Punti D’interesse

Mar Ionio

Il Mar Ionio o Mar Jonio è un bacino del Mar Mediterraneo, situato tra l’Italia meridionale, l’Albania (Canale d’Otranto) e la Grecia (Isole Ionie).

Vi si affacciano le regioni italiane:
– Sicilia , con il Golfo di Catania
– Calabria , con il Golfo di Squillace
– Basilicata e Puglia , con il Golfo di Taranto

È collegato al Mar Tirreno tramite lo Stretto di Messina , e al Mar Adriatico tramite il Canale d’ Otranto . Il punto esatto di separazione tra il Mar Ionio ed il Mar Adriatico è, lungo la costa albanese, Capo Linguetta, mentre – lungo la costa italiana – si trova a Punta Palascia o Capo d’Otranto (e non a Santa Maria di Leuca , come ritenuto da alcuni).

Fondale San Pietro Fondale Torre Burraco Santa Maria di Leuca

Fiume Borraco

Il fiume Borraco nasce da alcune sorgenti poste sul fondo di 2 vasche denominate “Quatisciatoio” e “Tamburo”. Anticamente erano usate per lavorare i rotoli di cotone, lino, e altre fibre tessili e pre macerare i cenci per la fabbricazione della carta.

Il fiume si trova proprio sotto una torre costiera omonima, è circondato da un fitto canneto che ospita una ricca avifauna. Prima di gettarsi a mare attraversa per un breve tratto la bassa duna sabbiosa.

I Trulli

In generale.

Uno dei maggiori insediamenti trullani in campo nazionale dopo quello della Val d’Itria, in rapporto spazio-densità, si trova nella zona sud dei territori ricadenti nell’agro di Maruggio, Manduria e torricella.
La fascia che detiene questo primato, larga circa due chilometri e lunga quindici, inizia appunto dalla cinquecentesca Torre Borraco e si spinge, in direzione ovest, sino alla coeva Torre Ovo.
Pochissimi conoscono questo tratto di costa interna, forse a causa dell’attenzione che in modo prioritario si riversa alle meravigliose dune e al turchese trasparente di quel limpido mare. ancora meno sono quelli che hanno avuto il privilegio di essere colpiti dall’affascinante paesaggio di capanne in pietra sparse su quei campi e sopravvissute, non tutte, all’abbandono ed al generale disinteresse.

Origini dei Trulli

non sono lontanissime le origini di quei trulli e si possono collocare entro un arco di tempo compreso tra la prima metà dell’800 e quella del ‘900. L’opinione ricorrente, secondo cui le costruzioni in pietra a secco oggi visibili non siano altro che rifacimenti in sito di altri precedenti e di altri ancora adoperando sempre il medesimo materiale, non si attaglia assolutamente con l’origine e la storia dei nostri che, per una serie di considerazioni, ne escludono la possiblità.
Innanzi tutto è bene porre in rilievo l’improbabile tendenza della gente ad insediarsi su quella fascia costiera a causa delle frequenti e devastanti incursioni piratesche, da parte di turchi e saraceni, facilitate da un comodo e quasi indifeso approdo.

 

Ulivi secolari

La Puglia è per eccellenza la terra degli ulivi. Dal Gargano all’estrema punta del Salento, si possono ammirare queste splendide creature della natura, modellate da secoli di storia. Nella nostra regione , se ne contano 40 milioni di cui 15 milioni sono ultracentenari.

Anche le rosse terre dell’agro di Maruggio sono disseminate di distese di uliveti che inevitabilmente ne contraddistinguono l’aspetto. In un contesto surreale, le argentee foglie dell’ulivo secolare contrastano con il giallo della vegetazione, arsa dal caldo sole mediterraneo, tra i trulli e i muri a secco, fedeli custodi di consuetudini millenarie. Considerate vere e proprie sculture naturali, colpiscono il viaggiatore per la loro maestosità e la loro imponenza. Tuttavia, ad un a lettura più attenta, il loro messaggio và oltre. La loro immagine dispensa saggezza e rettitudine. Metafore di vita, gli ulivi secolari, con le loro radici, aggrappate tenacemente alla madre terra, con i loro nodi, incisi sul tronco, e i rami contorti, testimoniano le difficoltà del vissuto quotidiano, ma, soprattutto, rappresentano la forza della vita, vittoriosa su ogni avversità. Gli ulivi secolari emozionano e meravigliano l’osservatore, affascinato dalla sinuosità e dall’armonia della loro immagine. La nostra generazione ha l’obbligo di curare e salvaguardare, in tutti modi, questi monumenti naturali che oggi sono esposti ad un pericolo imminente: l’espianto e la vendita degli ulivi secolari. E’ un business in continua crescita che trova terreno fertile in proprietari di uliveti che, con pochi scrupoli, pure di intascare una irrilevante somma di denaro, sono disponibili a sradicarli e a venderli a ricchi proprietari di ville del Nord. Da più parti, oggi si chiede alle istituzioni (in primis regione Puglia e province pugliesi ) di adottare al più presto provvedimenti seri per mettere fine a questa crudele pratica e salvaguardare questo prezioso patrimonio. Questa Associazione, nel suo piccolo, da due anni a questa parte, cerca di sensibilizzare il turista, e non, alla conoscenza e alla scoperta degli ulivi secolari, organizzando, con sorprendenti risultati, passeggiate ed escursioni, a piedi e in bici, tra le distese degli alberi di ulivo. Quest’anno, poi, l’Associazione ha voluto poi impegnarsi ulteriormente in questa sua azione, bandendo un concorso fotografico che raccontasse l’albero di “ULIVO SECOLARE”, in ogni suo aspetto ed in ogni suo momento. Consci del difficile compito che ci aspetta, invitiamo tutti alla difesa dei nostri valori e alla tutela delle nostre ricchezze.

Masserie

Elemento caratteristico e fondamentale della campagna maruggese è la masseria. Insieme al trullo, oggi, la masseria sta vivendo una fase di riconsiderazione e di interesse crescente.

Sono, infatti, numerose le masserie che, negli ultimi tempi, sono oggetto di importanti lavori di ristrutturazione per essere utilizzate soprattutto come strutture ricettive.
Il territorio maruggese è particolarmente ricco di esempi di masserie. Costruite tra il XVIII e il XIX sec.

 

 

 

Punti D’interesseultima modifica: 2018-06-09T12:50:30+02:00da daniele.prontera