su lo scandalo della contraddizione, scrive che … Pasolini eretico, impegnato politicamente a denunciare i crimini del Palazzo … evidenzia la degenerazione antropologica del ‘popolo’ italiano in ‘massa’ di teledipendenti, ottusi consumatori di immagini e merci … . Aggiunge che Pasolini è un tragico greco, sostanzialmente impolitico perché ossessionato, fino alla terribile morte, dall’urgenza delle passioni ancestrali, dai tumulti del cuore nell’ambito delle dinamiche esistenziali … è critico della modernità dell’omologazione, del fascismo come abbrutimento e passivazione della ‘massa’, come culto della violenza senza scopo, come conformismo gregario da caserma; critico del presente in nome di un passato eroico di ‘peccatori innocenti’ come i contadini e i nuovi proletari delle borgate … ha accusato la borghesia di ridurre la vita a finzioni e ipocrisie … . E che rileva anche …. la lacerazione di essere ‘con se stessi e contro se stessi’: una contraddizione irrisolvibile, la ricerca di una comunicazione non linguistica, pre-linguistica, là dove il dionisiaco insidia la certezza luminosa di Apollo … . Aggiunge inoltre che la contraddizione tragica è ciò che rende Pasolini attualissimo, se si intende la contraddizione non come una contraddizione dialettica ma come una permanente e irresolubile coesistenza degli opposti … perché  senza contraddizione/conflitto non c’è ‘vita’. A tal proposito, il regista Ferrara, nel citato film, tramite la figura di Epifanio che nell’inseguire una cometa si accorge che gli viene negato il paradiso, rafforza il pensiero di Pasolini secondo cui scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista, il cosiddetto ‘moralista’.  Il moralismo per Pasolini è, in definitiva, uno strumento del potere che nega la libera scelta all’individuo e il moralista che dice di no agli altri è il guardiano della tradizione senza vitalità perché si oppone al pensiero diverso, al fertile pensiero fuori dal gregge. Si contrappone, per necessità spontanea al moralista, l’uomo morale che dice di no solo a se stesso. E tutto questo deriva da Il potere … un sistema di educazione … uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano allo stesso modo.

Francesco Giuliano

 

Leggi Tutto »

Il romanzo “Sul sentiero dell’origano selvatico” pubblicato nell’era del Coronavirus Sars-Cov2

Il romanzo “Sul sentiero dell’origano selvatico” è la storia del rapporto dialettico tra un nonno, fonte di grande esperienza e conoscenza, e un nipote che, sin dall’infanzia, ha una forte voglia di apprendere tutto ciò che gli serve per la vita. L’autore racconta eventi biografici e non, con un alone di metafora, per analizzare la crescita intellettuale di un bambino, che inconsapevolmente passa da una società rurale a una società che ha perso il suo giusto verso, e da cui cerca di svincolarsi per far riemergere i sentimenti genuini e sani che ha in sé. L’autore cerca di porre il lettore criticamente di fronte alla realtà, dove verità e falsità giocano a ping pong, e dove il plagio tende a trascinare una persona in uno stato di schiavitù psichica.

Ecco un brano scelto che rappresenta la sinossi del romanzo :” Dopo il buio viene sempre la luce e gli animi si liberano dall’angoscia e ritrovano quella serenità di cui si va continuamente alla ricerca inconsapevole. Capita, talvolta, che basta un semplice piglio o un imprevisto, che in quel dato momento genera preoccupazione e ansia, a farci aprire gli occhi e vedere le cose nella loro effettiva realtà“.

L’autore: http://www.aracneeditrice.it/index.php/autori.html?auth-id=363985

Il libro: http://www.aracneeditrice.it/index.php/pubblicazione.html?item=9788825532463

pagine: 324
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-255-3246-3
data pubblicazione: Aprile 2020
editore: Aracne
collana: Ragno riflesso | 18
Leggi Tutto »

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963