Oggi, in politica ma anche nella società, vige il “principio di esplosione” secondo cui ogni affermazione e la sua negazione sono vere

Oggi, in politica ma anche nella società, vige il “principio di esplosione” secondo cui ogni affermazione e la sua negazione sono vere

Postato di su Set 24, 2018 in Filosofia

Oggi, in politica ma anche nella società, vige il “principio di esplosione” secondo cui ogni affermazione e la sua negazione sono vere

La logica e il principio di non-contraddizione aristotelici, asserzioni inscindibili della coerenza, che vengono insegnate a scuola perché basilari per la costruzione del pensiero e del ragionamento congruente per la soluzione di un problema qualsiasi, oggi, in politica non hanno alcun valore.

Sin dai tempi antichi l’uomo pensante, ovvero il filosofo, si è posto di fronte alla logica, sostantivo che deriva appunto dal greco lógos che oltre a pensiero, parola, concetto, ha anche il significato di ragionamento. Il ragionamento, dunque, è logico e , in quanto tale, permette di discernere, in sintesi, ciò che è valido da ciò che non è valido, ciò che è coerente da ciò che è incoerente, ciò che contraddice un concetto ritenuto valido dal concetto stesso, nel contempo e nel contesto. Ciò lo asseriva Parmenide, filosofo eleatico vissuto nel VI secolo a.C., secondo cui la legge formale della non-contraddizione è la legge dell’Essere, a cui il pensiero risulta vincolato in modo necessario per dargli compiutezza e validità. Questa dialettica si riscontra pure in Platone, per il quale la logica è la costruzione matematica delle connessioni delle idee che costituiscono la base della realtà e che confuta gli errori e i paradossi applicando il principio di non contraddizione. Questo principio, che venne formulato da Aristotele, infatti, sancisce la falsità di ogni proposizione significativa che una certa proposizione A e la sua negazione non-A, siano entrambe vere contemporaneamente e nella stessa maniera. Ciò “è impossibile che il medesimo attributo, nel medesimo tempo, appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il medesimo riguardo”. Più semplicemente, la proposizione “A è anche non-A” è falsa.

Con l’avvento della meccanica quantistica, tuttavia, dalla dialettica aristotelica si è passati a quella antidialettica o eraclitea. Secondo il filosofo greco Eraclito di Efeso (VI sec. a.C.), infatti, sosteneva che  “negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo a causa dello scorrere dell’acqua”. In altre parole, aveva sostituito il principio di non contraddizione con il principio di complementare contraddittorietà, che è basilare per la logica dicotomica. Con l’avvento della Fisica quantistica, infatti, un elettrone è considerato, perché questo è il suo comportamento, al tempo stesso, onda e corpuscolo, cioè esso risulta essere e non-essere aspetto della stessa realtà. Ciò ha comportato, recentemente, il passaggio dalla logica aristotelica a quella dicotomica, dove risultano vere un’affermazione e la sua negazione, cioè, come si diceva in latino, ex falso (sequitur) quodlibet ovvero dal falso (segue) una qualsiasi cosa a piacere. Questo equivale a quello che si chiama volgarmente principio di esplosione.

In sintesi, dunque, i nostri politici non fanno altro che applicare la Fisica quantistica alla loro dialettica demagogica, facendo credere al popolo che sia vera ogni affermazione e la sua negazione. In definitiva, i nostri politici inconsapevolmente sono diventati inconsapevolmente appassionati di Fisica quantistica mettendone in pratica il principio di complementare contraddorietà.   Francesco Giuliano

Oggi, in politica ma anche nella società, vige il “principio di esplosione” secondo cui ogni affermazione e la sua negazione sono vereultima modifica: 2018-09-24T16:07:15+02:00da francesco.giulianolt

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