Salotto letterario Vitanova, via Belsito 4 | 23 novembre 2023 – Presentazione del libro “Pompeii. Una storia proibita. Amore e morte all’ombra del Vesuvio. Eutychis, la prostituta greca si faceva pagare 2 assi. Dimorava nella casa dei Vettii. Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva” di Anna Maria Ghedina, De Nigris Editori

Giovedì 14 dicembre 2023 alle ore 18:00 a Napoli, presso il Salotto Vitanova – via Belsito 4 – presentazione del libro  “Pompeii. Una storia proibita. Amore e morte all’ombra del Vesuvio. Eutychis, la prostituta greca si faceva pagare 2 assi. Dimorava nella casa dei Vettii. Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva” di Anna Maria Ghedina, edito da De Nigris Editori.

  • Dopo i saluti di Salvatore Landolfi, ingegnere e promotore culturale,
  • dialogheranno con l’autrice:
  • Maresa Galli, giornalista e scrittrice
  • Antonio D’Addio, docente e giornalista
  • Modererà l’incontro:
  • Yvonne Carbonaro, scrittrice

Il libro – Una storia bella, avvincente, coinvolgente, insolita e drammatica: un amore tormentato, non convenzionale, tra una prostituta e un comandante militare, amico dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano. L’autrice, Anna Maria Ghedina, è riuscita in un’impresa molto ardua, quella di costruire una vicenda appassionante e realistica, da una semplice e scarna iscrizione trovata incisa all’ingresso della Casa dei Vettii, ubicata nel Parco Archeologico di Pompei, riaperta al pubblico dopo il recente restauro, di proprietà dei liberti Aulus Vettius Restitutus e Aulus Vettius Conviva, divenuti ricchi grazie al commercio. Introduzione a cura di Nino Daniele.

L’autrice  Scrittrice con all’attivo un numero elevatissimo di pubblicazioni e giornalista molto stimata, Anna Maria Ghedina è una donna che ha fatto, fin da giovanissima, della scrittura la sua stessa vita. Ama definirsi una sognatrice ma nel contempo una donna con i piedi ben ancorati a terra. Persona colta e ricca di tanti interessi, ci ha condotto per mano in un mondo fatto di belle opere e di un infinito amore per la Scrittura, per la Letteratura e per la Lettura.

Annamaria, come ti descriveresti a chi non ha ancora avuto il piacere di conoscerti? “Una sognatrice con i piedi per terra.”

 Come è nato il tuo amore per la Comunicazione, il Giornalismo e la Scrittura? “Da ragazzina. Ho sempre amato la lettura e la scrittura, ed alla fine, dopo aver lavorato in azienda per tanti anni, ho deciso di dare una svolta, quindi ho mollato tutto e ho iniziato a collaborare, prima mandando delle novelle ad un giornale e poi mi hanno chiesto di fare degli articoli. Diciamo che è iniziato tutto da lì.”

 Tu oggi hai all’attivo tantissimi libri, ti consideri dunque una scrittrice e non più solo autrice? “Scrittrice, perché mi piace e mi diverte da matti scrivere, da sempre.”

 In che modo è cambiato con il trascorrere inevitabile del tempo? “Non è cambiato. Certamente da quando ho iniziato a scrivere, a 17 anni, la scrittura è diventata più sciolta. Io leggo tantissimo ed il leggere affina ed amplia le tue conoscenze anche della lingua.”… ANNA MARIA GHEDINA, UNA DONNA PROFONDA, UNA SCRITTRICE ATTENTA E SOPRAFFINA. – LF Magazine

LA CASA DEI VETTII riapre al pubblico dopo 20 anni: grande bellezza e triviale realtà nella casa simbolo di Pompei

Riapre la casa simbolo di Pompei, la casa dei Vettii, che non manca in nessuna guida del sito UNESCO campano e in nessun manuale sull’arte antica, grazie ai suoi straordinari affreschi e alle sculture che adornavano il suo ampio giardino.

Viene restituita al pubblico una domus che per la prima volta, dopo 20 anni di chiusura e una parziale riapertura nel 2016 – relativa all’ambiente di ingresso dell’atrio e a quelli circostanti- si può finalmente ammirare in tutta la sua articolazione e complessità architettonica, grazie ai recenti interventi…

Scavata tra il 1894 e il 1896, la casa dei Vettii apparteneva a Aulus Vettius Conviva e Aulus Vettius Restitutus, probabilmente due liberti, divenuti ricchi con il commercio del vino. Lo sfarzoso arredo pittorico e scultoreo della casa, dunque, riflette anche la ricchezza del territorio della città, dove si produceva il vino per l’esportazione in tutto il Mediterraneo, e la mobilità sociale, che consentiva a due ex schiavi di salire ai livelli più alti della società locale.

Non mancano tracce della vita degli ultimi, tra le quali spicca un ambiente adiacente alla cucina, nel quartiere servile, decorato con quadretti erotici.  L’ambiente, in passato, fu dotato di una porta di ferro per consentirne l’accesso ai soli uomini adulti, barriera rimossa solo pochi giorni prima della riapertura della casa. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, della società dell’epoca con le sue stratificazioni e costumi…

“La casa dei Vettii è la storia del mondo romano rinchiusa in una casa, la ‘casa museo’ della romanità per così dire: ci troviamo affreschi mitologici e sculture in bronzo e in marmo, di eccezionale qualità artistica, che parlano del rapporto complesso tra modelli greci e rielaborazioni romane, ma anche la vita economica e sociale della città. I proprietari, liberti e dunque ex schiavi, sono espressione di una mobilità sociale che due secoli prima sarebbe stata impensabile. Diventano ricchi con il commercio di prodotti agricoli del territorio intorno a Pompei, ma quanto pare nella loro casa fu esercitata anche la prostituzione, da parte di una schiava greca, che apparteneva ai gruppi più deboli della società.” sottolinea Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco archeologico di Pompei. LA CASA DEI VETTII riapre al pubblico dopo 20 anni: grande bellezza e triviale realtà nella casa simbolo di Pompei – COMUNICATI STAMPA – Parco archeologico di Pompei 

Salotto letterario Vitanova, via Belsito 4 | 8 dicembre 2023 – Omaggio a Vittorio Gassman con la proiezione del film “La famiglia” di Ettore Scola (Italia, 1986).

Venerdì 8 dicembre 2023 alle ore 11:00 a Napoli, presso il Salotto Vitanova – via Belsito 4 – omaggio a Vittorio Gassman, con la proiezione del film “La famiglia” di Ettore Scola (Italia, 1986).

Interventi:

  • Salvatore Landolfi, ingegnere e promotore culturale
  • Lejla Mancusi Sorrentino, scrittrice e storica della gastronomia
  • Seguirà una breve conversazione con il pubblico presente in sala

Storia di una famiglia, attraverso i ricordi di Carlo, professore di italiano in pensione.

Riconoscimenti:

  • 1 candidatura al Premio Oscar, 6 Nastri d’Argento, 7 candidature e 6 vittorie al David di Donatello.

Roma. Quartiere Prati 1907-1987. Questo è l’arco temporale in cui si svolgono le vicende di una famiglia borghese narrate da Carlo. Si parte dal suo battesimo e si giunge sino alla festa per il suo ottantesimo compleanno. Si assiste alla sua crescita con il fratello Giulio, ai suoi studi al suo formarsi una famiglia, al diventare genitore e poi nonno.
Ettore Scola ci propone un film che non si limita a narrare fatti privati anche se praticamente non si esce mai dalle mura della casa che vede scorrere i decenni, passare persone, confrontare idee, nascere amori e contrasti. La famiglia di Carlo non può nascondersi al mondo né opporre più che tanto resistenza diretta a una società che cambia inesorabilmente. Scola però non vuole indicarci un’unica chiave di lettura e quindi si affida con consapevolezza alla complessità della vita dei singoli e di quel soggetto sociale, la famiglia appunto, che in Italia ha ancora un suo valore simbolico al di là delle trasformazioni socio economico culturali. Scola arriva a questo film dopo aver sperimentato la coralità di altre narrazioni (vedi La terrazza che può essere messo proficuamente in parallelo con La grande bellezza di Sorrentino per riflettere sul tempo che è passato e Ballando ballando. Qui si avvale di un cast ad altissimo livello che raccoglie il meglio delle generazioni che si sono avvicendate sul grande schermo per il cinema italiano ma non si limita a mettere in scena, quasi teatralmente, una sceneggiatura scritta con grande senso della narrazione insieme a Ruggero Maccari e Furio Scarpelli.
Le lunghe carrellate che scandiscono, con diverse durate e modalità, lo scorrere del tempo si connotano come un elemento linguistico-narrativo esemplare. Riescono allo stesso tempo a ricordarci come la famiglia di Carlo possa in fondo essere sempre diversa ma anche sempre uguale a se stessa quasi fosse impermeabile a quanto accade al di fuori. Ne esce un ritratto della nostra società vista ‘da dentro’, da una di quelle case in cui Gaber ci ricordava “non c’è niente di buono quando una porta si chiude dietro un uomo” e che Scola osserva con rigore ma anche, in fondo, con comprensione. (Giancarlo Zappoli). LA FAMIGLIA