Psicologi Cagliari: Studio Specialistico Psicoterapia-Consulenza Psicologica Dr. Antonello Viola

PSICOLOGI CAGLIARI

 

Studio Specialistico di Psicoterapia e Consulenza Psicologica-Psicodiagnostica del Dott. Antonello Viola

–  sedi di Cagliari e Sinnai  –

Lo studio specialistico di psicoterapia e consulenza psicologica del Dott. Viola offre un servizio di psicoterapia (individuale e/o di coppia)consulenza psicologica-psicodiagnostica e ipnositerapia per il trattamento di una vasta gamma di condizioni di malessere psicologico e disturbi psichici (dalle varie sindromi ansiose e depressive, ai disturbi psicosomatici e di personalità, ai disturbi sessuali, alle varie forme di dipendenza, ai conflitti relazionali e di coppia, ai percorsi di sostegno di elaborazione del lutto, al sostegno alla genitorialità), con un approccio metodologico che si articola secondo il paradigma di psicoterapia integrativa.

Tuttavia, per chi semplicemente desidera conoscere più profondamente la propria personalità e raggiungere un maggior grado di consapevolezza delle proprie dinamiche mentali e relazionali, su richiesta il Dr. Viola svolge un intervento di consulenza psicodiagnostica integrata che si configura come un vero e proprio processo di check-up psicologico, offrendo una molteplicità di elementi analitici che possono porsi alla base di un processo di crescita e maturazione psicologica, o come elementi utili e fondamentali per un eventuale prosieguo psicoterapeutico.

Per chi invece interessato a intraprendere un trattamento ipnoterapico, il Dr. Viola utilizza un approccio di ipnositerapia diversificata centrata sul cliente, avvalendosi delle tecniche ipnoterapiche più appropriate alla problematica presentata dal paziente.

Lo studio offre i suoi servizi nella sede di Sinnai, Via Pierluigi da Palestrina 15, e nella sede di Cagliari, in zona centrale, da concordare previo appuntamento.

La sede di Sinnai si trova all’ingresso del paese, nella Via Pierluigi da Palestrina n. 15, a circa 15 km dal centro di Cagliari. E’ dotato di sala d’attesa e di toilette, a disposizione dei pazienti e di eventuali accompagnatori.  La sede è facilmente raggiungibile in autobus (clicca sul link per visualizzare orari partenze) o con il servizio combinato metro-bus. La fermata del bus si trova ad appena 150 metri dallo studio. In auto è raggiungibile dalla strada statale 554 (i tempi di percorrenza dal centro di Cagliari sono di circa 20-30 minuti): l’itinerario è generalmente molto scorrevole.  Lo Studio è ubicato in una zona molto tranquilla e riservata, ma con molti servizi, e con ampia disponibilità di parcheggio libero a qualsiasi ora del giorno.

Il primo colloquio informativo breve è gratuito presso la sede di Sinnai in forma presenziale (20-30 minuti), e per la sede di Cagliari telefonicamente (15-20 minuti) o per email.

Inoltre, per agevolare i nuovi pazienti e l’accesso ai servizi di psicoterapia, lo studio di Sinnai sta applicando una promozione per le prime cinque sedute al costo di 40 € ciascuna, se tenute con frequenza settimanale (le successive al costo di 50 €).

Contatta lo studio per una prima seduta informativa gratuita!  →   chiama il 3200757817

 

Potete contattare lo studio: 

– inviando una e-mail (antonello.viola@gmail.com)
– chiamando il numero fisso del mio studio 070780180 (se non sono disponibile risponderà la mia      segreteria telefonica: in tal caso lasciate un messaggio con il vostro recapito telefonico e sarete ricontattati entro le successive 24 ore)
– chiamando il numero mobile del mio cellulare 3200757817 (qualora impegnato non rispondo: in tal caso mandate un sms e sarete ricontattati al più presto).

 

Ulteriori informazioni sui servizi offerti dallo studio specialistico sono reperibili nei seguenti siti web:

antonelloviola.com

https://antonelloviola4.wixsite.com/psicoterapiacagliari

http://psicologi-psicoterapeuti-cagliari-dott-viola.it

https://www.psicologi-psicoterapeuti-cagliari.it

 

 

Condizioni di malessere psicologico e disturbi trattati:

– disturbi dell’umore (disturbi depressivi, disturbi bipolari, distimie)
– disturbi d’ansia (attacchi di panico con o senza agorafobia, ansia generalizzata, fobie
specifiche e sociali, disturbo ossessivo-compulsivo, post-traumatico, acuto da stress)
– disturbi psicotici (schizofrenie, disturbi schizoaffettivi, disturbi deliranti)
– disturbi correlati a sostanze (abusi o dipendenze da sostanze)
– demenze, disturbi amnestici, disturbi cognitivi
– disturbi somatoformi o psicosomatici (somatizzazione, ipocondria, dimorfismo corporeo)
– disturbi dissociativi (amnesie e fughe dissociative, dissociazione dell’identità o personalità multipla ecc.)
– disturbi sessuali e dell’identità di genere (disfunzioni sessuali, parafilie, disturbi dell’identità di genere sessuale)
– disturbi dell’alimentazione (anoressia, bulimia)
– disturbi del controllo degli impulsi (disturbo esplosivo, cleptomania, piromania, gioco d’azzardo, tricotillomania)
– disturbi dell’adattamento
– disturbi di personalità (paranoide, schizoide, schizotipico, antisociale, istrionico, borderline, narcisistico, evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo)
– disturbi dell’Infanzia della Fanciullezza e dell’Adolescenza (ritardo mentale, disturbi
dell’apprendimento, della comunicazione, disturbo autistico, deficit d’attenzione e comportamento dirompente, disturbi da tic, della evacuazione)
condizioni di disagio relazionale (relazioni coniugali, familiari, lavorative, scolastiche)
 
orientamento scolastico e professionale e selezione

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La psicoterapia EMDR – Cagliari – Dott. Antonello Viola psicologo psicoterapeuta

Studio Specialistico di Psicoterapia e Consulenza Psicologica-Psicodiagnostica del Dott. Antonello Viola

–  sedi di Cagliari e Sinnai  –

LA PSICOTERAPIA EMDR

– un metodo psicoterapeutico efficace per il trattamento delle condizioni di malessere psicologico derivanti da antecedenti evolutivi traumatici ed esperienze ad elevato potenziale traumatico –

 

 

 

 

Il trattamento con il metodo EMDR in psicoterapia

EMDR è l’acronimo di “Eye Movement Desensitization and Reprocessing” (Desensibilizzazione e Riprocessamento attraverso i Movimenti Oculari), un approccio psicoterapeutico di tipo integrativo, con il quale sono state prodotte parecchie ricerche che ne hanno dimostrato l’efficacia nel trattamento delle condizioni di malessere psicologico derivanti da traumi. La terapia EMDR è costituita da un insieme di protocolli standardizzati che integrano elementi metodologici derivanti da una gamma di differenti approcci psicoterapici. Nel corso degli ultimi decenni con la terapia EMDR sono già stati trattati efficacemente milioni di casi di condizioni di disagio psicologico legate a varie condizioni di distress psichico (EMDRIA, 2003-2012).

Per la precisione l’EMDR è un metodo psicoterapico relativamente recente elaborato nel 1987 dalla Psicologa nord americana Francine Shapiro, la quale ha scoperto che alcuni tipi di stimolazione esterna possono aiutare efficacemente una persona a elaborare e superare un evento traumatico o emotivamente disturbante. Fra questi tipi di stimolazione i più usati sono certamente alcuni tipi di movimenti oculari che vengono prodotti in un paziente invitandolo a seguire il movimento della mano del terapeuta (o alternativamente il “tapping”, cioè il tamburellamento sul dorso delle mani, o l’alternanza di un segnale acustico, come ad esempio lo schiocco delle dita). Pensare a un evento traumatico mentre contemporaneamente si eseguono determinati movimenti oculari genera l’effetto di riprendere o accelerare l’elaborazione delle informazioni contenute nel cervello, relative a un evento traumatico. Una particolarità fondamentale dell’approccio EMDR è che, nell’affrontare un evento disturbante lo considera in modo olistico, e cioè nelle sue componenti comportamentali, cognitive, interpersonali, emozionali e viscerali.

In generale la terapia EMDR facilita il riprocessamento efficace degli eventi traumatici o delle esperienze avverse di vita con le convinzioni associate, determinandone una risoluzione adattiva. Per accedere all’informazione e determinarne il riprocessamento l’EMDR utilizza una serie di stadi procedurali specifici che utilizzano e integrano la stimolazione bilaterale alternata tra i canali visivo, uditivo e/o tattile: queste procedure e protocolli di trattamento ben definiti facilitano il riprocessamento dell’informazione. L’EMDR utilizza un approccio psicoterapeutico a 8 fasi e tre stadi, che ottimizza una stabilizzazione sufficiente del paziente prima, durante, e dopo il riprocessamento dei ricordi stressanti e traumatici e degli stimoli associati. Lo scopo dell’approccio EMDR alla psicoterapia è quello di facilitare l’innata capacità del paziente alla guarigione. Perciò, durante il riprocessamento dei ricordi, l’intervento del terapeuta è mantenuto al minimo livello necessario per assicurare la continuità del riprocessamento dell’informazione (EMDRIA, 2003-2012).

Il trattamento psicoterapico con il metodo EMDR consta di otto fasi. La lunghezza temporale del trattamento completo dipende dal quadro anamnestico e diagnostico del paziente: esso implica un protocollo globale a tre stadi (1-ricordi passati; 2-disturbi presenti; 3-azioni future), necessari per alleviare i sintomi ed agire sulla totalità del quadro clinico presentato dal paziente. L’obiettivo della terapia EMDR è di processare completamente le esperienze cha stanno causando i problemi, e includerne delle nuove che sono necessarie per la piena salute.

Approfondisci la lettura sul metodo EMDR in psicoterapia

Guida per il paziente sul metodo EMDR in psicoterapia: fasi del trattamento

 

Per informazioni o comunicazioni:

Dott. Antonello Viola
Tel. 070 780180
Cell. 3200757817
e-mail: antonello.viola@gmail.com

 

 

Terapia di coppia Cagliari

Studio Specialistico di Psicoterapia e Consulenza Psicologica-Psicodiagnostica del Dott. Antonello Viola

–  sedi di Cagliari e Sinnai  –

LA PSICOTERAPIA DI COPPIA

– un’opportunità di crescita e di evoluzione positiva insieme –

 

Quando una coppia sperimenta problemi nella propria relazione, senza riuscire a risolverli e trascinandoli nel tempo, generalmente arriva un momento in cui tali problemi incominciano a deteriorare progressivamente il rapporto, generando insoddisfazione e ponendosi come causa potenziale di rottura. Più frequentemente è proprio in questa fase che alcune coppie (o soltanto uno dei 2 membri della coppia) decidono di richiedere l’intervento di uno psicoterapeuta per intraprendere un percorso che le aiuti a salvare la propria relazione. Ovviamente la psicoterapia di coppia non è utile soltanto alle coppie con problemi relazionali gravi (pertanto già in una fase critica), bensì può essere conveniente e costruttiva anche per quelle coppie con una buona relazione, allo scopo di apprendere a migliorare la comunicazione, prevenire futuri conflitti, e conservare una relazione più armoniosa e duratura, così come per rafforzare il proprio vincolo e conoscersi meglio e più profondamente.

I problemi per i quali una coppia decide di richiedere una psicoterapia possono essere svariati, come ad esempio mancanza di comunicazione, conflitti e discussioni frequenti, problemi sessuali, affettivi, oppure legati alla gestione degli oneri domestici, insoddisfazione con uno o vari aspetti della relazione, delusioni, frustrazione perché la relazione non risponde ad aspettative pregresse, conflitti in relazione all’educazione dei figli, problemi finanziari che colpiscono la relazione, infedeltà, problemi di gestione e di modulazione delle emozioni come la rabbia e la gelosia.

 

In che cosa consiste la terapia di coppia?

In primo luogo lo psicoterapeuta realizza una valutazione della situazione (sia a livello di coppia che individuale) per determinare quali sono i problemi fondamentali esistenti e gli obiettivi che si desidera raggiungere con la psicoterapia, e individuare il tipo di intervento più appropriato. La durata di una psicoterapia di coppia può essere ampiamente variabile, e dipende dalle problematiche specifiche individuali e di coppia, e dal numero di conflitti esperiti da una determinata coppia. Potrebbero essere sufficienti poche sedute per intervenire su un problema relazionale superficiale, come mesi o anni per trattare problematiche relazionali che si radicano nell’organizzazione di personalità dei singoli membri della coppia, e che si ripercuotono gravemente nelle dinamiche e nella vita dello stesso rapporto di coppia ed eventualmente della famiglia. Durante la terapia si analizzano i conflitti, così da ricavare una maggiore comprensione della loro natura, si apprende a risolvere i problemi e a discutere le differenze in modi razionali e logici, a riconoscere quali sono le idee e le convinzioni irrazionali o erronee da modificare, a rilevare quali comportamenti potrebbe auspicabilmente modificare ciascun membro della coppia e come imparare a farlo, ad ascoltare e migliorare le dinamiche comunicazionali, comprendere e accettare l’altro, così come accettare le differenze interpersonali.

Le statistiche indicano che la maggior parte delle coppie che hanno svolto una psicoterapia, circa un 75%, hanno ricavato un miglioramento nella qualità della loro convivenza. Naturalmente, quando si va in psicoterapia senza alcuna motivazione, ma soltanto perché nessuno possa dire che “non si è fatto di tutto”, allora l’efficacia di una psicoterapia è molto minore.

Quando intraprendere una psicoterapia di coppia?

Esistono segni più o meno evidenti che possono consentire di comprendere quando sia opportuno iniziare una terapia di coppia. Il primo indizio ha a che vedere con il malessere di uno o entrambi i membri della coppia. Esiste un’ampia gamma di stimoli stressanti che possono contribuire a innescare una crisi di coppia e creare una condizione di profonda conflittualità: discussioni frequenti, infedeltà, problemi economici, incongruenze educative, difficoltà sessuali, crisi lavorative, problemi di salute, dipendenze, e qualsiasi altro evento che in alcun modo cambi in modo disadattivo la dinamica relazionale familiare o di coppia. Generalmente la terapia di coppia fallisce se non vi è un livello sufficiente di impegno da parte dei membri della coppia, o come minimo un grande impegno almeno da parte di uno dei due. Sarebbe auspicabile non aspettare all’ultimo momento (quando la crisi sia ormai giunta a un punto tale da essere percepita dai membri della coppia come irrisolvibile e insanabile) per iniziare una psicoterapia di coppia, come pure sarebbe opportuno concedere alla terapia un tempo ragionevole perché possa generare i cambiamenti necessari. Ovviamente la fiducia nello psicoterapeuta è fondamentale, come pure è essenziale mantenere una fluida comunicazione in merito a tutti i dubbi che possano insorgere durante il processo terapeutico.

Come funziona la psicoterapia?

Le sedute di psicoterapia si strutturano in incontri della durata di circa un’ora ciascuno, che possono tenersi a livello individuale oppure congiunto (con entrambi i membri della coppia). E’ opportuno mantenere una frequenza degli incontri di una seduta alla settimana, sebbene comunque sia opportuno valutare il caso specifico e decidere se sia opportuna una maggiore frequenza delle sedute. Man mano che il processo terapeutico si dipana la coppia lavorerà sugli aspetti fondamentali della dinamica relazionale, comunicativa, sui nodi conflittuali, sui fattori dell’organizzazione di personalità individuale che influiscono nelle dinamiche relazionali e educative (quando la coppia viva la dimensione genitoriale).

Quanto dura la terapia?

La durata di una qualsiasi psicoterapia dipende, in primo luogo, dalla natura e dalla gravità del problema in oggetto. Nel caso della psicoterapia di coppia è fondamentale la motivazione, la fiducia e la partecipazione attiva dei membri della coppia. In ogni caso è opportuno svolgere una psicoterapia di almeno alcuni mesi, affinché il trattamento possa produrre effetti sufficientemente stabili e durevoli: ovviamente i cambiamenti profondi non si producono dal giorno alla notte, sebbene talvolta persino a partire dalle prime sedute si possono osservare cambiamenti sostanziali negli atteggiamenti e nello stato d’animo della coppia.

Il/la mio/a partner non è disposto/a a intraprendere una psicoterapia di coppia, posso comunque venire solo/a?

Spesso uno dei componenti della coppia non è motivato a iniziare un percorso terapeutico. Proprio per questo motivo è frequente che una buona parte delle psicoterapie di coppia derivino da una prima consulenza individuale con lo psicoterapeuta. In ogni caso si tenga conto che una psicoterapia individuale seguita con continuità può produrre esiti positivi e cambiamenti costruttivi nello sviluppo della relazione di coppia, o comunque può determinare un’armonizzazione nella condizione psicologica globale di chi la segue.

Che cosa deteriora le relazioni di coppia?

Generalmente le persone che si rivolgono al supporto di una psicoterapia cercano di appianare una fase di crisi, o di risolvere problemi che si trascinano da anni, oppure aiuto in un momento difficile, o consiglio per prendere decisioni importanti o semplicemente per migliorare la relazione di coppia e crescere insieme. Le ragioni più frequenti alla base delle consulenze sono rappresentate da rilevanti problemi di comunicazione, infedeltà, gelosie, assenza di desiderio, mancanza di impegno, incongruenze educative nelle dinamiche genitoriali. Non si deve comunque dimenticare che anche i grandi cambiamenti che segnano il ciclo evolutivo del sistema familiare, possono avere un rilevante effetto destabilizzante nella relazione di coppia: matrimonio, nascita di un figlio, perdita del lavoro o disoccupazione, relazioni con i suoceri e la famiglia del partner, pensionamento, malattie, lutti, ecc.

Quali sono i problemi più frequenti?

Le difficoltà comunicative costituiscono le ragioni più frequenti di crisi nel rapporto di coppia. Impelagarsi in discussioni inutili e distruttive nelle quali si fa soffrire e si soffre tremendamente, senza pervenire ad alcuna soluzione. Allo stesso modo può accadere l’esatto contrario: i membri della coppia non parlano, non comunicano, e la relazione giunge lentamente a uno stato d’agonia, fino a morire. Anche i problemi di gelosia sono molto frequenti, soprattutto nelle coppie adolescenti e di giovani adulti, potendosi comunque riscontrare, in misura minore, anche in coppie più mature. Talvolta si tratta semplicemente di caratteri o personalità che non si incontrano, che non collimano in una sufficiente complementarità: in questi casi la coppia vive e convive in uno stato di guerra e conflittualità continua. Per queste relazioni la soluzione apparentemente più funzionale sarebbe la rottura, ma senza dubbio spesso questo è facile da dire ma molto più difficile da fare. Frequentemente in questi casi i componenti della coppia tentano ripetutamente di separarsi, ma ritornano insieme, perché non possono stare l’uno senza l’altra; così spesso ricadono nella stessa spirale di conflittualità, di separazioni e di ritorni, in una perpetua conflittualità. Frequentemente questo è il caso di strutture di personalità inclini alla dipendenza affettiva.

Quali sono gli obiettivi più generali di una psicoterapia di coppia?

Incrementare nei membri della coppia le capacità di comunicare in modo efficace; addestramento nella risoluzione dei problemi; acquisizione di una maggiore consapevolezza del modo in cui gli schemi mentali, gli atteggiamenti e le modalità soggettive di pensiero influiscono sulle proprie emozioni e sul proprio comportamento, aiutando a realizzare cambiamenti nelle convinzioni, nelle attribuzioni e nelle aspettative qualora esse si rivelino controproducenti, irrazionali e distruttive; incrementare un interscambio di condotte positive; aumentare il livello di autostima dei componenti della coppia; aiutare ad acquisire e mantenere una maggiora conoscenza delle emozioni del partner; conseguire una maggiore accettazione e intimità da parte di entrambi i partner; acquisire consapevolezza del proprio modello di attaccamento e delle dinamiche dei propri modelli operativi interni (schemi mentali che orientano le aspettative e i comportamenti nelle relazioni affettive significative), e determinarne una ristrutturazione positiva quando essi siano del tipo “insicuro”, così da apprendere a identificare, sperimentare, esplorare, capire ed esprimere meglio le proprie emozioni, e gestirle in modi più appropriati.

 

Nello studio specialistico del dott. Viola si effettuano, oltre che la consulenza psicologica di coppia (intervento di poche sedute focalizzato sul tema conflittuale centrale nella dinamica della relazione di coppia), anche percorsi di psicoterapia breve di coppia (durata 10-20 sedute) secondo il modello psicoterapeutico integrativo (l’intervento viene articolato con l’ausilio di differenti tecniche psicoterapeutiche).

Costo per seduta:

  • Sede di Sinnai: 60 €  per le sedute congiunte di psicoterapia di coppia (entrambi presenti) se tenute con frequenza settimanale, altrimenti 70 € per le sedute che si tengano a distanza di due settimane o più.
  • Sede di Cagliari: 80 € per seduta per la psicoterapia di coppia seduta congiunta, a prescindere dalla frequenza delle sedute.
  • Le sedute di psicoterapia individuale hanno il costo di 50 € nella sede di Sinnai, e 65 € nella sede di Cagliari.

IN PROMOZIONE:

nella sede di Sinnaile prime 5 sedute di psicoterapia di coppia al costo di 50 € ciascuna, se le sedute sono tenute con frequenza settimanale

nella sede di Cagliari: prime 5 sedute al costo di 70 € ciascuna, sempre se tenute con frequenza settimanale

 

Per informazioni o comunicazioni:

Dott. Antonello Viola
Via Pier Luigi da Palestrina, 15
09048 Sinnai (CA)
Tel. 070 780180
Cell. 3200757817
e-mail: antonello.viola@gmail.com

 

Ipnosi terapeutica o clinica – Cagliari

Studio Specialistico di Psicoterapia e Consulenza Psicologica-Psicodiagnostica del Dott. Antonello Viola

–  sedi di Cagliari e Sinnai  –

 

Ipnoterapia: uno stato naturale di rilassamento psicofisico nel quale puoi realizzare potenti cambiamenti nella tua vita

L’Ipnosi, o ipnoterapia, utilizza il rilassamento guidato, la concentrazione mentale e l’attenzione focalizzata, allo scopo di raggiungere un peculiare stato modificato di coscienza, generalmente chiamato “trance”, e corrispondente a un elevato stato di consapevolezza. Durante questa condizione peculiare l’attenzione della persona è così focalizzata che tutto ciò che accade intorno viene temporaneamente bloccato o ignorato. In questa condizione, del tutto naturale, la persona può riuscire a focalizzare la sua attenzione con l’aiuto di uno specialista adeguatamente formato nel metodo (ipnosi eteroindotta), o eventualmente attraverso specifiche tecniche auto-gestite (autoipnosi).

 

Ma come funziona l’ipnosi?

L’ipnosi è comunemente considerata uno strumento integrativo alla psicoterapia, poiché lo stato ipnotico consente alle persone di esplorare pensieri o contenuti mentali dolorosi, o sentimenti e ricordi che possono essere stati repressi o rimossi dalla mente cosciente. In aggiunta alla valenza analitica, l’ipnosi consente alle persone di sperimentare o percepire alcune cose in modo diverso, come ad esempio bloccare o attenuare la consapevolezza del dolore, o attenuare le tensioni interne che spesso conducono a stati ansiogeni, depressivi, o a sindromi psicosomatiche. Generalmente l’ipnosi terapeutica può essere utilizzata in due modi, o come terapia suggestiva, oppure per l’analisi mentale dei pazienti.

Terapia Suggestiva. Lo stato ipnotico consente alla persona di rispondere meglio alle suggestioni: di fatto la condizione di trance ipnotica può essere considerata come uno stato psicofisiologico globale in cui, data la peculiarità del funzionamento cerebrale innescato, vi è la massima probabilità che le suggestioni terapeutiche vengano mentalmente incorporate, determinando cambiamenti positivi negli schemi mentali. Perciò l’ipnoterapia può aiutare le persone a cambiare certi comportamenti, come ad esempio smettere di fumare, di mordersi le unghie, di sovralimentarsi, di rispondere con collera alle situazioni, ecc. Può inoltre aiutare a cambiare le percezioni e le sensazioni, e può essere particolarmente utile nel trattamento del dolore.

Ipno Analisi. Questo approccio usa il profondo stato di rilassamento tipico della trance ipnotica, per esplorare una possibile radice psicologica che si ponga quale causa di un disturbo o di un sintomo, come un evento traumatico del passato che una persona può avere nascosto (represso o rimosso) nella sua mente inconscia. Una volta che il trauma viene individuato e rievocato, può essere adeguatamente rielaborato nell’ambito della psicoterapia.

 

Quali sono i benefici dell’Ipnosi?

Lo stato ipnotico consente alla persona di essere più aperta alla discussione e alla suggestione, e può incrementare il successo terapeutico di altri trattamenti per la cura di molte condizioni di malessere quali:

  • Fobie, paure, ansia
  • Disturbi del sonno
  • Depressione
  • Stress
  • Disturbi psicosomatici
  • Ansia post-traumatica
  • Dolore per la perdita e lutto

L’ipnosi può essere inoltre utilizzata come ausilio nella terapia del dolore perché può consentire un maggiore controllo e gestione del dolore, e può essere impiegata per modificare o risolvere abitudini disfunzionali quali il tabagismo, la sovralimentazione. Può essere anche utilizzata terapeuticamente con le persone i cui sintomi sono severi e che hanno bisogno di incrementare la loro capacità di gestire i momenti di crisi.

 

Quali sono gli svantaggi dell’ipnosi?

L’ipnosi potrebbe non essere appropriata a persone che presentino sintomatologie psicotiche, come deliri e allucinazioni, o stati dell’Io molto frammentati. Inoltre non può affatto sostituire l’utilizzo di un’adeguata terapia farmacologica, in tutti quei casi in cui lo stato patologico lo richieda.

In alcuni casi l’ipnosi viene utilizzata per il recupero di ricordi rimossi, che si ritenga possano essere collegati allo stato di malessere mentale soggettivo. Tuttavia, l’ipnosi implica un rischio potenziale, ovvero quello di creare falsi ricordi, nel caso in cui la tecnica non venga gestita adeguatamente, ovvero nel caso in cui lo specialista ipnoterapeuta non si attenga a una corretta procedura, e non disponga delle competenze psicodinamiche necessarie che consentano di discriminare la natura dei contenuti emersi in relazione all’organizzazione di personalità del paziente.

 

L’Ipnosi è pericolosa?

L’Ipnosi clinica non è una procedura pericolosa, bensì terapeutica. Non è e non può essere, come talvolta fantasticato nell’immaginario di alcune persone, una modalità di controllo o di lavaggio della mente. Un terapeuta non può far fare a una persona qualcosa di imbarazzante o ciò che la persona non vuole fare. Il rischio maggiore, come già accennato, è quello di creare o dare adito a falsi ricordi: ma questo rischio non esiste quando ci si rivolga a uno specialista competente, che sia in grado di utilizzare adeguatamente le tecniche e di vagliare ed analizzare opportunamente il materiale mnestico emerso.

 

Chi può eseguire l’Ipnosi?

Può essere impiegata da un professionista della salute mentale certificato ed adeguatamente formato nel metodo.

 

In questo studio specialistico si utilizza l’ipnositerapia nelle sue molteplici tecniche, previa valutazione della problematica e del quadro anamnestico del paziente. Per ricevere informazioni vai alla sezione “Contatti – dove siamo“. Altre informazioni sul metodo ipnotico e sulla tipologia degli interventi possono essere trovate nella sezione “Servizi“, sotto la voce “Ipnositerapia diversificata centrata sul cliente”.

 

Dr. Viola, psicologo-psicoterapeuta, ha conseguito una formazione aggiuntiva in ipnositerapia (360 ore): utilizza il metodo ipnotico, nelle sue molteplici tecniche, quale strumento integrativo di psicoterapia, per la cura e la riabilitazione.

E’ coautore del libro “Ipnosi e Suggestione in Psicoterapia, un’opera interamente dedicata al fenomeno ipnosi nel contesto della psicologia, della medicina e della psicoterapia. Nel volume discute dell’impiego delle tecniche ipnotiche in ambito clinico, e argomenta l’utilizzo e le applicazioni dell’ipnosi regressiva e della PLR.

 

 

Per alcuni approfondimenti sull’ipnoterapia clinica clicca anche sui seguenti link:

http://antonelloviola4.wixsite.com/psicoterapiacagliari/ipnoterapia-cagliari

http://antonelloviola4.wixsite.com/psicoterapiacagliari/ipnosi-cagliari-efficacia-vantaggi

Per sapere come si articola l’intervento ipnoterapico nel mio studio di psicoterapia:

http://antonelloviola4.wixsite.com/psicoterapiacagliari/ipnosi-terapia-consulenza-cagliari

Alcune informazioni sull’ipnosi regressiva:

http://antonelloviola4.wixsite.com/psicoterapiacagliari/ipnosi-regressiva-cagliari

 

Training Autogeno Cagliari: addestramento e psicoterapia bionomica

IL TRAINING AUTOGENO

– STUDIO SPECIALISTICO CAGLIARI –
Dott Antonello Viola – Psicologo, Psicoterapeuta
–  ADDESTRAMENTO ALLA TECNICA PER GESTIRE LO STRESS E L’ANSIA, 
PER LA RIARMONIZZAZIONE PSICO-CORPOREA E PER LA PSICOTERAPIA  –

 Il Training Autogeno è una tecnica di autodistensione psico-corporea da concentrazione passiva, elaborata e messa a punto durante il secolo scorso dallo psichiatra-psicoanalista tedesco J.H. Schultz. Lo stesso strutturò questa tecnica a partire da precedenti studi pluriennali condotti nel campo dell’ipnosi e della neurofisiologia del sonno. Schultz pertanto, prima di tutto studiò e si formò nel metodo ipnoterapico, per poi concepire una tecnica psicoterapica che consentisse al paziente, data la sua strutturazione, di autonomizzarsi dallo psicoterapeuta, poiché una volta che tale tecnica venga appresa può essere praticata individualmente e in tutta autonomia (diversamente dalle tecniche di ipnosi eteroindotta). Per certi versi la tecnica del Training Autogeno può considerarsi una tecnica d’autoipnosi: Schultz infatti ebbe l’intuizione di elaborare una tecnica in grado di produrre uno stato modificato di coscienza analogo alla trance ipnotica, attraverso un processo esattamente inverso a quello dell’ipnosi eteroindotta. Infatti, come vedremo in seguito, il Training Autogeno utilizza la ripetizione mentale di formule che evocano vissuti corporei che i soggetti in stato di trance ipnotica riferivano di percepire assiduamente (come la pesantezza e il calore), oppure fa leva sulla concentrazione focalizzata su una monoidea, cioè quella relativa a vari vissuti corporei. La tecnica del Training Autogeno, comunque, fu concepita da Schultz non esclusivamente come una tecnica di distensione e armonizzazione psico-corporea, ma fondamentalmente anche come una tecnica psicoanalitica, cioè di analisi psicologica, una tecnica esplorativa delle dinamiche inconsce e di strati profondi della personalità, una tecnica psicoterapeutica di svelamento dell’inconscio. Sostanzialmente il Training Autogeno fu concepito da Schultz come la tecnica d’elezione del suo modello di psicoterapia bionomico-autogena, intendendosi per psicoterapia bionomico-autogena una psicoterapia organismico-olistica a indirizzo psicodinamico-analitico, incentrata sul processo autogeno di cura, sviluppo e armonizzazione della psiche, attraverso un progressivo disvelamento dell’Io Immanente inteso all’individuazione del Sé.
La tecnica del Training Autogeno si compone di 2 cicli: il primo ciclo è detto “ciclo inferiore, o somatico o di base” (T.A.I.), ed è costituito da sei esercizi, che si apprendono singolarmente e che vengono progressivamente concatenati tra loro. I sei esercizi vertono tutti sulla ripetizione di formule mentali incentrate su specifici vissuti corporei: per questo motivo il ciclo di base viene chiamato anche “somatico”. Con il ciclo di base del Training Autogeno, la persona che lo pratica si riavvicina essenzialmente alla propria dimensione somatica-corporea, riarmonizzandola, e per questo motivo traendone notevoli benefici anche a livello mentale. La scienza ha infatti dimostrato quanto le nostre dimensioni psichica e corporea siano strettamente intrecciate e interconnesse tra loro, in un sistema che in realtà è unitario, e in cui tutto ciò che si verifica in una dimensione determina delle risonanze anche nell’altra. Il secondo ciclo del Training Autogeno viene denominato “ciclo superiore o psichico-immaginativo” (T.A.S.), ed è costituito da sette esercizi, non necessariamente concatenati tra loro, e a indirizzo più decisamente analitico. L’utilizzo del ciclo superiore prevede una pratica preliminare del ciclo inferiore per un tempo che sia sufficientemente lungo da consentire alla persona che lo pratica di gestire la tecnica con rapidità e disinvoltura, raggiungendo in tempi brevi lo stato di deconnessione autogena. Pertanto, si comincia sempre con la pratica del ciclo inferiore del Training Autogeno, ed eventualmente l’addestramento può essere limitato anche esclusivamente ad esso.
Il Training Autogeno di base
 
Il Training Autogeno di base o inferiore (T.A.I.) costituisce la tecnica fondamentale della psicoterapia bionomico-autogena: denominato anche “ciclo somatico”, nella sua interezza è costituito da sei esercizi concatenati tra loro, ciascuno dei quali sarà singolarmente ed esaurientemente illustrato dallo psicoterapeuta al paziente, e da questi praticato per un tempo che sia sufficientemente lungo affinché si verifichi la generalizzazione [1] somatica del relativo vissuto corporeo, o perlomeno in ogni caso un livello sufficiente di addestramento e di approfondimento della tecnica. Il Training Autogeno di base si configura essenzialmente come una tecnica psicoterapica e analitica di autodistensione psichica e somatica, avente l’obiettivo di ristabilire equilibri funzionali alterati, decondizionare situazioni patologiche, e trasferire dinamismi positivi negli strati più profondi della personalità. Il ciclo inferiore del Training Autogeno è certamente il più famoso metodo di autodistensione e di rilassamento, finalizzato al recupero energetico, ad eliminare ansia, insonnia, stress, e utilizzato per aumentare le prestazioni psicofisiche in ogni settore. Un addestramento regolare al T.A. è inoltre indicato per curare numerose patologie psicosomatiche, e può essere utilizzato per liberare le forze di autoguarigione, superare blocchi e difficoltà mentali, eliminare abitudini nocive e dipendenze (fumo, alcol, bulimia, ecc.). Il T.A.I. inoltre può anche essere uno strumento utile alle persone “sane” nella vita di tutti i giorni, per conservare, migliorare o riscoprire la propria capacità di essere individui armonici e sereni. Attraverso la pratica e l’auto-addestramento personale il paziente apprenderà gradualmente la serie dei sei esercizi, volti a modificare il tono muscolare, la funzionalità vascolare, l’attività cardiaca e polmonare, fino al raggiungimento dell’ equilibrio neurovegetativo e dello stato di deconnessione autogena . Gli esercizi del T.A. vengono svolti con l’assunzione volontaria di una condizione di cosciente passività (concentrazione passiva), realizzabile quando il soggetto si lascia andare a un atteggiamento di indifferente contemplazione di ciò che accade spontaneamente nel proprio organismo e nella propria mente . In seguito alla pratica costante di questa tecnica e all’allenamento quotidiano nell’esecuzione degli esercizi del T.A., si sviluppano naturalmente modificazioni psichiche e somatiche di senso opposto a quelle provocate nella nostra mente da uno stato di tensione e di ansia e stress, grazie all’apprendimento spontaneo del processo di “commutazione psicocorporea organismica” mediato dallo sviluppo del cosiddetto “stato autogeno” [2]. Il principio autogeno fondamentale è dato dall’“ autogenicità ” [3]: affinché questa si realizzi è importante che il paziente svolga gli esercizi in modo costante, autonomo (dunque senza la somministrazione di suggestioni eteroindotte, come accade invece nella pratica dell’ipnosi), e assumendo un atteggiamento di neutrale concentrazione passiva. Il compito del terapeuta è dunque quello di illustrare e insegnare progressivamente il metodo, supervisionare il lavoro individuale del paziente e favorire l’elaborazione analitica dei vissuti emergenti durante lo svolgimento degli esercizi. Pertanto, diversamente dall’ipnosi, il Training Autogeno cerca di ridurre gli effetti suggestivi e di fornire al paziente uno strumento che possa essere da questi successivamente utilizzato in modo del tutto autonomo, anche dopo il termine del percorso psicoterapico. I sei esercizi somatici, detti anche “di base” o “standard” consentono il raggiungimento di una condizione di distensione progressiva nei seguenti distretti e relative funzioni corporee: muscoli, vasi sanguigni, cuore, respirazione, organi addominali, capo. Gli effetti terapeutici generalmente prodotti dalla pratica del T.A. sull’individuo si possono così riassumere: un più profondo e rapido recupero di energie, l’autoinduzione alla calma tramite il rilassamento interiore, l’autoregolazione e l’armonizzazione di funzioni corporee involontarie (apparato cardiocircolatorio, apparato respiratorio e viscerale), diminuzione della percezione del dolore (attraverso la modificazione del vissuto di sofferenza), miglioramento della capacità di concentrazione e delle prestazioni mnemoniche, maggiore autodeterminazione per mezzo di proponimenti che permettono di superare specifiche difficoltà, maggiore capacità d’introspezione e autocontrollo attraverso un maggiore ascolto del proprio corpo e una maggiore consapevolezza delle proprie percezioni, e in ultima battuta, l’acquisizione della capacità di fare un “tuffo in se stessi”, che permette una più profonda coscienza di sé e della propria e più autentica natura. Il Training Autogeno si basa sulla concezione bionomica e organismica (olistica), che assume la sussistenza di una stretta interdipendenza delle componenti fisico-biologiche e psichiche nell’individuo, e considera che qualsiasi cambiamento a livello fisiologico comporti modificazioni a livello psicologico, così come, secondo il processo inverso, una condizione di tensione psichica ed emotiva può anche manifestarsi con sintomi di tipo prevalentemente fisiologico, secondo processi di conversione e somatizzazione. Gli interventi tecnici della psicoterapia bionomico-autogena intendono dunque rivolgersi all’individuo nella sua totalità e interezza, alla sua unità psiche-corpo-anima. Gli esercizi del T.A. inferiore, quando correttamente praticati, sono tali da determinare un’immersione passiva nella sfera inconscia, partendo da un processo di distensione della muscolatura volontaria e dal sistema cardiocircolatorio, per produrre una commutazione autogena mediata dall’armonizzazione dell’attività del sistema nervoso autonomo o vegetativo (simpatico-attivante e parasimpatico-deceleratore), che via via conduce a una regolarizzazione e stabilizzazione fisica e psichica alla calma e a tutti i suoi effetti positivi. Gli esercizi del T.A.I. si basano fondamentalmente sul principio di ideoplasia [4] , termine col quale si identifica il potenziale posseduto dalla mente e dalla sua capacità d’immaginazione adeguatamente orientata, di agire e produrre effetti tangibili sul corpo. Essi intendono comunque promuovere delle modificazioni di natura bionomica, dunque già inscritte nel funzionamento vitale del nostro organismo, e che pertanto si verificano autogeneticamente: di fatto possiamo osservare tali cambiamenti riequilibranti delle funzioni fisiologiche del nostro organismo in tutti gli stati di profondo rilassamento. Pertanto, la tecnica del T.A.I. promuove una riarmonizzazione di funzioni organiche fondamentali, che in molteplici condizioni potevano aver subito alterazioni abionomiche, recuperandole alla loro originaria sintonia bionomica e organismica. Il T.A.I. può produrre notevoli benefici (spesso anche risolutivi) a chi lo pratica con costanza e perseveranza, ma richiede anche motivazioni profonde e dedizione, senza le quali l’addestramento può risultare sterile o improduttivo. Le difficoltà intrinseche della tecnica sono superabili con l’allenamento appreso con l’aiuto e il supporto di un professionista qualificato (possibilmente uno psicoterapeuta bionomico), che valuti le controindicazioni e analizzi di volta in volta le difficoltà, le resistenze e le difese che emergono durante la pratica degli esercizi. La mancanza di fiducia in ciò che si sta facendo, il disimpegno personale e la pretesa di ottenere tutto e subito, sono tra i più frequenti ostacoli che si pongono all’apprendimento della tecnica, e che spesso purtroppo vanificano i risultati. Il punto focale intorno a cui ruota la pratica del T.A.I. è la condizione psicofisiologica di calma e lo sviluppo di uno stato peculiare di coscienza (stato autogeno), che si raggiunge progressivamente attraverso l’apprendimento graduale e la pratica costante di sei stadi o esercizi , i quali, attraverso il processo di commutazione organismica, agiscono sui muscoli, sui vasi sanguigni, sul cuore, sulla respirazione, sugli organi addominali e le funzioni cerebrali, producendone una riarmonizzazione. Dunque, la pratica del Training Autogeno influenza positivamente varie funzioni dipendenti dal Sistema Nervoso Autonomo o Vegetativo, quali la respirazione, la circolazione del sangue ed il metabolismo. Inoltre, la regolare pratica del T.A.I. consente di mutare il tono dell’umore e attenuare gli stati emotivi e l’ansia, portando a un grado di distensione progressivamente crescente, e a una condizione di benessere e un equilibrio psicosomatico generalizzato. Attraverso il regolare e corretto addestramento si può combattere efficacemente lo stress, le tensioni muscolari e psichiche, la mancanza di energia, l’ansia e le sue somatizzazioni organiche (tremori, insonnia, cefalee, sudorazione, tachicardia, oppressione toracica, gastrite, stipsi, asma bronchiale, rinite, tachicardie parossistiche, ipertensioni, tic, alcune manifestazioni cutanee come l’alopecia e la psoriasi, frigidità, impotenza, eiaculazione precoce, sindrome da colon irritabile ecc. ), e tendere più facilmente verso il recupero o il raggiungimento di una condizione organismica di armonia interiore e di autorealizzazione, disponendo l’intera unità psiche-soma a un maggiore adattamento e al migliore utilizzo delle circostanze della vita. In ambito sportivo la pratica del T.A.I. costituisce un ottimo ausilio per contrastare l’ansia da prestazione e la tensione pre-agonistica, soprattutto se utilizzato con l’ausilio della tecnica della “modificazione autogena”, adeguatamente focalizzata su specifiche formule intenzionali assertive che possono arricchire la personalità dell’atleta rendendolo più consapevole delle proprie potenzialità. Il T.A.I. viene ormai anche ampiamente utilizzato nella preparazione al parto: un adeguato addestramento può consentire alla donna di vivere l’esperienza della gravidanza con maggiore armonia, e la fase del parto con una notevole capacità di gestione dello stress e una notevole riduzione della tensione.

Come già detto, gli esercizi del T.A.I. sono in tutto sei: i primi due sono detti fondamentali e gli altri quattro complementari : gli esercizi fondamentali sono utili per raggiungere una condizione di profondo e diffuso rilassamento, intervenendo attivamente nei meccanismi che solitamente scattano in maniera automatica, mentre gli esercizi complementari sono invece mirati, in maniera specifica, a uno specifico organo o un distretto corporeo. In ogni caso l’obiettivo dell’addestramento autogeno non vuole essere quello di conseguire un determinato vissuto d’organo specificamente indicato dalle formule, bensì quello di elicitare o ripristinare una condizione psicosomatica in cui l’intero organismo funziona secondo i principi dell’autogenicità, senza interferenze di fattori esterni o interni. Gli specifici vissuti d’organo suggeriti dalle formule possono o no verificarsi: ciò che veramente conta è che chi pratica il T.A. accetti indiscriminatamente ogni sensazione, ogni vissuto che abbia luogo durante il suo svolgimento, a prescindere dal fatto che siano attinenti alle stesse formule o che non lo siano per niente. Ecco di seguito la sequenza degli esercizi:

– pre-esercizio della calma : dispone a una condizione di distensione e rilassamento e alla concentrazione passiva

1) esercizio della pesantezza : agisce sul rilassamento dei muscoli;

2) esercizio del calore : agisce sulla dilatazione dei vasi sanguigni periferici;

3) esercizio del cuore : agisce sulla funzionalità cardiaca;

4) esercizio del respiro : agisce sulla funzionalità dell’apparato respiratorio;

5) esercizio del plesso solare : agisce sulla funzionalità degli organi dell’addome;

6) esercizio della fronte : agisce a livello cerebrale.

I ritmi frenetici che caratterizzano l’organizzazione del tessuto socio-culturale delle società occidentali più evolute, con le loro incessanti sfide, le loro pressioni, le loro routine quotidiane, hanno tendenzialmente determinato un allontanamento progressivo dalla dimensione dell’autoriflessione, dell’introspezione, del profondo contatto e del dialogo con se stessi. L’essere umano contemporaneo si è progressivamente e inconsapevolmente allontanato da questa importante dimensione, spesso alienandosi dalla ricerca e dal contatto con il suo Sé profondo, eludendo pertanto il suo Io Immanente. La tecnica del Training Autogeno e della psicoterapia bionomico-autogena vuole fondamentalmente recuperare l’essere umano, sofferente nell’alienazione dal suo Sé autentico e nelle sue deviazioni abionomiche dal suo Io Immanente, al contatto profondo con la propria interiorità e all’espressione più autentica e autogena del suo senso esistenziale e dei suoi valori insiti nel suo Io Immanente, ovvero il suo “Sé Vero”, il suo “nucleo individuativo” vitale, il suo idioma esistenziale.
IN QUESTO STUDIO su richiesta, o anche quando si ritenga opportuno nel corso di una psicoterapia, viene svolto un addestramento all'apprendimento della tecnica del Training Autogeno, come tecnica di distensione psicocorporea e/o psicoterapia analitica. Per informazioni contattare lo studio:→  CHIAMA IL 3200757817

Note:

[1] La generalizzazione si riferisce al processo di estensione, per effetto dell’“ideoplasia” e dell’addestramento, della reazione di un ambito corporeo (in questo caso quello specifico su cui si focalizza la formula dell’esercizio del T.A.I.) all’intero organismo. In ogni caso è raccomandabile praticare ciascun esercizio del Training Autogeno Inferiore per un periodo non inferiore alle due settimane.

[2] Lo stato autogeno costituisce uno stato modificato di coscienza auto-indotto attraverso la pratica della concentrazione passiva su sensazioni propiocettive e somatosensoriali selezionate specificamente, e prodotte dalla pratica degli esercizi del Training Autogeno di base: a tale stato corrisponde una peculiare attività cerebrale (come dimostrato dalla ricerca neurofisiologica) avente un’elevata valenza terapeutica.

[3] Nello svolgimento del Training Autogeno l’atteggiamento del paziente, così come quello del terapeuta, deve essere improntato a una totale accettazione di quanto accade nell’organismo, evitando ogni interferenza, ogni forma di intenzionalità e ogni sforzo per ottenere qualche vissuto particolare: tutta la pratica, dunque, deve essere essenzialmente improntata a un atteggiamento del “lasciare accadere”.

[4] Tale termine fu proposto per la prima volta da A. Forel nel 1894, per definire il principio ideomotorio già descritto da Carpenter nel 1873, e poi ripreso da Bernheim con il termine “ ideodinamismo ” nel 1907. Sullo stesso principio di ideoplasia si basa ampiamente tutta la tecnica ipnoterapica .

Bibliografia:

“Psicoterapia Bionomico-Autogena e Io Immanente. Una via verso l’armonia e l’individuazione del Sé”. Antonello Viola, Lulu.com editore, 2012. (vai alla pagina web del libro, clicca quà!)

Nello studio specialistico del dott. Viola si effettuano percorsi di psicoterapia breve (durata 15-30 sedute) secondo il modello psicoterapeutico integrativo (l’intervento viene articolato con l’ausilio di differenti tecniche terapeutiche).

Quando richiesto uno specifico addestramento alla tecnica del Training Autogeno, l'intervento viene articolato in una serie di 12 - 13 sedute.


Anche nel corso di una psicoterapia più ampia, quando venga ritenuto utile al processo psicoterapeutico, viene effettuato un addestramento all’applicazione ed alla gestione della tecnica del Training Autogeno, quale tecnica di riarmonizzazione psico-corporea e di psicoterapia analitica.

 
Il Dott. Viola è specializzato in psicoterapia bionomico-autogena, il modello psicoterapeutico psicodinamico di cui il Training Autogeno è la tecnica elettiva.


Costo per seduta:40 € le prime 5 sedute (se tenute con cadenza settimanale), quelle successive 50 €


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Cura terapia e prevenzione depressione e disturbi dell’umore a Cagliari

Studio Specialistico di Psicoterapia e Consulenza Psicologica-Psicodiagnostica del Dott. Antonello Viola

–  sedi di Cagliari e Sinnai  –

 

LA PSICOTERAPIA DELLE SINDROMI DEPRESSIVE

Generalmente ogni persona sperimenta tristezza di tanto in tanto. Ma la depressione dura più a lungo, interferisce con la vita quotidiana e può causare un notevole livello di disagio e disadattamento psicosociale, e in certi casi, a vari livelli, persino dolore fisico, dovuto a varie forme di psicosomatizzazione. Fortunatamente la depressione è ampiamente trattabile, e intraprendere un trattamento efficace può essere addirittura cruciale.

In che cosa differisce la depressione dalla tristezza occasionale?

Mentre ciascuno occasionalmente si sente triste o abbattuto o malinconico, comunque questi sentimenti solitamente tendono a passare piuttosto velocemente, costituendo stati umorali transitori. Contrariamente, la persona sofferente depressione sperimenta una tristezza o una disperazione estreme, che durano per almeno due settimane o più. Le persone depresse tendono a sentirsi impotenti e senza speranza, e oltremodo si biasimano per provare questi sentimenti. La depressione interferisce con le attività della vita quotidiana, come lavorare o concentrarsi su compiti di varia natura, o addirittura mangiare e dormire. Altri possibili sintomi della depressione includono dolore cronico, mal di stomaco e mal di testa. Alcune persone invece si sentono affamate, altre inappetenti e asteniche, oppure fortemente irrequiete per lunghi periodi. Le persone che soffrono di depressione possono arrivare a sentirsi sopraffatte ed esaurite, smettere di partecipare del tutto a certe attività quotidiane, ritirarsi dalle relazioni interpersonali familiari e amicali, e in certi casi nutrire pensieri di morte o suicidari (spesso agiti, soprattutto in assenza di interventi curativi efficaci).

Quali le cause della depressione?

La ricerca più recente suggerisce la concorrenza di una serie di fattori genetici, chimici, biologici, psicologici, sociali e ambientali, nell’eziologia delle sindromi depressive. Spesso la depressione costituisce un segnale che certi aspetti mentali, emozionali e fisici di una persona sono squilibrati. Anche alcune malattie gravi e croniche altamente invalidanti potrebbero essere accompagnate dalla depressione. Altresì particolari fasi di transizione del ciclo vitale (scuola, università, matrimonio, nascita di un figlio, pensionamento, ecc.) e gravi eventi che si pongono come fattori altamente stressanti, come la morte di una persona cara, la perdita del lavoro, la fine di una relazione (rottura di un rapporto, separazione, divorzio) ecc., possono determinare lo sviluppo di una sindrome depressiva. Alla depressione possono pure contribuire altri fattori più sottili, come la perdita del senso di identità o dell’autostima, a causa di svariati eventi e soprattutto delle dinamiche delle relazioni interpersonali. Le cause della depressione non sono sempre immediatamente evidenti, pertanto questo tipo di disturbo richiede un’attenta ed accurata valutazione diagnostica da parte di uno specialista della saluta mentale (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta). Talvolta le componenti e le circostanze causali della depressione sono costituite da fattori sui quali la persona può avere poco o nessun controllo. Altre volte invece la depressione si sviluppa quando le persone sono incapaci di rendersi conto che effettivamente nel loro piano esistenziale sono disponibili delle scelte, e che quindi esiste la possibilità di apportare cambiamenti costruttivi nelle proprie vite.

 La depressione può essere trattata efficacemente? 

Certamente sì. La depressione è ampiamente trattabile e risolvibile, quando la persona riceve un trattamento competente e sufficientemente incisivo. Lo psicoterapeuta riceve un addestramento pluriennale per fornire aiuto e supporto ai pazienti affetti da sindromi depressive, così da determinarne una risoluzione o un recupero sufficiente del funzionamento psicosociale. Attualmente esiste ancora un certo stigma e una certa riluttanza nel cercare aiuto psicologico per i problemi mentali e per le difficoltà emozionali e affettive, senza escludere ovviamente anche le sindromi depressive di varia gravità. Sfortunatamente, spesso i sentimenti depressivi sono visti come un segno di debolezza piuttosto che come un segnale di qualcosa che ha perso il suo naturale equilibrio e armonia. Difficilmente una persona con una depressione di una certa gravità può riuscire a “venirne fuori” e sentirsi meglio spontaneamente. Le persone che soffrono di depressione e non cercano aiuto possono arrivare a patire un livello di sofferenza viscerale e distruttivo. Oltremodo i sentimenti e le preoccupazioni che caratterizzano la depressione, accompagnate da un senso di isolamento, possono peggiorare lo stato depressivo: ricevere un trattamento adeguato pertanto si pone come una condizione cruciale per la cura della depressione. Inoltre, se la depressione non viene curata può durare per un tempo molto più lungo, e potrebbe peggiorare o innescare altre patologie. Anche le persone con sindromi depressive severe beneficiano da un adeguato trattamento.

Quali evidenze supportano l’utilizzo della psicoterapia per un trattamento?

Molte ricerche disponibili nella letteratura scientifica dimostrano che la psicoterapia, nei vari modelli, è efficace nel trattamento della depressione e nella risoluzione dei sintomi sperimentati da coloro che ne soffrono. Un trattamento psicologico condotto su una sindrome depressiva lieve, potrebbe prevenire l’acutizzazione della stessa a una forma depressiva severa. Inoltre, sebbene una storia pregressa di depressione aumenta il rischio di futuri episodi depressivi, si sono raccolte evidenze che lo svolgimento di una psicoterapia riduce il rischio di recidive.

In che modo la psicoterapia agisce nella cura della depressione?

Svariati approcci psicoterapeutici (per esempio il modello psicodinamico, cognitivo-comportamentale, olistico-psicosomatico-autogeno, gestaltico, umanistico, ecc.) possono aiutare la persona con depressione a recuperare un adeguato livello di funzionamento psicosociale. La psicoterapia, in generale, aiuta a identificare i fattori che contribuiscono a sostenere la depressione, e a gestirli più efficacemente e adattivamente, da un punto di vista psicologico, comportamentale, interpersonale e situazionale.

Lo psicoterapeuta qualificato può lavorare con la persona depressa per: individuare i fattori e i problemi vitali ed esistenziali che contribuiscono alla sua depressione, e aiutarla a capire quali aspetti di tali problemi può essere in grado di risolvere o migliorare.

  • individuare le opzioni per il futuro e fissare obiettivi realistici che le consentano di migliorare il suo benessere mentale e il suo equilibrio emotivo. La psicoterapia può anche aiutare le persone che in passato hanno sofferto di stati depressivi, a individuare i modi in cui hanno affrontato un’analoga condizione, e a sviluppare nuove competenze e più efficaci strategie di coping.
  • identificare i modelli di pensiero negativi, le distorsioni cognitive, gli atteggiamenti erronei e le convinzioni irrazionali che contribuiscono a determinare e a sostenere i sentimenti di disperazione e impotenza che accompagnano la depressione.
  • sviluppare le competenze per alleviare le sofferenze e prevenire le ricadute depressive: tali abilità possono includere lo sviluppo o il rafforzamento delle reti sociali, la creazione e lo sviluppo di nuove modalità per affrontare le sfide, e la strutturazione di un piano progressivo di crescita personale che includa graduali cambiamenti positivi negli stili di vita.

In quali altri modi uno psicoterapeuta può aiutare le persone che soffrono di depressione, e anche le loro persone care? 

Vivere con una persona sofferente di depressione può essere molto difficile e stressante per gli altri membri di una famiglia o per gli amici. Il dolore connesso alla consapevolezza del disagio e dell’angoscia che prova una persona amata sofferente di depressione, può generare sentimenti di impotenza e di perdita. La psicoterapia familiare e di coppia può essere molto utile ed efficace nel sostegno delle persone con depressione e dei loro familiari, fornendo loro un aiuto fondamentale nell’apprendimento di modalità più efficaci ed adattive di interazione, di comunicazione e di coping nelle relazioni interpersonali. A coloro che non hanno mai sofferto di depressione può inoltre fornire un’ottima opportunità di apprendimento conoscitivo della sua natura e delle sue implicazioni, consentendo di individuare modalità più costruttive per supportare le loro persone amate sofferenti di depressione. Il sostegno e il coinvolgimento della famiglia e degli amici può giocare un ruolo cruciale nel trattamento di una persona con depressione. Infatti, coloro che costituiscono il potenziale sistema di supporto, possono incoraggiare la loro persona amata sofferente di depressione a persistere e ad impegnarsi nel trattamento psicoterapico, e nell’addestramento delle tecniche di coping e di risoluzione dei problemi che sta apprendendo nella psicoterapia.

I farmaci sono utili nel trattamento della depressione? 

In alcune persone i farmaci sono utili per ridurre i sintomi della depressione, particolarmente quando la loro depressione è di grado severo. Alcuni specialisti preferiscono trattare la depressione con un utilizzo combinato della psicoterapia e dei farmaci. Dati gli effetti collaterali, l’utilizzo di un farmaco antidepressivo richiede un accurato monitoraggio. La psicoterapia è spesso raccomandata come prima linea di trattamento, soprattutto per i bambini e gli adolescenti, in particolare quelli con sindromi depressive di lieve o moderata entità. Alcuni adulti spesso preferiscono il trattamento psicoterapico a quello psicofarmacologico, se la loro depressione non è severa. Attraverso la conduzione di un’accurata valutazione psicodiagnostica, lo specialista può fornire al paziente depresso le indicazioni più opportune al riguardo della tipologia di trattamento più indicato, e del suo orientamento.

 La depressione può compromettere seriamente la capacità di una persona di funzionare adeguatamente nelle situazioni della vita quotidiana. Tuttavia per coloro che ricevono un adeguato trattamento specialistico le prospettive di recupero e di guarigione sono buone.

 

Come articolo il trattamento psicoterapeutico del disturbo depressivo? 

Prima di tutto si traccia una quadro anamnestico e psicodiagnostico per la raccolta di tutti quegli elementi utili alla connotazione del disturbo di cui soffre il paziente.

Successivamente articolo l’intervento adottando un approccio terapeutico di psicoterapia integrativa che tiene conto della dimensione olistica dell’individuo, utilizzando quell’insieme di tecniche che si configurino come le più opportune ed efficaci a ridurre, e via via ad eliminare nel più breve tempo possibile, gli atteggiamenti erronei, gli schemi mentali e quindi i sintomi disadattivi della sindrome depressiva. Vengono utilizzate tecniche di psicoterapia analitico-psicodinamica, tecniche cognitivo-comportamentali, tecniche di rilassamento psico-corporeo, il Training Autogeno, e all’occorrenza tecniche di ipnositerapia.

I pazienti sofferenti di un disturbo depressivo che si sono rivolti alla mia pratica professionale, generalmente hanno riportato una considerevole riduzione dei sintomi dopo un breve periodo di psicoterapia. Naturalmente la stabilizzazione dei risultati e dei miglioramenti conseguiti, è in stretta relazione con la struttura di personalità (e dunque con la gravità dei suoi deficit) del paziente. E’ proprio questo fattore fondamentale a determinare la variabilità della durata del trattamento.

Nello studio specialistico del dott. Viola si effettuano percorsi di psicoterapia breve secondo il modello psicoterapeutico integrativo (l’intervento viene articolato con l’ausilio di differenti tecniche terapeutiche) per il trattamento delle sindromi ansioso-depressive.

Costo per seduta: 40 € le prime 5 sedute (se tenute con cadenza settimanale), quelle successive 50 €     

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Cura-Psicoterapia-Prevenzione Ansia e Attacchi di Panico – Cagliari

Studio Specialistico di Psicoterapia e Consulenza Psicologica-Psicodiagnostica del Dott. Antonello Viola

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PSICOTERAPIA DEI DISTURBI D’ANSIA
(ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie specifiche, fobie sociali, ansia ossessiva, disturbo post-traumatico da stress)

CURA E TERAPIA DELL’ANSIA NELLE SUE VARIE SINDROMI

I disturbi d’ansia, tra i quali rientrano il disturbo d’ansia con attacchi di panico con o senza agorafobia, il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo d’ansia sociale, le fobie specifiche, e il disturbo d’ansia da separazione, costituiscono i disturbi mentali con maggiore prevalenza, e già da decenni si associano a costi molto elevati per la sanità, oltre che causare nelle persone che ne soffrono una condizione di notevole malessere, talvolta con considerevoli limitazioni nel funzionamento psicosociale. Indagini condotte su ampi strati di popolazione indicano che tra tutti i disturbi mentali i disturbi d’ansia sono quelli più frequenti, e che fino a un 33,7% degli individui viene colpito da un disturbo d’ansia per almeno una volta nel corso della propria vita.

Tutti sentiamo ansia e stress di quando in quando. Esistono svariate situazioni che potenzialmente possono innescare sensazioni d’ansia, come ad esempio le richieste di completamento di compiti o lavori e consegna di opere di svariata natura, impegni sociali molto importanti, guida in condizioni di traffico particolarmente intenso, ecc.

Mentre le condizioni d’ansia lieve possono aiutare a mantenere un buon livello di allerta e concentrazione che aiutano ad affrontare costruttivamente situazioni minacciose o difficili, il timore estremo e le preoccupazioni pervasive che perdurano, generalmente caratterizzano invece le persone che soffrono una sindrome dello spettro dei disturbi d’ansia. Spesso la frequenza e l’intensità di questo tipo d’ansia possono essere tali da interferire con le attività quotidiane e divenire persino debilitanti. Tuttavia, con un trattamento adeguato ed efficace le persone che soffrono di un disturbo d’ansia possono sviluppare delle strategie adeguate, che consentano loro di risolvere il problema o quanto meno di condurre una vita normale.

Quali sono le classi principali dei disturbi d’ansia?

Le persone che soffrono di un disturbo d’ansia generalizzato sperimentano, anche in assenza di cause oggettive, paure e preoccupazioni ricorrenti, come ad esempio per la salute e per l’incolumità (propria e/o dei propri cari), per la situazione economica, per le relazioni, ecc., e frequentemente provano la sensazione pervasiva che qualcosa di brutto stia per accadere. Le cause di queste intense sensazioni d’ansia possono essere difficili da indentificare; tuttavia le paure e le preoccupazioni sono del tutto reali, e molte volte impediscono, alle persone che ne soffrono, di concentrarsi nei loro compiti quotidiani.

Il disturbo di panico implica sensazioni repentine e molto intense (generalmente non provocate) di timore e terrore, accompagnate da un corteo di sintomi che creano un forte disagio. Generalmente le persone che soffrono di un disturbo d’ansia con attacchi di panico sviluppano una profondo paura per l’incombenza di un ulteriore attacco di panico, e il terrore per il quando e per il come avverrà: conseguentemente, come risultato spesso limitano a vari livelli le loro attività, a seconda della gravità del disturbo.

Un disturbo d’ansia “relazionato” comporta fobie o timori intensi, sproporzionati o irragionevoli, nei confronti di determinati oggetti o situazioni. Le fobie specifiche possono includere situazioni come l’eventuale incontro con determinati animali, oppure il volo aereo o luoghi elevati, luoghi chiusi, sangue, pratiche mediche, ecc., mentre le fobie sociali riguardano la paura intensa per contesti sociali o posti pubblici.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato da sensazioni o pensieri persistenti e irragionevoli, incontrollabili e non desiderati (ossessioni), e schemi comportamentali o rituali che vengono agiti dalle persone che soffrono di questo disturbo nel tentativo di evitare o liberarsi di questi pensieri (compulsioni). Esempi di compulsioni molto comuni includono il lavarsi le mani ripetutamente, oppure pulire la casa eccessivamente, per paura dei germi o delle malattie, oppure verificare ripetutamente qualcosa per evitare errori, ecc.

Alcune persone che abbiano vissuto o riportato gravi traumi fisici o emotivi (come ad esempio i sopravvissuti di una grave calamità naturale o una guerra, un delitto grave, un grave incidente, stupri, aggressioni, ecc.), possono sperimentare un disturbo da stress post-traumatico o un disturbo acuto da stress. In questo caso i pensieri, le sensazioni e i modelli comportamentali vengono disfunzionalmente condizionati dai ricordi di questi eventi, talvolta per mesi oppure addirittura per anni successivamente all’esperienza traumatica.

I sintomi come il timore estremo, la mancanza d’aria, la tachicardia, l’insonnia, le nausee, i tremori e i capogiri sono tutti sintomi comuni alle varie categorie di disturbi d’ansia. Sebbene questi disturbi possano prodursi in qualsiasi momento, più frequentemente essi insorgono durante l’adolescenza o all’inizio dell’età adulta. Sono state rilevate evidenze che dimostrerebbero che i disturbi d’ansia abbiano una componente ereditaria. Sembrerebbe infatti che tanto i fattori genetici, quanto le prime esperienze di apprendimento nel contesto familiare, farebbero sì che alcune persone siano più inclini di altre a sviluppare questo tipo di disturbi.

 Perché è importante cercare un trattamento per questo tipo di disturbi? 

Se non trattati i disturbi d’ansia potrebbero condurre a conseguenze gravi. Per esempio, alcune persone che soffrono di attacchi di panico ricorrenti fanno di tutto per evitare le situazioni che temono possano innescare un attacco. Questo comportamento evitante può creare problemi soprattutto se confligge con richieste lavorative, doveri familiari e altre attività fondamentali della vita quotidiana. Molte persone che soffrono di disturbi d’ansia non trattati vanno soggette allo sviluppo di altri tipi di disturbi psicologici, come la depressione ad esempio, e inoltre hanno una maggiore tendenza all’abuso di alcool e altre sostanze stupefacenti. Le loro relazioni interpersonali, con familiari, amici e colleghi, possono diventare molto tese, e la loro produttività lavorativa può andare incontro a un notevole declino.

 Ci sono trattamenti efficaci per i disturbi d’ansia? 

Certamente esistono. La maggior parte dei casi di disturbi d’ansia può essere trattata soddisfacentemente da professionisti della salute mentale, come psicologi e psichiatri con un’adeguata preparazione specialistica in psicoterapia. Le psicoterapie che si sono dimostrate efficaci nel trattamento di questo tipo di disturbi sono varie, per esempio il modello cognitivo-comportamentale, quello psicodinamico, oppure quello olistico-psicosomatico-autogeno. La psicoterapia si dimostra efficace nell’aiutare le persone ad identificare e apprendere a gestire i fattori che contribuiscono alla loro ansia. La psicoterapia comporta l’utilizzo di tecniche volte a ridurre o arrestare i comportamenti indesiderati che si associano a questi disturbi. Per esempio, il modello olistico-psicosomatico-autogeno fornisce al paziente un adeguato addestramento nell’apprendimento di una serie di tecniche di rilassamento e distensione psico-corperea che contrastano, riducendoli progressivamente, i sintomi di forte agitazione e dispnea che accompagnano alcuni disturbi d’ansia. Inoltre la psicoterapia consente ai pazienti di imparare a capire come i loro pensieri contribuiscano all’insorgenza dei sintomi dei disturbi d’ansia, e come cambiare gli atteggiamenti e gli schemi di pensiero che li sostengono, così da ridurre la probabilità che questi sintomi vengano innescati e decrementare progressivamente l’intensità delle reazioni disfunzionali. La psicoterapia generalmente produce l’acquisizione di un maggior grado di consapevolezza degli atteggiamenti erronei e degli schemi mentali e di pensiero disfunzionali, che congiuntamente all’apprendimento di tecniche di rilassamento e comportamentali, aiutano il paziente a confrontarsi e tollerare le situazioni potenzialmente ansiogene.

 In che modo uno psicoterapeuta può aiutare una persona sofferente di disturbi d’ansia? 

Uno psicoterapeuta possiede un elevato grado di specializzazione sia nel processo diagnostico che nel trattamento dei disturbi d’ansia, grazie all’utilizzo di tecniche basate sui più recenti sviluppi della ricerca. L’addestramento estensivo di uno psicoterapeuta comporta la conoscenza e la capacità di impiego di una varietà di tecniche adeguate. Talvolta lo psicoterapeuta potrebbe utilizzare metodi alternativi alla psicoterapia individuale: ad esempio la psicoterapia di gruppo, tipicamente condotta su piccoli gruppi di pazienti tutti sofferenti, in questo caso, di un medesimo disturbo d’ansia; oppure la psicoterapia familiare, allo scopo di aiutare i membri della famiglia a comprendere meglio le problematiche di colui che soffre il disturbo, ma anche di apprendere nuovi modi di interagire più efficaci ed adattivi, che non rinforzino l’ansia e i comportamenti disfunzionali associati.

 

Quanto dura il trattamento psicologico? 

La maggior parte delle persone che soffre di un disturbo d’ansia può ridurre o eliminare i sintomi dell’ansia e recuperare un normale livello di funzionamento, dopo parecchi mesi di un adeguato trattamento psicoterapico condotto con un’adeguata frequenza (i trattamenti discontinui o scarsamente intensivi possono produrre risultati insoddisfacenti). Tuttavia molte persone notano sensibili miglioramenti nei sintomi e nella qualità del loro funzionamento anche dopo un numero limitato di sedute.  E’ molto importante che il paziente si senta a proprio agio nel setting psicoterapico. Lo psicoterapeuta, insieme al paziente, generalmente pianifica un appropriato piano di trattamento, nell’ambito del quale la collaborazione del paziente è cruciale: durante il processo terapeutico dovrebbe esistere una forte alleanza terapeutica, cioè un forte senso di cooperazione tra paziente e psicoterapeuta, che insieme lavorano come una squadra per trattare il disturbo d’ansia.   Non esiste uno specifico piano e modello psicoterapeutico che funzioni meglio degli altri per tutti i pazienti. Il trattamento esige sempre un adattamento alle specifiche esigenze ed ai problemi specifici del paziente, tenendo conto che un disturbo spesso si associa ad altri disturbi o a idiosincratici stili disfunzionali di personalità. Lo psicoterapeuta e il paziente dovrebbero lavorare insieme per valutare se il piano del trattamento stia producendo risultati positivi. Talvolta potrebbe essere necessario apportare in itinere a tale piano modifiche e aggiustamenti, poiché i pazienti rispondono in modi diversi al trattamento. Senza dubbio vari tipi di disturbi d’ansia possono colpire la funzionalità di una persona, sia nel contesto lavorativo, che in quello familiare e sociale. Tuttavia, per la maggioranza delle persone che chiedono un adeguato supporto psicoterapico, le possibilità di recupero a largo termine sono molto buone. Il lavoro psicoterapico con uno specialista qualificato può aiutare le persone sofferenti di un disturbo d’ansia a recuperare il controllo delle loro emozioni, sensazioni, sentimenti e pensieri, e nel termine ultimo il controllo delle loro vite.

 

Come articolo il trattamento psicoterapeutico del disturbo d’ansia? 

Prima di tutto si traccia una quadro anamnestico e psicodiagnostico per la raccolta di tutti quegli elementi utili alla connotazione del disturbo di cui soffre il paziente.  Successivamente articolo l’intervento adottando un approccio terapeutico di psicoterapia integrativa, utilizzando quell’insieme di tecniche che si configurino come le più opportune ed efficaci a ridurre, e via via ad eliminare i sintomi disadattivi della sindrome ansiosa nel più breve tempo possibile. Vengono utilizzate tecniche di psicoterapia psicodinamica, tecniche cognitivo-comportamentali, tecniche di rilassamento psico-corporeo, il Training Autogeno, tecniche di ipnositerapia, o all’occorrenza EMDR.

I pazienti sofferenti di un disturbo d’ansia (generalizzata, o con attacchi di panico) che si sono rivolti alla mia pratica professionale, generalmente hanno riportato una drastica riduzione dei sintomi dopo poche sedute di psicoterapia. Naturalmente la stabilizzazione dei risultati e dei miglioramenti conseguiti, è in stretta relazione con la struttura di personalità (e dunque con la gravità dei suoi deficit) del paziente. E’ proprio questo fattore fondamentale a determinare la variabilità della durata del trattamento.

Nello studio specialistico del dott. Viola si effettuano percorsi di psicoterapia breve secondo il modello psicoterapeutico integrativo (l’intervento viene articolato con l’ausilio di differenti tecniche terapeutiche) per il trattamento delle sindromi ansioso-depressive.

Costo per seduta: 40 € le prime 5 sedute (se tenute con cadenza settimanale), quelle successive 50 €

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Bravo psicologo a Cagliari

PROMOZIONE PRIME CINQUE SEDUTE CONSULENZA PSICOLOGICA O PSICOTERAPIA (promozione riservata ai nuovi pazienti)

 

Allo scopo di promuovere il benessere psicologico, rendendo accessibile a costi contenuti il servizio di consulenza e psicoterapia, lo studio sta conducendo una promozione riservata ai nuovi pazienti:   

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  • Prezzo scontato prime 5 sedute consulenza psicologica o psicoterapia

 

SEDE DI SINNAI

  • In promozione per i nuovi pazienti il costo di ciascuna seduta di psicoterapia individuale è di 40 € per le prime 5 sedute (se le sedute sono tenute con frequenza di almeno 1 seduta alla settimana). Per le sedute successive alle prime 5, e per quelle che si tengano a distanza di due settimane o più l’onorario è di 50 €.
  • In promozione il costo delle prime 5 sedute di psicoterapia di coppia in seduta congiunta (entrambi presenti) è di 50 € (se le sedute sono tenute con frequenza di almeno 1 seduta alla settimana). Per le sedute successive alle prime 5 il costo sarà di 60 €, sempre se le sedute avranno una frequenza settimanale, mentre per le sedute che si tengano a distanza di due settimane o più il costo sarà di 70 €.
  • Il costo delle sedute di ipnositerapia e di check-up psicologico è sempre di 50 €
  • L’onorario per le sedute di consulenza psicologica o psicoterapia individuale nella modalità a distanza in videoconferenza (skype) è di 50 € per seduta individuale, e di 60 € per le sedute di psicoterapia di coppia.
  • Il pagamento si effettua per singola seduta e al termine di essa, in contante, carta di credito o bancomat (il pagamento con bancomat o carta di credito comporta un sovraprezzo di 1 €).
  • dopo ciascuna seduta verrà rilasciata regolare fattura sanitaria.
  • Per le sedute fissate in agenda presso la sede di Sinnai, le stesse dovranno essere disdette almeno 24 ore prima rispetto alla data e all’ora concordata:  il paziente sarà tenuto al pagamento della seduta disdetta oltre tale limite di tempo, a prescindere dalla natura delle motivazioni personali. Lo studio si riserva la possibilità di proporre un eventuale recupero della seduta cancellata oltre i limiti di tempo, esclusivamente nell’arco della stessa settimana, e solo qualora vi sia la disponibilità in relazione agli impegni già assunti.

SEDE DI CAGLIARI

  • non ci sono attualmente promozioni in corso.
  • nello studio di Cagliari non si tengono sedute informative gratuite (le informazioni vengono fornite eventualmente per telefono o via e-mail).
  • le sedute costano 70 euro ciascuna (psicoterapia individuale), 80 euro quelle di psicoterapia di coppia, 80 € quelle di ipnositerapia.
  • le sedute si pagano in anticipo, mediante bonifico bancario o con carta di credito o contante (il pagamento con carta di credito prevede 1 euro di maggiorazione sull’onorario): in ogni caso é previsto il pagamento di almeno 4 sedute in anticipo.
  • dopo ciascuna seduta verrà rilasciata regolare fattura sanitaria.
  • dopo il pagamento vengono stabilite, di mutuo accordo, date e orari delle sedute, che non potranno più essere modificati o cancellati.
  • nella sede di Cagliari la cancellazione di una seduta prevede la perdita totale dell’importo già corrispostoper la stessa, a prescindere dalla natura delle motivazioni personali; pertanto si raccomanda di non prenotare le sedute qualora non si sia sufficientemente certi delle date ed orari.  Nel caso la seduta venga cancellata dallo psicoterapeuta, per sue motivazioni personali, al paziente sarà rimborsato l’importo totale della seduta cancellata.

Ulteriori informazioni sui servizi offerti dallo studio specialistico sono reperibili nei seguenti siti web:

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