Analizzare, riflettere, discutere, agire per cambiare il mondo

Sito attivato nell’agosto 2018

Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2020

E’ in preparazione il n. 2 dei Quaderni della «Bussola»

Il secondo dei Quaderni della «Bussola» uscirà – come il primo – in forma di supplemento gratuito alla rivista «Cenerentola».  Salvo imprevisti, sarà allegato al n. 238 del dicembre 2020. Avrà un carattere monografico e conterrà una raccolta di testi di Luce Fabbri sul rapporto tra anarchismo e democrazia.

Luce Fabbri (Roma, 1908 – Montevideo, 2000)

I Quaderni della «Bussola», n. 1

Democrazia, Fascismo, Populismo, a cura di Gianpiero Landi, I Quaderni della «Bussola», 1, Castel Bolognese, Centro Studi Francesco Saverio Merlino, marzo 2020 (suppl. a «Cenerentola»,  n. 233, maggio 2020), pp. 36.

► Gianpiero Landi, Il coronavirus rafforza i regimi autoritari, «A», n. 444, giugno 2020.

Primi aggiornamenti all’opuscolo: Massimo Congiu, Ungheria, così si silenzia un giornale libero, «MicroMega_online», 29/07/2020; Andrea Tarquini, La scure di Orbán: licenziato direttore di un sito indipendente, e la redazione si dimette, «Rep», 25/07/2020; La Polonia esce dalla Convenzione contro la violenza sulle donne, «Rep», 25/07/2020; Yascha Mounk, La fine della democrazia in Polonia, «Rep», 18/07/2020; Ezio Mauro, La pandemia aiuta gli autocrati, «Rep», 26/04/2020; Lorenzo Guadagnucci, Orbán, l’anticipatore, «Comune-info», 02/04/2020; Andrea Bonanni, Lo strappo di Orbán e la “cura” dei pieni poteri, «Rep», 30/03/2020 / Vincenzo Nigro, Xi, Orbán e Duterte, Sisi e Erdogan: così il mondo degli autocrati si rafforza con la emergenza, «Rep», 30/03/2020.

Yascha Mounk (School of Advanced International Studies, Johns Hopkins University di Washington DC)

Documenti collegati: Guido Caldiron, Cas Mudde e la resistibile ascesa dell’ultradestra, «Il Manifesto», 18 ottobre 2020 (novità); Marco Revelli, La flânerie sociale del risentimento, «Il Manifesto», 4 luglio 2020 [rec. a P.G. Ardeni, Le radici del populismo, Laterza, 2020]; Andrew Arato, La metà che manca, intervista su sinistra e populismo a cura di Barbara Bertoncin, «Una Città», n. 264, marzo 2020.

► Da «MicroMega/Il Rasoio di Occam» : Matteo Mameli e Lorenzo Del Savio, Nadia Urbinati e il populismo, 08/05/2020; Nadia Urbinati, Le ragioni populiste e quelle di un realismo politico critico, 14/05/2020; Leonardo Marchettoni, Fine della democrazia liberale?, 15/04/2020.

Nadia Urbinati (Professor of Political Theory, Department of Political Science, Columbia University di New York NY)
Il dibattito sull’opuscolo:

Da «Cenerentola» : Luciano Nicolini, Coronavirus e democrazia illiberale, n. 234, giugno 2020; Eugen Galasso, Su “Democrazia, Fascismo, Populismo”, n. 235, estate 2020.

► [10/04/2o20] Antonio Ricchi, Riflessioni sul «Quaderno della Bussola n. 1» ; ► [16/04/2020] Gianpiero Landi, Risposta a Antonio Ricchi.

Per un dibattito su globalizzazione, sovranismo, azione politica libertaria:

► Da «Cenerentola» : Toni Iero, Globalizzazione, sovranismo e azione libertaria / Luciano Nicolini, Ancora sull’azione libertaria, n. 232, aprile 2020; Gianpiero Landi, Ancora su globalizzazione e sovranismo (Risposta a Toni Iero), n. 235, estate 2020.

Cambiamento climatico e Democrazia

► Alyssa Battistoni e Jedediah Britton-Purdy, Dopo la democrazia del petrolio, «Una Città», n. 267, giugno 2020 (tradotto da «Dissent», winter 2020). [“Se siete preoccupati per la democrazia, il cambiamento climatico certo non vi farà sentire meglio. Da decenni, ormai, il cambiamento climatico e la crisi ecologica in generale vengono portati come prova schiacciante del fatto che la democrazia non sia in grado di risolvere i nostri problemi più impellenti. Oggi sono molteplici le sfide che abbiamo davanti: agire nel campo climatico richiede un impegno nazionale a beneficio di popolazioni straniere, e sacrifici nel presente a beneficio di generazioni future, il tutto fondato su basi scientifiche che restano ancora sufficientemente complesse da consentire ai negazionisti di proporre appassionanti contro-narrazioni. Semplicemente, secondo chi sostiene queste argomentazioni, le persone non si daranno volontariamente dei limiti severi, tantomeno a beneficio di sconosciuti/stranieri”.]

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Campagna di Mobilitazione 5 Maggio

«La Bussola» invita ad aderire e a sostenere la Campagna di Mobilitazione 5 Maggio per la regolarizzazione universale delle persone migranti 

(Ravenna) È una battaglia di civiltà, di giustizia, di solidarietà, di umanità ma anche di sicurezza e legalità, perché una regolarizzazione universale contrasterebbe efficacemente gli sporchi interessi di mafie (come affermato recentemente anche dal Procuratore Nazionale Antimafia), caporali, imprenditori disonesti e sfruttatori, campioni di evasione fiscale e contributiva, restituendo dignità e diritti a tutte e a tutti. L’impegno delle associazioni del territorio continuerà finché il Parlamento italiano non adotterà una riforma organica e strutturale della legislazione in materia di immigrazione (è ancora vigente dal 2002 la Bossi-Fini, insieme al recente decreto-sicurezza voluto da Salvini) che è fattore di precarietà, insicurezza, esclusione e irregolarità, ponendo fine alle condizioni che dal 1986 (anno della prima sanatoria italiana) ad oggi hanno costretto all’approvazione di periodiche sanatorie, per assorbire e riportare alla legalità del soggiorno centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori di origine straniera, costretti loro malgrado alla invisibilità.

Comunicato stampa 22 maggio 2020


La democrazia alla prova del virus 

► Adele Lebano – Gina Gustavsson, Il modello svedese, intervista a cura di Barbara Bertoncin, «Una Città», n. 267, giugno 2020.

► Leandro Albani, Perché ci vogliono eliminare?, «Comune-info», 25 maggio 2020. [Provate adesso a immaginare che quel virus arrivi a colpire una popolazione che dispone di soli 40 (quaranta) respiratori polmonari, ma deve fronteggiare la rinascita dell’Isis e molti altri gruppi di assassini, però intanto viene bombardata dal secondo esercito della Nato, quello di Recep Tayyip Erdogan, che le impedisce perfino l’accesso all’acqua e ha invaso il suo territorio penetrando per 30 km lungo una frontiera di 700. Quella popolazione non riceve alcun aiuto, perché l’ONU e l’OMS hanno deciso di fornire assistenza medica al regime siriano e all’Iraq sapendo bene che l’Amministrazione Autonoma del Rojava non avrebbe ricevuto nulla. L’Europa, da parte sua, ha altro da fare: occupata com’è a trovare miliardi di euro perché Erdogan tenga chi fugge da quella e altre guerre lontano dalle sue frontiere. Quel popolo, 45 milioni di curdi, ha subito massacri spaventosi, viene perseguitato e incarcerato anche solo se parla la sua lingua, ma resiste].

Miliziane curde in Rojava

► Claudio Corradetti, Stato di eccezione, stato di assedio o uso emergenziale del potere?,  «MicroMega/Il Rasoio di Occam», 16 maggio 2020. [Possiamo sostenere che i DPCM indichino proprio quanto sembra essere il paradosso fondamentale delle attuali democrazie liberali, ovvero, che una buona politica emergenziale sia quella che rinuncia alla politica stessa? Se così fosse, saremmo difronte a un caso di stato di eccezione à la Schmitt o à la Agamben? Oppure ci troveremmo nella condizione di uno stato di assedio come quello descritto da Camus nella Peste?]

► Marco Revelli, Vogliono tutto, «Volerelaluna», 6 maggio 2020. [Mentre l’Italia affronta con responsabilità la Fase2, Confindustria e imprenditori muovono all’assalto del Governo all’insegna del “Vogliamo tutto”. E’ una forma di egoismo radicale, camuffato da istanza libertaria, che nel disinteresse delle ricadute sulla salute collettiva, pretende di fare della libertà dei forti di farsi i fatti propri il principio della società che viene].

► Assemblea degli Anarchici Imolesi, Salute, Assistenza e Profitto, aprile 2020. [Si rende da subito necessario ragionare sulle trasformazioni che questa inedita situazione porterà nella società, che non dovrà ricadere solo sulla parte più debole della società. Anche se gli strumenti che conosciamo, assemblee, coordinamenti e manifestazioni, verranno vietati e ostacolati siamo chiamati a ragionare, praticare opposizione e sperimentare esperienze che vadano verso lo scambio dei saperi, il mutuo appoggio e l’autogestione. Un pericolo che può insinuarsi nella società viene dall’inasprimento delle pratiche autoritarie e repressive. Bisognerà confrontarsi e vigilare sulle modalità di controllo sociale (modello asiatico?) che sta avanzando. Come soggetti che svolgono i più svariati lavori, dobbiamo partecipare attivamente nella valutazione e nell’attuazione di tutte le misure per la nostra sicurezza e proponendo cambiamenti nei cicli di produzione. Lottare per strumenti che vadano dal reddito alla salute che siano di integrazione sociale e non di esclusione. Per quanto riguarda la salute, estendere il concetto di gratuità di cura (fuori da logiche stato/privato) e lavorare per organismi scientifici autonomi non ricattabili dagli interessi d’azienda. Possiamo cambiare modi e stili di vita ma non possiamo annullare l’umanità. Possiamo avere paura ma non vivere nel terrore. Non desideriamo tornare alla normalità, perché nella normalità è insito il problema; la scelta saggia è cambiare strada].

► Alberto Toscano, La peste e lo stato, «MicroMega/Il Rasoio di Occam», 20 aprile 2020.

► Philippe Pelletier, Stato sovrano, igienismo e biopotere, 5 aprile 2020 [Traduzione di Andrea Breda. Il testo è stato originariamente pubblicato su «A contretemps», Bulletin de critique bibliografique,  con il titolo État régalien, État médecin et biopouvoir – http://acontretemps.
org/spip.php?article766].  (novità)

► Giorgio Agamben, L’invenzione di un’epidemia, accessibile online presso  https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-l-invenzione-di-un-epidemia.  (novità)

► Assemblea degli Anarchici Imolesi, Pandemia e anarchia, quali proposte?, aprile 2020.   [“L’Anarchia non è sinonimo di caos o di individualismo estremo ed egoista. Queste semmai sono caratteristiche dell’attuale società capitalistica. L’attuale periodo di pandemia globale è un’opportunità per i capitalisti ed in generale per quell’1% che determina e decide le nostre vite. Si sa, a periodi di grandi disastri, corrispondono grandi profitti. Gli anarchici imolesi restano fedeli al motto del grande geografo dell’800 Elisée Reclus: “l’Anarchia è la massima espressione dell’ordine”. Ciò vuol dire che libertà fa rima con responsabilità, verso di sé e verso gli altri. E’ per tale ragione che mal tolleriamo i divieti imposti con toni terroristiciCiò, si badi bene, non vuol dire che tali divieti siano inutili, persistendo la necessità di rallentare l’espansione del contagio”].

► Massimo Livi Bacci (neodemos.info), Covid-19: gravissimo, ma non è l’Angelo Sterminatore, «Una Città», n. 264, marzo 2020.

► Marco Revelli, Effetti della crisi nella nuova mappa del lavoro, «Il Manifesto», 11 aprile 2020.

► Piero Ignazi, La democrazia alla prova del virus, «Rep», 15 marzo 2020 [“L’eccezionalità del momento è presente a tutti, e ciascuno deve fare il possibile per evitare il contagio. Allo stesso tempo, però, va ribadito che questa situazione deve essere limitata nel tempo e non prorogabile, in quanto intacca i diritti inalienabili della persona”]


Referendum costituzionale 20 e 21 settembre 2020 sul taglio dei parlamentari

Il 20 e 21 settembre 2020 si è tenuto il Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. «La Bussola» si è schierata nettamente e con convinzione per il NO, condividendo le tante ragioni espresse da un ampio fronte di costituzionalisti, associazioni, redazioni di giornali e cittadini. Si sa che hanno vinto i SI’ (prevedibilmente, considerati gli umori del Paese), ma senza stravincere. Il fatto che più del 30% dei votanti si sia espresso contro il taglio dei parlamentari lascia sperare che sia cominciata una inversione di tendenza, e che la marea montante del populismo e del rancore stia cominciando ad arretrare, a favore di una maggiore riflessività. Per quanto ci riguarda, restiamo convinti della giustezza di quella nostra battaglia a favore del NO e continueremo coerentemente a batterci contro ogni ulteriore degrado della democrazia. Qui di seguito il link alla pagina con i materiali relativi al Referendum.

Analisi dopo il Referendum:

► Ezio Mauro, Referendum e regionali, prima che il gallo canti /    Maurizio Molinari, Se cala il vento del populismo, «Rep», 22/09/2020.

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La vera scorta di Liliana Segre sono loro, siamo noi

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Chi salva una vita salva il mondo intero (Liliana Segre, 10 settembre 2019)

L’intervento, a Palazzo Madama, della senatrice a vita, nel giorno del suo 89esimo compleanno, per annunciare le intenzioni di voto sul Conte bis: “Mi hanno preoccupato i numerosi episodi susseguitisi durante l’ultimo anno che non di rado mi hanno fatto temere un inesorabile imbarbarimento della nostra società. I casi di razzismo, sempre più diffusi, trattati con indulgenza, in modo empatico, che quasi sembrano entrati nella normalità del nostro vivere civile. Ma allarmante è anche la diffusione dei linguaggi di odio, sia nella Rete sia nel dibattito pubblico. Troppo spesso al salutare confronto delle idee si sostituisce il dileggio sistematico dell’avversario, col ricorso anche all’utilizzo di simboli religiosi, che a me fanno effetto, in un farsesco ma pericoloso revival del Gott mit uns. A me fanno questo effetto. Forse solo a me, in quest’Aula. La politica che investe nell’odio è sempre una medaglia a due facce. Non danneggia soltanto coloro che vengono scelti come bersaglio, ma incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio provocato da una crisi che attraversa, ormai da un decennio, il continente e il mondo. L’odio si diffonde e questo è tanto più pericoloso. Mi hanno insegnato che «chi salva una vita salva il mondo intero». Per questo un mondo in cui chi salva vite, anziché premiato, viene punito mi pare proprio un mondo rovesciato. Credo che l’accoglienza renda più saggia e umana la nostra società“.          (leggi tutto)

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PERCHE’ E’ NATO QUESTO SITO 

La situazione politica nel nostro paese – e più in generale in Europa e nel mondo – presenta caratteristiche nuove e per certi versi inedite, drammatiche e inquietanti. A mio avviso siamo di fronte a una svolta epocale e nulla sarà mai come prima. Devo dire che mi lascia basito la sottovalutazione del fenomeno da parte di molti, troppi compagni, compresi alcuni che conosco da decenni e per i quali provo una forte stima. Siamo di fronte ogni giorno a nuove manifestazioni di intolleranza, razzismo, xenofobia, violenza gratuita e addirittura omicidi nei confronti di chi è più debole ed esposto. Si sente nell’aria una forte puzza di fascismo, si sono aperte le sentine e sta tracimando il marcio dell’animo umano. Mentre, dall’altra parte, la sinistra e i suoi valori appaiono precipitati in una crisi profonda e irreversibile. Non mi sembra che, rispetto a ciò che sta avvenendo e alle tendenze in atto, da parte del movimento libertario e più in generale nella sinistra “diffusa”, ci sia stato finora un livello di analisi e di comprensione adeguato alla situazione. Nel giugno 2018 ho scritto un documento, a cui ho attribuito il titolo “Alcune Tesi sulla attuale situazione politica”,  che ho poi inviato a circa 300 indirizzi email, quasi tutti di area libertaria (federazioni e gruppi anarchici, archivi, redazioni di periodici e case editrici, individualità). Speravo che si aprisse un dibattito sui temi da me affrontati, e in effetti ho ricevuto alcuni riscontri, ma meno di quanto mi sarei aspettato. Probabilmente ciò è dipeso anche dal fatto che la discussione si è svolta finora in un ambito “privato”. A chi mi ha scritto ho sempre risposto, ma la cosa si è fermata lì e nessun altro, a parte le persone direttamente coinvolte, ne è venuto a conoscenza. 
 
Questo blog nasce con l’intento di permettere a chiunque sia interessato di conoscere anzitutto ciò che è stato già prodotto negli ultimi due mesi, in termini di opinioni e riflessioni, talvolta con veri e propri documenti  di molte pagine (Rino Ermini, Salvo Vaccaro e altri). Inoltre, nutro la speranza che questo strumento favorisca e stimoli un allargamento e un approfondimento della analisi e del dibattito sulla situazione politica attuale. Personalmente sono convinto che di tale analisi e dibattito ci sia una estrema necessità. Ogni contributo, anche critico, sarà gradito. Avverto però che mi riservo di leggere i commenti inviati prima di pubblicarli, per evitare spam e interventi di troll malintenzionati. Polemiche personali e insulti non troveranno ospitalità.
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Castel Bolognese, 30 agosto 2018                                            Gianpiero Landi

Alcune Tesi sulla attuale situazione politica (giugno 2018)

Le dieci Tesi (sintesi):

1) Le categorie “destra” e “sinistra” sono ancora valide.

2) La crisi della sinistra ha radici profonde e strutturali.

3) Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 hanno dimostrato l’esistenza di un forte malessere sociale e un desiderio di cambiamento (male indirizzato).

4) Il nuovo governo nasce nel segno della Lega. E’ Salvini l’uomo forte che detta la linea.

5) Moriremo leghisti (forse).

6) La questione dei migranti e dei profughi è oggi la più importante. Prima di tutto, è indispensabile avere noi le idee chiare.

7) Siamo nella merda, ma dobbiamo essere consapevoli che potrebbe finire ancora peggio.

8) I libertari devono mantenere la loro autonomia, ma servirebbe una sponda istituzionale. Purtroppo, sotto questo profilo, il panorama intorno a noi è desolante.

9) Quella che dobbiamo affrontare, più ancora che una lotta politica, si configura come una battaglia di civiltà.

10) Per una azione politica efficace serve una strategia.

Leggi il documento integrale del giugno 2018 (13 pagine)

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Un primo aggiornamento alle Tesi (30 agosto 2018)

Leggi il documento (9 pagine)


Ma qualunque analisi, qualunque riflessione suona stonata nel giorno in cui, sul fondo del mare di Lampedusa, viene ritrovato un barchino con 12 corpi di migranti che non ce l’hanno fatta. Quei 12 esseri umani sono uno schiaffo all’Europa che non è stata capace di accoglierli, all’Italia dei porti chiusi e ai governi che hanno varato o confermato i decreti sicurezza, a tutti quelli che pensano che le navi delle Ong siano complici degli scafisti. Dodici martiri che abbiamo sulla coscienza. [Andrea Iannuzzi, «Anteprima Rep», 16 ottobre 2019]

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Dieci punti per un governo che riparta dalla Costituzione

27.08.2019
I limiti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico sono tanti, gravi ed evidenti. Ma ora è il momento del riscatto. Il momento è serio: è il momento di essere seri. Non possiamo dire che c’è un pericolo fascista, e subito dopo annegare in quelle incomprensibili miserie di partito che hanno così tanto contribuito al discredito della politica e alla diffusa voglia del ritorno di un capo con «pieni poteri». I limiti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico sono tanti, gravi ed evidenti. Ma se, per entrambi, può esistere il momento del riscatto: ebbene, è questo. Da cittadini, da donne e uomini fuori dalla politica dei partiti ma profondamente preoccupati dell’interesse generale, proponiamo di partire dall’adozione di questi dieci punti fondamentali, interamente ispirati al progetto della Costituzione antifascista della Repubblica. E in particolare al suo cuore, l’articolo 3 che tutela le differenze (di genere, di cultura, di razza, di religione) e impegna tassativamente a rimuovere le disuguaglianze sostanziali. È del tutto evidente che ognuno di questi punti comporta un impegno pressante dell’Italia nella ricostruzione di una Unione Europea che provi ad assomigliare a quella immaginata a Ventotene, e cioè in armonia e non in opposizione al progetto della nostra Costituzione.
1. Legge elettorale proporzionale pura: l’unica che faccia scattare tutte le garanzie previste dalla
Costituzione. Per mettere in sicurezza la Costituzione stessa: cioè la democrazia.
2. L’ambiente al primo posto: la decarbonizzazione per combattere il cambiamento climatico, l’impegno per una giustizia ambientale, locale e globale, come unica strada per la salvezza della Terra. Dunque: difesa dei beni pubblici: a partire dall’acqua e dalla città. Unica Grande Opera: messa in sicurezza di territorio e patrimonio culturale, nel più stretto rispetto delle regole, e attuata attraverso un piano straordinario di assunzione pubblica. Moratoria di tutte le grandi opere (Tav incluso), e consumo di suolo zero. Un piano per le aree interne e un piano per la mobilità che parta dai territori, dalle esigenze delle persone e dei pendolari. Piano pubblico di riconversione ecologica della produzione e del consumo incentrato sull’efficienza energetica e sul recupero dei materiali di scarto.
3. Lotta alle mafie e alla corruzione. Costruire una giustizia più efficiente investendo risorse, mezzi e personale necessari. Garantire l’autonomia della magistratura e la sua rappresentatività nell’organo di autogoverno.
4. Ricostruzione della progressività fiscale e imposte sulla ricchezza (imposta di successione e patrimoniale) e revisione costituzionalmente orientata della spesa pubblica, a partire dalla drastica riduzione della spesa militare. L’autonomia differenziata, che è di fatto la secessione delle regioni più ricche, va fermata: restituendo invece centralità alle politiche per il Mezzogiorno.
5. La libertà delle donne come metro di un’intera politica di governo: lotta senza quartiere alla violenza sulle donne; perseguire l’obiettivo della parità nella occupazione e salariale; congedo di paternità obbligatoria, asili nido pubblici e gratuiti, assistenza agli anziani e alle persone disabili, campagne per la condivisione dei compiti di cura, etc.
6. Lotta alla povertà: reddito di base vero (diretto a tutti coloro che percepiscono meno del 60 % del reddito mediano del Paese, accompagnato da politiche attive del lavoro e interventi formativi volti alla promozione sociale e civile della persona), e attuazione del diritto all’abitare.
7. Parità di diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici (ovunque e comunque lavorino), a partire dal diritto soggettivo alla formazione per tutto l’arco della vita. Lotta alla precarietà, salario minimo e ripristino dell’articolo 18.
8. Progressivo rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale e programma di assunzioni di operatori e professionisti del Servizio sanitario nazionale, i cui standard devono essere omogenei e non differenziati per regione.
9. Abolizione del reato di immigrazione clandestina, abrogazione dei decreti sicurezza e politica di accoglienza verso i migranti orientata sulla Costituzione e sull’assoluto rispetto dei diritti umani.
10. Restituire scuola e università alla missione costituzionale, negata dalla stratificazione di pessime riforme: formazione dei cittadini e sviluppo del pensiero critico.

Velio Abati, Angela Barbanente, Piero Bevilacqua, Anna Maria Bianchi, Ginevra Bompiani, Adrian Bravi, Carlo Cellamare, Luigi Ciotti, Francesca Danese, Vezio De Lucia, Gianni Dessì, Donatella Di Cesare, Paolo Favilli, Giulio Ferroni, Goffredo Fofi, Nadia Fusini, Luca Guadagnino, Maria Pia Guermandi, Francesca Koch , Ernesto Longobardi, Maria Pace Lupoli, Laura Marchetti, Franco Marcoaldi, Lorenzo Marsili, Alfio Mastropaolo, Ignazio Masulli, Tomaso Montanari, Rosanna Oliva, Francesco Pallante, Enzo Paolini, Pancho Pardi, Rita Paris, Valentina Pazè, Livio Pepino, Tonino Perna, Anna Petrignani, Antonio Prete, Mimmo Rafele, Andrea Ranieri, Lidia Ravera, Marco Revelli, Pino Salmè, Battista Sangineto, Loretta Santini, Giuseppe Saponaro, Enzo Scandurra, Beppe Sebaste, Toni Servillo, Paola Splendore, Corrado Stajano, Sarantis Thanapoulis, Alessandro Trulzi, Nicla Vassallo, Guido Viale, Vincenzo Vita.


 ► Norma Rangeri, Sì, Salvini premier fa paura, «Il Manifesto», 24 agosto 2019 [“Fa paura consegnare l’Italia a questa orrenda destra. Che vuole eliminare gli avversari politici. Che usa i simboli religiosi per strappare voti. Che chiede pieni poteri (e li otterrebbe se vincesse le elezioni) e chiama la piazza.  Che odia i diversi. Che porterebbe a zero i diritti civili conquistati negli ultimi 50 anni. Che cancellerebbe leggi importanti come la 194. Che si disinteressa dell’ambiente perché bisogna aprire cantieri e inquinare. Che vuole alzare muri contro i migranti. Che ci porterebbe fuori dall’Europa, che, subalterna a Trump, vorrebbe allearsi con la Russia di Putin. Che eleggerebbe un presidente della Repubblica sovranista (come è stato già fatto alla Rai pubblica). A chi scrive «io non ho paura» (Lucia Annunziata, su Huffington Post), rispondo che invece «io ho paura». E non di perdere le elezioni, visto che in quasi 50 anni di vita del manifesto l’unica esperienza vincente è proprio questo giornale. Perché dal punto di vista politico, le forze di sinistra, alternativa, nuova, diversa, hanno quasi sempre perso. Insomma siamo abituati alla sconfitta. No, ho paura per il Paese”]. 


Con tutta probabilità, il prossimo ciclo di lotte cui dovremmo prepararci avrà come obiettivo non la realizzazione del socialismo libertario, bensì la difesa degli spazi di democrazia liberale rimasti nelle società occidentali. (Toni Iero, «Cenerentola», n. 217, novembre 2018)

 

Il bacio, ovvero il Salvimaio

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Il dibattito (dopo l’apertura del sito):

Giorgio Gatta (23 gennaio 2020): “Caro Gianpiero, Grazie innanzitutto dell’invito. Ti invio un articolo sulle Sardine, se ti può fare piacere di inserirlo nel sito o dove credi meglio”. [Nota: Il testo, intitolato Fitti…fitti…come le Sardine,  è riportato nella sezione “Documenti”, sotto in questa pagina. Per quanto il taglio dell’articolo – più che altro una testimonianza, con elementi fortemente soggettivi – lo renda alquanto diverso dalla maggioranza dei testi ospitati in questo blog, a mio avviso si presta a utili riflessioni].

Antonio Ricchi (6 settembre 2019): “Grazie per avermi coinvolto in questa riflessione collettiva, ma più ancora per il coraggio che hai dimostrato nel portare in rilievo problemi ed argomenti di portata epocale (sia detto senza presunzione) e che toccano, in ambito libertario, molti aspetti dell’agire e del pensare, consuetudini consolidate, insieme (immagino) a frustrazioni che molti compagni, credo, stiano vivendo da troppi anni. E’ significativo che questo coraggio sia emerso in occasione di una emergenza nazionale e internazionale che sta procedendo a grandi passi verso un deficit di democrazia o, ad essere espliciti, verso nuove forme di nazionalpopulismo (ancorché declinato nei caratteri del “sovranismo”) di sbocco fascista ed autoritario”. [Nota: Il testo, intitolato Che ci faccio qui?, di ben 15 pagine (ma è annunciato un seguito), è riportato nella sezione “Documenti”, sotto in questa pagina].

Gennaro Caldarola (18 novembre 2018): “L’introduzione al Preambolo è la spiegazione della firma. Il 20 Gennaio 2018 un pullman partì da Bari per Fano. Una trentina di persone si rividero, alcune dopo 40 anni, per partecipare al funerale di Donato Romito morto a Fano il 13 gennaio, appunto. Gli arditi che volessero conoscere meglio quelle persone potrebbero incontrarli nel libro di Luca Lapolla Gli anarchici di Piazza Umberto, edito a Fano per conto del centro di documentazione” Franco Salomone”. Donato è il secondo da sinistra al centro, nella foto di copertina. Partimmo alle prime luci dell’alba e restammo muti per tutto il viaggio di andata, al ritorno divampò violentissima e fraterna una discussione interminabile che continuò successivamente. Pian piano i distinguo e le quotidianità hanno ridotto il gruppetto ad una decina di persone. Sono rimasti quelli che fondarono 45 anni fa l’ORA poi diventata FdCA ed oggi Alternativa Libertaria. Un incontro dopo quasi 30 anni di distacco dal movimento politico degli anarchici. Tante esperienze di vita hanno cambiato molto ma non tutto. il documento vorrebbe essere molto di più di quello che; ma non è poco comunque anche per coloro che non ne condividessero i contenuti, perché è “materia” di discussione. Cordiali saluti. Gennaro” [Nota: Il testo, intitolato Preambolo, è riportato nella sezione “Documenti”, sotto in questa pagina. Segnalo, in particolare, il paragrafo “La questione elettorale”, che prevedo possa suscitare perplessità e discussioni anche accese].

Franco Melandri (1 novembre 2018): …come già ti avevo detto andando a Mestre e poi al 900fest, il mio lungo rimuginare sul tuo documento circa la situazione attuale qualcosa alla fine ha prodotto. Il qualcosa te lo allego in Pdf. Io l’ho fatto per ‘La bussola libertaria’,  ma decidi tu, ovviamente, se metterlo o no, anche perché, come vedrai, è cosa piuttosto lunga. L’unica cosa che chiedo è che, se deciderai di metterlo, non sia tagliato. [Nota: il testo, intitolato “Mari in tempesta”, di ben 17 pagine, è visibile nella sezione “Documenti”, qui di seguito].

Andrea Papi (13 ottobre 2018): Anarchicamente di fronte all’attualità. Dobbiamo ringraziare Gianpiero Landi e le sue tesi sulla situazione politica attuale del 21 giugno scorso, compreso l’aggiornamento successivo di fine agosto. In un certo senso ci “costringe” a cominciare a confrontarci, sempre che vogliamo accogliere il suo invito. In qualche modo è riuscito a dare avvio ad un inizio di confronto, potenziale dibattito, e questo è sempre ben accetto, soprattutto se condotto con cuore e intelligenza. Scusandomi per il grande ritardo, anch’io mi sono sentito stimolato a proporre qualcosa nella speranza che possa suscitare qualche interesse. [leggi tutto].

Saverio Craparo (6 settembre 2018): Ricevo tramite Bruno Miorali le tue interessanti tesi /aggiunte e mi paiono in linea con quanto vado da tempo pensando e scrivendo, Ti allego pertanto alcuni miei contribui nella speranza che ti possano essere graditi e utili. [Nota: in questa stessa pagina, nello spazio dedicato ai “Documenti”, è possibile accedere ai quattro contributi inviati da Craparo, scritti tra l’aprile e l’agosto 2018, che personalmente ho trovato di grande interesse. G.Landi].

Claudio Mazzolani (3 settembre 2018): In realtà è già da un po’ che cerco di far aprire porte e finestre. Sento e ho delle resistenze e allora il mio pragmatismo mi fa muovere in maniera parallela, sempre in direzione ostinata e contraria e sempre perché un altro mondo è possibile. Ma io parlo, mi confronto, cerco di coinvolgere…  [leggi tutto]

Claudio Mazzolani (2 settembre 2018): Ottimo mettere il Blog, ma la pigrizia non è una virtù. Pensavi di avere più contributi e che questo sarebbe servito ad aprire un dibattito e meglio ancora rinfrescare, rinnovare o attualizzare l’essere anarchici? Noi, come tutte le forze politiche della cosiddetta sinistra, ci siamo addormentati.  [leggi tutto]

► Matteo Loreti (1 settembre 2018): Gentile Gianpiero, grazie della mail, che mi è arrivata sicuramente in quanto ho partecipato ad alcuni incontri della biblioteca sull’educazione libertaria. Mi chiamo Matteo, faccio l’educatore scolastico e, pur non facendo parte attiva del movimento anarchico e libertario, mi sento tale…  [leggi tutto]

Max Raiteri (31 agosto 2018): Grazie dell’invio. Ritrovandomi anch’io nella definizione di “socialista libertario”, pur con poche basi teoriche ma piuttosto avendo questo ideale come bussola nella prassi quotidiana, sto leggendo con attenzione le tesi, ritrovandomi in parecchi punti. Molto realistici gli ultimi 4 punti che seppur non condividendo in  toto… [leggi tutto]

Massimo La Torre (31 agosto 2018). Evidenze… Dire qualcosa di sensato su ciò che sta succedendo in Europa e soprattutto in Italia in questi mesi non è impresa facile. Ma neppure difficile. Innanzitutto è bene farsi trascinare dall’evidenza morale. [leggi tutto]

Documenti:

► Giorgio Gatta, Fitti…fitti…come le Sardine (22 gennaio 2020)

► Antonio Ricchi,  Che ci faccio qui? (6 settembre 2019)

► Movimento 13 Gennaio (Gennaro Caldarola e altri), Preambolo per una sinistra libertaria del ventunesimo secolo con un progetto politico che risponda alle esigenze dei tempi che corrono  (18 novembre 2018).

► Franco Melandri, Mari in tempesta, bussole e navigazioni possibili (1 novembre 2018) [“Codesto solo oggi possiamo dirti, // ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, recita un verso di Montale, la cui versione plebea è il “poche idee, ma confuse” che descrive bene la situazione nella quale mi sento io. Questo, tuttavia, non mi impedisce di pensare che il dibattito avviato da Gianpiero Landi sia importante, soprattutto perché sottolinea che i tempi che stiamo vivendo non sono semplicemente un cambio di congiuntura nel continuum di una realtà immutata nelle sue “linee” essenziali, la qual cosa configura anche, correlativamente, l’inderogabile necessità di rifondare e riformulare i contenuti e i modi delle intenzionalità libertarie, come è stato praticamente ribadito, seppure con intensità e contenuti diversi, da tutti gli interventi seguiti al documento di Landi, rispetto ai quali sono tante le cose che reputo andrebbero messe a punto o decisamente contestate, così come molti sono i punti coi quali mi pare non si possa che consentire].

► Saverio Craparo, Collettivismo vs Individualismo (agosto 2018)

► Saverio Craparo, La bussola (giugno 2018).

► Saverio Craparo, L’orda (lavoro e immigrati) (giugno 2018)

► Saverio Craparo, Identità evaporate (aprile 2018)

TRE EDITORIALI di MASSIMO LA TORRE [da «Ordines», Rivista online “per un sapere interdisciplinare sulle istituzioni europee” (link:  http://www.ordines.it/ ). Massimo La Torre è Professore ordinario di Filosofia del Diritto presso l’Università di Catanzaro.]

► M. La Torre, La fine della storia: Trent’anni dopo (13 gennaio 2020)

► M. La Torre, Cittadinanza (9 agosto 2019)

► M. La Torre, Sul populismo e altri “spettri” (8 agosto 2018)

Non è negando diritti ad altre persone che riusciremo a difendere i nostri
La banda partigiana di Roti (Macerata) con etiopi, russi, ebrei, croati, italiani.
La banda partigiana di Roti (Macerata) con etiopi, russi, ebrei, croati, italiani. Per saperne di più: https://www.wumingfoundation.com/giap/2018/02/partigiani-africani-a-macerata/ 

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Materiali utili

► Ezio Mauro, L’ultradestra e lo stregone di nome Bannon, «Rep», 23 agosto 2020.

Soros: “L’Europa più fragile degli Usa. I vostri nemici sono i populisti all’interno e la Cina all’esterno”, intervista di Mario Platero, «Rep», 11 agosto 2020.

La sfida delle disuguaglianze. Intervista a Thomas Piketty, a cura di Josep Ramoneda, «MicroMega_online», 17/04/2020.

Intervista a Stefano Zamagni, Lavoro e quarta rivoluzione industriale: alcune riflessioni, a cura di Tito Menzani, «Clionet», 3, 2019.  [È vero che siamo entrati nella stagione della quarta rivoluzione industriale? Sì, è ormai generalmente acquisito che quello attuale è un vero e proprio passaggio d’epoca e non una naturale evoluzione di tendenze già in atto durante la lunga fase della società industriale. La quarta rivoluzione industriale si ripercuote sulla nostra condizione di vita e incide sulla articolazione delle nostre società. Ed è pure ampiamente noto che all’origine dell’attuale transizione c’è anche il fenomeno della globalizzazione. Ma mentre intorno a quest’ultimo la letteratura è già folta, non altrettanto può dirsi in riferimento alla quarta rivoluzione industriale, che pure ha portata epocale. Ovvero, non sappiamo ancora come le nuove tecnologie e la cultura che le governa modificheranno l’essenza del capitalismo degli anni prossimi].

► Fabio Marcelli, Grecia, Turchia e migranti: l’Europa divora se stessa e il mondo circostante, «Il Fatto Quotidiano», 5 marzo 2020.

► Tonia Mastrobuoni, L’Europa naufraga a Lesbo,  «Rep», 4 marzo 2020.

► Daniele Barbieri, «I demoni di Salvini: i postnazisti e la Lega», «La Bottega del Barbieri», 19 febbraio 2020. [Recensione al libro di Claudio Gatti, I demoni della Lega, Chiarelettere, 2019].

► Gad Lerner, Quel normale antisemitismo, «Rep», 12 febbraio 2020.

► Gad Lerner, George Soros, ritratto del capitalista riluttante, «Rep», 10 febbraio 2020.

► Floriana Bulfon e Giovanni Tizian, Parliamo di Bibbiano, «L’Espresso», 9 febbraio 2020. [Inchiesta. Il caso zero: una bambina prostituita dalla madre. Poi altre violenze sessuali in famiglia. I servizi sociali che intervengono. Infine la campagna per delegittimarli. Con tanti lati oscuri].

► Paolo Cacciari, L’ossessione del governo, «Comune-Info», 7 febbraio 2020. [Recensione al libro di Tomaso Montanari, Dalla parte del torto. Per la sinistra che non c’è, Chiarelettere, 2020].

► Andrea Tarquini, A Roma il meeting dei sovranisti, il polacco Legutko: “Sì all’unione delle destre in Europa”, «Rep», 2 febbraio 2020. [“Continuare ancora l´integrazione europea, imporre la società multiculturale, difendere le lobbies gay anziché la famiglia, sono soprusi illegali degli ex sessantottini che hanno ucciso la cultura europea”. Così, alla vigilia della National conservatism conference che Giorgia Meloni apre domani a Roma parla il professor Ryszard Legutko, capogruppo dello Ecr (Conservatori riformatori europei) all´Europarlamento. Politologo, massimo ideologo del PiS (partito sovranista al potere in Polonia), vicinissimo al leader Kaczynski e capodelegazione della maggioranza eletta polacca alla conferenza promossa dalla Edmund Burke Foundation].

► Noam Chomsky, USA stato canaglia… e l’assassinio di Suleimani lo conferma, «La Bottega del Barbieri», 24 gennaio 2020 [link diretto al sito].

► Piero Bernocchi, Elogio del meno peggio: Bonaccini, grazie al sardinismo, batte il salvinismo. Ma in Italia, per ora, il “popolaccio” razzista, nazional-sciovinista e securitario resta maggioranza, «Piero Bernocchi.it», 28 gennaio 2020.

►Nadia Urbinati, Le due democrazie, «Rep», 18 gennaio 2020. [La decisione della Corte Costituzionale di giudicare inammissibile il referendum sulla legge elettorale proposto dal centro-destra ha messo in luce l’esistenza di due concezioni di democrazia: una costituzionale e una populista].

► Ilvo Diamanti, Per il taglio dei parlamentari è già plebiscito, «Rep», 12 gennaio 2020 [Secondo il sondaggio Demos per Repubblica è favorevole l’86% degli elettori. Il consenso è più forte tra chi ritiene il Parlamento “sempre meno necessario” (95%) e invoca il “leader forte” (90%)].

► Chiara Nardinocchi, Decreto sicurezza, bandi deserti e piccole strutture chiuse: così naufraga l’accoglienza, «Rep», 7 gennaio 2020.

► Nadia Urbinati, Il potere gentile delle sardine, «Rep», 22 dicembre 2019.

► Donatella Di Cesare, Non basta ridimensionare il decreto sicurezza-bis, «Il Manifesto», 5 settembre 2019 [Migranti/Governo. Occorre ripensare il tema della migrazione, evitando tentazioni sovraniste, che hanno purtroppo serpeggiato anche a sinistra, per alleanze oltre le frontiere].

► Luigi Manconi, Sovranismo senza respiro, «Rep», 4 settembre 2019. [Nelle società contemporanee, il sovranismo si presenta come il peggior nemico dell’ambientalismo.]

 ► Paolo Flores d’Arcais, M5S-PD, accordo possibile o accordo suicida? (22/08/2019) / Michele Martelli, La crisi di governo e la mutazione genetica dei Cinquestelle (19/08/2019), «MicroMega-online»

► La Redazione, I grillini e la sindrome di Stoccolma, «Crescita Politica», n. 122, agosto 2019. [A vedere le difficoltà nelle quali i grillini si dibattono per sottrarsi all’abbraccio mortale del caporale del Papete c’è da pensare che sia in atto una fenomeno psichiatrico: siamo di fronte al primo caso di sindrome di Stoccolma di massa che si sia verificato in ambito politico. In effetti soggetti a identità debole (i grillini) sembrano aver maturato un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva nei confronti del sequestratore (il leader leghista) al punto da godere durante la costante sottrazione di consenso messa in atto, al punto da provare un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice.]

► Luigi Manconi, Chi salva il nostro onore, «Rep», 21 maggio 2019. [Per questa ragione insidiare il diritto-dovere di soccorso rappresenta un attentato alla civiltà giuridica. Eppure (ecco ancora quella sensazione di solitudine) sembra che quel valore essenziale così alto e al contempo così tragicamente concreto – una questione di vita o di morte – interessi solo esigue minoranze. Ne consegue che, a farsi carico di quella responsabilità tanto onerosa, sembrano rimasti solo il mestiere del soccorso (“la legge del mare”) e quanti lo praticano, guardia costiera e navi mercantili e militari comprese. Sono solo questi, ed è disperante, a salvare l’onore di un’Europa torpida e codarda].

► Piero Ignazi, Il contratto contro i rom, «Rep», 8 aprile 2019. [M5S e Lega litigano su tutto, ma trovano un accordo di comodo nell’attacco a una comunità].

► Roberto Saviano, Le mie parole a processo mentre il ministro scappa, «Rep:», 20 marzo 2019 [Ho definito il ministro dell’Interno “ministro della Mala Vita”. Ribadisco pienamente la mia definizione, ne difendo la legittimità. Salvini, invece, ha deciso di sottrarsi al giudizio].

► Guido Viale, Abbiamo bisogno dell’Europa? («Comune info», 16 gennaio 2019). [Sostenere che le grandi questioni delle migrazioni e del clima possano essere affrontate, o addirittura “risolte”, recuperando una presunta “sovranità nazionale” è un inganno: sono questioni di dimensioni per lo meno europee, tanto che sui migranti si sono dissolti e ridefiniti tutti gli schieramenti politici del continente; e sul clima è ridicolo anche solo pensare che una politica nazionale possa incidere in qualche modo. Abbiamo bisogno dell’Europa e dell’Unione Europea, con le sue pessime istituzioni che non cambieranno certo da sole le loro politiche, come controparte unica per creare un movimento di respiro continentale capace di imporre politiche molto diverse, con lotte, mobilitazioni e le più diverse iniziative locali, ma anche con un programma unitario e radicali cambi di rotta].

► Donatella Di Cesare, La sfida anarchica al sovranismo («Umanità Nova», n. 6, 24 febbraio 2019) [Pubblichiamo, con vivo piacere, l’articolo inviatoci dalla filosofa Donatella Di Cesare, che già da anni subisce minacce da gruppi di estrema destra per il suo impegno contro l’antisemitismo (e alla quale, dalla scorsa estate, è stata revocata, senza alcuna motivazione ufficiale, la scorta assegnatale nel 2015 in seguito a tali eventi), che già nei giorni scorsi aveva pubblicamente preso posizione contro lo sgombero dell’Asilo torinese].

► Alessandra Algostino, Confini e confino . Il decreto “sicurezza e immigrazione”: verso un nazionalismo iure sanguinis autoritario («Comune info», 3 dicembre 2018).

► Massimo Giannini, Decreto sicurezza, alba dorata per Salvini, «Rep:», 27 novembre 2018. [“Il ministro della paura ce l’ha fatta. Un altro piccolo, grande passo sul viale del tramonto civile e morale di questo Paese è stato compiuto. Matteo Salvini può finalmente esprimere la sua “immensa soddisfazione”: il decreto che porta il suo nome è ormai al traguardo, grazie a un voto di fiducia che spazza via tutti i pensieri e che ha il pregio di nascondere all’opinione pubblica la disonorevole “ritirata strategica” avviata dai gialloverdi sulla manovra. Con una impostura semantica il ministro dell’Interno spaccia il provvedimento per quel che non è: all’apparenza sembra fatto “per la sicurezza”, nella sostanza è pensato “contro i migranti”].

► Gustavo Zagrebelsky, Basta con il silenzio, è venuto il tempo della resistenza civile («Rep», 23/11/2018) / Roberto Esposito, Resistenza civile: quando si può disobbedire («Rep», 24/11/2018) / Nadia Urbinati, Migranti, disobbedienza civile e confini («Rep», 27/11/2018); Massimo Villone, Resistere e dissentire, non è mai troppo tardi («Il Manifesto», 29/11/2018).

► Mario Calabresi, Il pre-governo di Salvini («Rep:», 20/11/2018) / Piero Ignazi, Il padrone della destra («Rep», 25/11/2018) [“Buona parte della classe dirigente italiana si acconcia ad accettare la prospettiva di un governo dominato da Salvini”].

► Michela Murgia, Così diventiamo fascisti, «L’Espresso», 29 ottobre 2018.

► Marco Damilano, Risvegli: da Riace a Lodi nasce una nuova opposizione /  Giuseppe Genna – Pino Tripodi, Diventiamo tutti cittadini di Riace / Aboubakar Soumahoro, Costruiamo una catena umana in difesa della civiltà, «L’Espresso», 21 ottobre 2018. [“Dalle piazze alle associazioni, arriva una risposta spontanea. Idealistica e pragmatica. Che i partiti non sanno interpretare”].

► Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, Si dimetta il governo dell’ ecatombe  («A», n. 428, ottobre 2018). [“Da anni nel Mediterraneo è in corso un’autentica ecatombe, provocata dalla criminale decisione dei governi europei di impedire a chi è costretto a lasciare il paese d’origine per salvare ovvero migliorare la propria vita in fuga da fame e guerra, da dittature e disastri ambientali, di giungere in salvo qui in modo legale e sicuro, con gli stessi ordinari mezzi di trasporto e le stesse ordinarie modalità con cui gli europei raggiungono liberamente ogni parte del mondo”].

► Serge Halimi – Pierre Rimbert, Liberali contro populisti, una contrapposizione ingannevole, (da «Le Monde Diplomatique», settembre 2018; ripreso dal blog «La Bottega del Barbieri», link diretto) [“Le risposte alla crisi del 2008 hanno destabilizzato l’ordine politico e geopolitico. Le democrazie liberali, a lungo considerate la forma compiuta di governo, sono sulla difensiva. In opposizione alle «élites» urbane, le destre nazionaliste portano avanti una controrivoluzione culturale sul terreno dell’immigrazione e dei valori tradizionali. Ma hanno lo stesso progetto economico dei loro rivali”].

Appello del Progetto Melting Pot alla mobilitazione e alla disobbedienza al decreto Salvini sull’immigrazione, («Melting Pot», 24 settembre 2018).

► Piero Ignazi, M5S e Lega, l’alleanza rosso-bruna, «Rep:», 12 settembre 2018. [“Le pulsioni che animano questo incontro ricordano la sintesi dei movimenti anti-liberali degli anni Venti e Trenta”].

► Thomas Piketty, Contro l’avanzata dei sovranisti, l’UE mostri il suo lato pop, «Rep:», 10 settembre 2018. [“Il governo italiano di Lega e M5S è pericoloso perché si pone come difensore delle classi popolari contro l’ipocrisia delle élite. E’ ora che l’Europa esca dal liberismo antisociale”].

► Giorgio Cremaschi, Blair e Salvini in coppia? ovvio (da “La Bottega del Barbieri”, il blog di Daniele Barbieri, 8 settembre 2018).

► Pierfranco Pellizzetti, 8 tesi sull’Europa per cui varrebbe la pena battersi. Un contromanifesto, «MicroMega», 2 settembre 2018. [“Alle elezioni del 2019 è in gioco l’Europa come grande spazio di civiltà. Ma il terreno dello scontro è occupato da due squadre imbarazzanti: “sovranisti” ed “europeisti”. Esiste però una terza via oltre lo sbaraccamento nazionalista o la mummificazione tecnoliberista: un’Europa della Sinistra Illuminista, democratica e progressista. Come costruirla? Alcuni spunti per la discussione, a partire da ciò che oggi è vivo e ciò che non lo è più nel progetto europeo. E da tre dilemmi politico-operativi inaggirabili”].

► Piero Bernocchi, Contro il governo Lega – 5 Stelle, «Cobas» – Giornale dei Comitati di Base della Scuola, n. 5, settembre-dicembre 2018.

► Nadia Urbinati, Il risveglio della sinistra, umanità contro tribù, «Rep:», 31 agosto 2018.

► Ezio Mauro, Orban, Salvini e la bandiera nera sovranista del governo italiano, «Rep:», 29 agosto 2018.

Decreto sicurezza, così il ‘Prima gli italiani’ ha bruciato più di 5mila posti di lavoro

[Rep-TV, 17 dicembre 2019] Il taglio da 35 a circa 21 euro del giornaliero pro capite previsto dal Decreto sicurezza per le aziende impegnate nell’accoglienza ha portato, secondo i dati della Cgil, al licenziamento di oltre 5mila operatori ed entro il 2020 saranno più di 16 mila. Sono questi i numeri che coinvolgono per lo più giovani dai 25 ai 40 anni, laureati che negli anni scorsi hanno trovato lavoro come mediatori culturali, insegnanti di italiano per stranieri o assistenti legali dei migranti accolti nelle strutture Sprar e Cas. Queste sono solo alcune delle figure cancellate dalle nuove nuove linee guida tracciate dai Decreti sicurezza del governo giallo-verde. Smantellate intere realtà, soprattutto le più piccole, nelle province italiane già colpite dallo spopolamento e dall’emigrazione dei giovani. In alcune aree, come nella provincia di Ascoli Piceno si è assistito alla riduzione dell’80% del personale impiegato e al licenziamento di decine di professionisti. Le norme note come ‘decreti sicurezza’ e nate al grido del ‘prima gli italiani’ hanno dato vita a un doppio paradosso: da un lato la cancellazione di tali figure professionali porterà ad una più difficile integrazione esacerbando le tensioni sociali, dall’altro al licenziamento di migliaia di giovani perlopiù italiani che grazie all’accoglienza diffusa erano rimasti nelle province ad alto tasso di spopolamento. [Rep-TV, 17 dicembre 2019]

Clicca qui per vedere il video  (min. 5:15)


SARDINE

► Marco Revelli, Il neo-qualunquismo della sinistra radicale che attacca le Sardine, TPI, 20 novembre 2019 [A criticare il movimento nato per contrastare la Lega non è solo la destra salviniana: c’è anche un “fuoco amico” proveniente da una sinistra in preda a un disordine mentale culturale-politico. Una reazione che ci dice quanto quel processo che ha divelto la geografia politica di fine-secolo per introdurci nell’epoca dei populismi abbia conquistato anche una (sia pur piccola) parte di corpo (ex) militante. Scenario, verrebbe da dire, vagamente weimariano].  (link diretto al sito TPI, che riporta dopo quello di Revelli anche molti altri interventi sul movimento delle sardine)

► Michele Serra, Sardine, la politica fatta con i corpi. Questa è la vera rivoluzione, «Rep», 20 dicembre 2019.

Roma, 14 dicembre 2019. La manifestazione delle Sardine a piazza San Giovanni in Laterano.

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                                                                     20 agosto 2019: fine ingloriosa di un governo da incubo

LA MARE JONIO SOCCORRE GOMMONE CARICO DI BAMBINI. SALVINI VIETA L’INGRESSO («REP», 28 AGOSTO 2019) MISERABILI E CRUDELMENTE FEROCI FINO ALLA FINE

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA: L’ITALIA NELL’INCUBO DELL’APARTHEID GIURIDICO

[Riportiamo il comunicato della Presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, a seguito dell’approvazione definitiva, con voto di fiducia, del decreto sicurezza e immigrazione]

Con l’approvazione del decreto sicurezza si stravolge di fatto la Costituzione e l’Italia entra nell’incubo dell’apartheid giuridico. E’ davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo cosi’ pesante al diritto di asilo, all’accoglienza, all’integrazione. A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo.
Questa legge, oltretutto, non risolve affatto il problema del controllo dell’immigrazione clandestina, bensì l’aggrava – come stanno denunciando in queste ore non pochi Sindaci, anche del M5s – con un carico di lavoro per i Comuni insopportabile.
Non si può restare inerti. Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti cui dovremo assistere.
Facciamo appello alle coscienze delle cittadine e dei cittadini: che l’indignazione sia permanente, che non manchi occasione di riempire piazze e strade per un’Italia autenticamente umana. Facciamo appello alle forze politiche democratiche: basta divisioni, discussioni stucchevoli, rese dei conti. E’ ora di una straordinaria assunzione di responsabilitaà. Di organizzare una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria. L’Anpi c’è e con lei tante associazioni che continuano nel loro quotidiano lavoro di stimolo sociale e costituzionale. L’umanità al potere! Adesso.

Carla Nespolo, Presidente nazionale Anpi
Roma, 29 novembre 2018


Franco Bertolucci, La crisi della democrazia («A», n. 433, aprile 2019)

In tutta Europa (e non solo) il sistema politico fa acqua. Nazionalismi, mito dell’ordine, errori della sinistra parlamentare prefigurano scenari foschi. Editore a attivista libertario, Bertolucci propone una rivisitazione del concetto di democrazia. D’altra parte anche Malatesta, secondo lui… [ Secondo il mio modesto parere sarebbe necessario riprendere urgentemente a parlare del vero significato della “democrazia socialista”, e non aver paura di difendere la libertà, ogni libertà, anche quelle della cosiddetta “democrazia liberale” in senso lato, per contrastare la tendenza all’autoritarismo e alla violenza che sempre più si stanno affermando. Non si tratta di fare un fronte comune con forze politiche che oggettivamente sono già da anni dall’altra parte della barricata; i riformisti facciano i riformisti e i rivoluzionari siano conseguenti alle loro scelte, ma oggi è necessario essere coscienti che ogni pur piccolo spazio di libertà perso – ottenuto con tanti sacrifici dalle generazioni passate, anche se formalmente concesso da uno “stato democratico” –, è oggettivamente uno spazio regalato ai nostri nemici di sempre].   (leggi tutto)


Congresso Mondiale delle Famiglie (Verona, 29-31 marzo 2019)


I DIRITTI DEI MIGRANTI, IL BENE DEGLI ITALIANI, LA FACCIA TOSTA DI SALVINI («NIGRIZIA», MARZO 2018)

«Era stato un atto politico per il bene degli italiani…». Ha esultato Matteo Salvini, ministro dell’interno, dopo che la giunta per le immunità del senato a stragrande maggioranza ha votato di non sottoporlo a processo per il caso della nave Diciotti. No, signor ministro, non condividiamo la sua soddisfazione, tantomeno ci sentiamo parte degli italiani per il bene dei quali dice di aver agito. Lei in quell’occasione, come in altre, ha creato un’emergenza per trarne vantaggio politico. Noi riteniamo, invece, che siano stati lesi i diritti e la libertà personale dei 177 uomini, donne e bambini migranti salvati nel Mediterraneo, a cui lei impedì per cinque giorni, nell’agosto 2018, di sbarcare nel porto di Catania. Un’azione che il tribunale dei ministri di Catania ha definito reato di sequestro aggravato di persona. In violazione dell’articolo 13 della nostra Costituzione che non ammette alcuna privazione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria. Nonché del diritto internazionale, che vieta il respingimento di quanti hanno diritto di accesso al territorio nazionale – e lo avevano i migranti che sulla nave della guardia costiera italiana Diciotti erano già sul nostro territorio – e, di nuovo, in contravvenzione anche degli articoli 2 e 10 della Costituzione italiana, che stabiliscono il dovere di solidarietà e il diritto di asilo.  (leggi tutto)

In piazza il 27 ottobre 2018, con i migranti per fermare la barbarie

L’appello. Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e quelli del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura. A fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire. È tempo di raccogliere, insieme, i segnali di un’alternativa come la reazione all’attacco a Riace e al sindaco Mimmo Lucano e la sottoscrizione per i bambini figli di cittadini stranieri di Lodi   (leggi tutto)  [link diretto a «Il manifesto»]

Roma, il mega-striscione comparso a Porta Maggiore

 


CAROLA RACKETE È LIBERA. GRATITUDINE, RISPETTO E AMMIRAZIONE PER CHI SALVA LE VITE E – CON ESSE – QUEL POCO CHE RESTA DELL’ONORE DELL’EUROPA!

“Colpo su colpo, post su post”.
L’antifascismo passa anche dal dibattito culturale sul web

di Vittorio e Luigi (Rivista «Malamente»)

(Novembre 2018)  A cosa serve una rivista “di lotta e critica del territorio”? Sui social network la maggior parte degli utenti, se e quando trovasse il tempo di rispondere, potrebbe laconicamente concludere: “a un cazzo!”. Eppure la breve cronaca dell’opposizione critica della rivista «Malamente» a due eventi pubblici del filosofo reazionario Diego Fusaro dimostra il contrario.
Viviamo tempi in cui nella sfera pubblica si estende una crescente egemonia del discorso reazionario in tutte le sue sfumature: clericali, fasciste, omofobe, patriarcali, razziste. In molti casi i portavoce di questa egemonia di discorso hanno un ampio sostegno dei media tradizionali ed elettronici, che amplificano la loro presenza nello spazio comunicativo pubblico. Mostrano una scarsa profondità teorica, ma poiché non incontrano quasi nessuna resistenza e i loro seguaci hanno da tempo rinunciato al pensiero critico, possono presentarsi come artisti, poeti, filosofi: l’equivalente di nani da giardino dorati nel recinto del sovranismo di governo. Sono contro il sistema ma difendono le classi dominanti, sono ribelli ma si fanno difendere dalla polizia in ogni appuntamento pubblico, sono anticonformisti ma baciano il rosario e l’acquasantiera. Per contro, lo sfaldamento del terreno politico della “sinistra” ha reso afone o impotenti molte figure di intellettuali, altri hanno optato direttamente per l’opportunismo e il conformismo, strada sempre aperta purtroppo a chi resta in minoranza.
In due occasioni, invece, nell’ultimo anno come rivista «Malamente» abbiamo preso posizione contro la presenza nelle province marchigiane del più mediatico e attivo propagandista neofascista e siamo riusciti ad accendere un dibattito pubblico, con post su Facebook che hanno ricevuto in entrambi i casi oltre ventimila visualizzazioni e decine di commenti interessanti (seguono, qui sotto, i post e una selezione di commenti). A marzo 2018, in occasione della apertura di un ciclo di conferenze clerico fasciste ad Ancona, abbiamo denunciato e ottenuto il ritiro del patrocinio della Regione Marche e l’intervento “miracoloso” di un vescovo che ha sfrattato la conferenza. A ottobre, nel caso della ospitata di Fusaro presso la biblioteca Memo di Fano, la reazione pubblica è stata più tiepida ma il pubblico della rete ci ha premiato e ci è giunta l’eco di non pochi malumori in biblioteca e in città.(…) Puntuale si ripresenta in questi casi una critica che ha la consistenza dell’aria fritta: “se lo contestate gli date visibilità”. Beh, nel caso di Fusaro, come d’altra parte in quello di Salvini, è come dire che fischiare Gianni Morandi possa dargli più celebrità, un non-sense, esatto. È divertente poi notare come Fusaro assuma lo stesso linguaggio neo-autoritario di Salvini e di altri campioni del neofascismo su Facebook: ostentano sicurezza condita da una fragile ironia fatta di emoticon che mandano bacini e sorrisetti, alternata a minacce di denuncia, polizia e a luoghi comuni sul “fascismo degli antifascisti”.
Vediamo che prendere posizione in modo netto contro il populismo dell’estrema destra, ovunque, anche sulla piazza social, è necessario oggi più che mai a dissipare la confusione che regna in molte persone che hanno perso fiducia e punti di riferimento. La critica è anche il motore della ricostruzione di un pensiero alternativo alla narrazione tossica sovranista e reazionaria, è lo sforzo di riportare al centro del discorso pubblico affermazioni e domande che nascano dai desideri reali di donne e uomini che vivono ogni giorno l’oppressione, lo sfruttamento e la negazione della propria identità ma che sperimentano allo stesso tempo forme di vita che non si rispecchiano nel discorso del mainstream. La cultura per noi non è un campo di dibattito riservato al tempo libero ma è una dimensione di lotta politica. (leggi tutto)

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Il compito dell’ora si riassume in tre parole: Resistenza ! Resistenza ! Resistenza !

Analizzare, riflettere, discutere, agire per cambiare il mondoultima modifica: 2018-08-21T13:36:37+02:00da gp_landi