Luigi Scorrano Il Dante “fascista”. Saggi, letture, note dantesche”, Longo Editore, 2001

Aspettando il 700° anniversario della morte di Dante: conversazione con Luigi Scorrano – Bisogna dire che noi italiani per le ricorrenze importanti ci prepariamo per tempo. Lo abbiamo dimostrato di recente per i 150 anni dell’Unità d’Italia e per il centenario della Grande Guerra. L’anno venturo, 2021, ci sarà la ricorrenza del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, il padre della nostra lingua, il nostro Sommo Poeta. Ci stiamo preparando fin dall’anno scorso, quando lo scrittore Paolo Di Stefano lanciò sul “Corriere della Sera” (24 aprile 2019) l’idea di istituire il cosiddetto Dante-Dì, una giornata, ogni anno, in cui ricordare il poeta fiorentino, prescindendo dalla pur ineludibile scadenza del canonico settimo centenario della morte. L’idea è stata istituzionalizzata dal Governo che ha indicato nel 25 marzo di ogni anno il giorno in cui celebrare il poeta. La data coincide nella fiction della Commedia con l’inizio del viaggio ultraterreno di Dante, 25 marzo 1300. Sull’iniziativa abbiamo voluto sentire Luigi Scorrano, dantista salentino tra i più autorevoli.

Professore, che pensa dell’istituzione del DanteDì per celebrare Dante nel settecentesimo anniversario della sua morte nel 2021 e poi come ricorrenza annuale? Non mi pare fuor d’opera, ricordare uomini e opere illustri e a tenere allenata la memoria. Sia dunque benvenuto il giorno dedicato a un uomo d’ingegno o a un’opera che dia impulso a un positivo passo avanti nelle scienze.

Il Novecento è stato per il dantismo salentino un secolo di grandi interpreti. Penso ad Aldo Vallone, a Mario Marti, a Lei stesso, a tanti altri meno conosciuti. E’ stato un caso o c’è un precedente terreno di coltura, una matrice comune?  Non sono mancati studiosi eccellenti nel campo della dantistica attentissimi agli argomenti danteschi. Due i nomi di rilievo: Mario Marti nel campo della filologia e Aldo Vallone in quello della critica letteraria. Accanto a loro le esperienze di minori che ne hanno sostenuto il lavoro; Enzo Esposito, Michele dell’Aquila, Leonardo Sebastio, Ruggiero Stefanelli, ecc. All’estero poi Dante è stato oggetto di attrazione per i grandi poeti come Pound, Eliot, Dorothy Sayers etc.., una incredibile quantità di grandi firme. Un caso, Lei si chiede? Forse qualcosa a cui la nostra terra era chiamata. – Pubblicato il 9 Luglio 2020 a cura di Gigi Montonato http://www.iuncturae.eu/2020/07/09/aspettando-il-700-anniversario-della-morte-di-dante-conversazione-con-luigi-scorrano/

Luigi Scorrano Il Dante “fascista”. Saggi, letture, note dantesche”, Longo Editore, 2001 – #longoeditore
Dante è, nelle pagine del libro di Scorrano, al centro di un’indagine variamente articolata ma unitaria. Si va dalla Lectura in senso istituzionale, ma con novità di prospettive, all’esplorazione della presenza-fortuna di Dante dal Cinquecento al Novecento. In Cellini, Sereni, Moravia, Piovene, Bevilacqua sono saggiati modi e forme del riuso del dettato dantesco, ma anche le ragioni profonde che lo definiscono e lo giustificano. Non un semplice rilevamento di somiglianze o identità verbali, ma ricerca di affinità ed esplorazione del dialogo intrecciato attraverso il tempo con il grande modello.  
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Luigi Scorrano dopo il conseguimento della maturità magistrale, frequentò per un biennio, a Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Successivamente si trasferì a Lecce e conseguì la laurea in Materie letterarie con il massimo dei voti e la lode.

Ha svolto l’attività di docente presso la scuola secondaria. Ora è in pensione. Ha collaborato e collabora a riviste di critica letteraria. È critico letterario, studioso, dantista. È presidente del Gruppo Incontri. Il suo impegno politico come consigliere comunale e assessore alla cultura del Comune di Tuglie ha lasciato una traccia indelebile per le attività culturali svolte e le proposte innovative attuate.

È studioso. Non è uno scrittore. Non racconta storie né finzioni. La sua onestà intellettuale può anche dispiacere ad alcuni ma rappresenta la sua originalità e fa la differenza nel mondo della letteratura. Non è incline a compiacimenti di comodo. Riservato. Educato. Cordiale. Non ama apparire, né lo allettano le cerimonie rappresentative del nulla. Considera la poesia come espressione e ricerca necessaria, unica, densa, concisa, memorabile. È per una letteratura che si propone di porsi degli obiettivi smisurati, anche al di là di ogni possibilità di realizzazione, capace di imprese che nessun altro osa immaginare. La sua scrittura non è approssimativa, causale, sbadata… tutt’altro.

Ama i libri e la loro esattezza. Chirurgo della scrittura, taglia, cuce con genialità i concetti e le espressioni linguistiche. Sa concertare molto bene la musica delle parole.

I suoi interessi letterari convergono principalmente al tema del dantismo. È peraltro il più assiduo frequentatore dei testi novecenteschi alla ricerca delle presenze e tracce dantesche nella poesia e letteratura italiana e non solo, considerando che Dante è indubbiamente uno dei pochi scrittori (con Omero, Shakespeare e Goethe) ad avere influenzato fortemente la scrittura e il pensiero del Novecento.

Scorrano delle opere di Dante ha indagato ogni parola, ogni contesto, ogni personaggio elaborando analisi, critica, interpretazione e osservazioni.

In Modi ed esempi di dantismo novecentesco, pubblicato a Lecce nel 1976, Adriatica Editrice Salentina, Scorrano mette in luce la sua bravura. Il libro è da considerarsi il primo volume interamente dedicato al tema del dantismo.

I temi trattati indicano una pista feconda per la ricerca, quella secondo cui i recuperi stilistici e lessicali di Dante, da parte degli scrittori del Novecento sono quasi sempre spie di sorprendenti allusioni tematiche, attraverso le quali il contemporaneo chiede al classico una sorta di collaborazione per la ricerca di un significato dell’esperienza letteraria.

Questo libro convinse gli specialisti e accademici tanto da invitare nel 1977 Scorrano a Roma presso la Casa di Dante al convegno “Dante nella letteratura italiana del Novecento”. In quella occasione relazionò su Dante e i crepuscolari.

  • Documentare il suo lavoro è veramente difficile. Per brevità si elencano alcune delle sue opere:
  • − Alberto Bevilacqua, Editore La Nuova Italia, 1983;
  • − La fenice, la cenere. Saggi e note su Gabriele D’Annunzio, Editore Ferraro, 1988;
  • − Presenza verbale di Dante nella letteratura italiana del Novecento, Editore Angelo Longo, 1994;
  • − Il polso del presente. Poesia, narrativa e teatro di Cesare Giulio Viola, Editore Mucchi, 1994;
  • − Tra il “banco” e l’altre rote”. Letture e note dantesche, Editore Angelo Longo, 1996;
  • − Il Dante “fascista”. Saggi, letture, note dantesche, Editore Angelo Longo, 2001;
  • − Carte inquiete. Maria Corti, Biagia Marniti, Antonia Pozzi, Editore Angelo Longo, 2002;
  • − Don Francesco Pedretti. Uno sguardo largo quanto il mondo, Edizioni Centro Ambrosiano, 2009.
  • − Ha curato la pubblicazione del libro “Pricò” di Cesare Giulio Viola, Editore Lupo, 2012.
  • https://www.elioria.com/wp-content/uploads/2012/02/Luigi-Scorrano.pdf
Luigi Scorrano Il Dante “fascista”. Saggi, letture, note dantesche”, Longo Editore, 2001ultima modifica: 2023-09-29T10:15:52+02:00da infoairav

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