Salotto letterario Vitanova, via Belsito 4 | 2 marzo 2024 – presentazione del libro “Nient’altro che la vita” di Giovanna Mozzillo, edito da  Franco Di Mauro Editore

Sabato 2 marzo 2024 alle ore 11:00 a Napoli, presso il Salotto Vitanova (Via Belsito, 4 – nei pressi di Piazza Salvatore Di Giacomo – Posillipo), presentazione del libro “Nient’altro che la vita” di Giovanna Mozzillo, edito da  Franco Di Mauro Editore

  • Dopo l’introduzione di
  • Salvatore Landolfi, ingegnere e promotore culturale
  • ne parlerà con l’autrice
  • Piero Antonio Toma, giornalista e scrittore

 

Il libro  Da un lato un romanzo di formazione: in cui la protagonista racconta, sempre dal suo punto di vista, l’impatto nelle utopie del ’68 (di cui tuttavia intuisce contraddizioni ed equivoci), l’innamoramento per il ragazzo che gliele ha fatte scoprire, il dolore, a causa di un aborto subito ma non accettato, la delusione, per la mancata realizzazione del mondo sognato. E poi il laborioso recupero della fiducia nella positività del reale: per approdare alla consapevolezza che, malgrado tutto, la vita è “preziosa”. Ma al tempo stesso il libro è un affollato “come eravamo” partenopeo. Perché intorno alla protagonista c’è Napoli: Napoli con la sua borghesia di cui son indagate miopie, chiusure, riti, manie e vezzi, e il suo popolo, dolente, umiliato, corruttibile, e tuttavia capace di contagiosa saggezza.

L’autrice  Dunque mi presento: son napoletana, ho da poco perso mio marito, ho due figlie adulte e due nipoti adolescenti. Tanti anni fa (non diciamo quanti) mi son laureata in lettere classiche, ma poi, essendo stata travolta dal vento del ’68 e avendo (a torto) maturato la convinzione che, come professoressa di latino e greco (lavoravo al ginnasio), mi fosse impossibile “attualizzare” adeguatamente le mie lezioni, a un certo punto ho chiesto il trasferimento in un istituto tecnico di frontiera dove fino alla pensione ho insegnato italiano e storia. E devo dire che, tutto sommato, si è trattato di una bella esperienza sia perché con gli studenti ho sempre avuto un rapporto stimolante di dialogo e confronto sia perché mi è stato possibile far attivamente politica scolastica, organizzando dibattiti, concerti, cineforum.

Per il resto, che tipo di donna sono? Ecco: amo il mare, il cinema, il teatro, i fumetti, le arti figurative, sono laica, relativista, appassionatamente europeista, ambientalista senza fanatismi, un po’ animalista, e forse pure animista, perché non escludo che piante e oggetti abbiano un’identità e una consapevolezza di sé.

A scrivere ho iniziato tardi ma in risposta a un’esigenza che da sempre mi portavo dentro: quella di catturar la realtà, di possederla, di appropriarmela, di penetrarla con le parole. Infatti, della realtà io sono innamorata. Ne son innamorata perché, vedete, mi sembra di percepirne a pieno potenzialità d’emozione e componente magica. E, sì, non son un’autrice minimalista: amo costruire una trama con imprevisti e colpi di scena e affiancare ai protagonisti personaggi secondari e comparse. Che più? Beh, mi piace pure utilizzar la scrittura come una macchina del tempo con cui tornare al passato. Perché, pur sapendo che non è certo stato migliore del presente, io del passato avverto potentemente la nostalgia (credo che, a infondergli ai miei occhi un’infinita capacità d’ammaliamento, sia proprio il fatto di esser perduto, fuggito, svanito). Inoltre, poiché non riesco a non vedere, accanto agli orrori, anche la messe inesauribile di stupori e incanti che l’universo sciorina, mi riesce impossibile non instillar speranza in quello che scrivo, e, essendo illuminista (come mia madre), spesso faccio in modo che nel corso della vicenda i personaggi scoprano la tolleranza e i valori dell’etica laica. Al tempo stesso però avverto il fascino dell’irrazionale e lo ritengo ingrediente indispensabile nell’alchimia del romanzo.

Per concludere voglio aggiungere che finora per me scrivere è stata la più gratificante delle emozioni, in quanto ha significato ribaltarmi nel cuore, nella mente e nella fisicità del personaggio, per poi proceder con lui: di avventura in avventura. http://www.giovannamozzillo.it

Franco Di Mauro Editore
La casa editrice nasce nel 1983 prendendo nome dal suo fondatore Franco Di Mauro.
I primi approcci nel mondo dell’editoria sono coronati da successi di vendita, i volumi pubblicati pur rivolgendosi alle tradizioni e alla storia napoletana, diventano in pochi mesi best-sellers. Grazie all’economia sana per queste scelte editoriali, la casa editrice, più avanti comincia a costruire un catalogo di preziosità culturali con le collane: “Cocumella”, “Cocumella Arte”,“Neapolitana Elegans” e “Il Presepe Napoletano nel mondo”, riscuotendoapprezzamenti unanime dalla critica ufficiale. È dal 1993 che rivolge l’attenzione a volumi in-folio a tiratura limitata… http://www.francodimauroeditore.it/storiacasaeditrice.htm