LE SCIOCCHEZZE SUL RIFASAMENTO

Ovvero il Rifasamento spiegato a mia nonna

Di Marco Zagonara, 10.12.2022

Rifasamento: dopo molto tempo, riesco a scrivere finalmente un nuovo articolo di elettrotecnica. Parliamo allora del rifasamento. Oddio, cos’è? Ora ti spiego.

Cos’è il rifasamento? A cosa serve?

Impianto di rifasamento progettato da Marco Zagonara e realizzato da Otiem
Impianto di rifasamento progettato da Marco Zagonara e realizzato da Otiem

QUESTO CONTENUTO SI E’ TRASFERITO SU:

https://marcozagonara.it

LE SCIOCCHEZZE SUL RIFASAMENTOultima modifica: 2022-12-10T08:33:07+01:00da zagomarco

4 risposte a “LE SCIOCCHEZZE SUL RIFASAMENTO”

  1. buongiorno, quindi mi sembra di aver capito che se un utilizzatore con un impegno di potenza superiore ai 16.5 kW in BT o 300 kW in MT , se ha solo energia reattiva induttiva, esempio con cosphi 0.7, non ha nessuna convenienza ad installare un rifasamento centralizzato ?

    1. Ciao, Mauro. Grazie per il tuo interesse, io non volevo generalizzare fino a questo punto. Intendevo dire che le situazioni sono da verificare attentamente per ogni singolo caso, e che ci sono situazioni nelle quali, applicando le regole generali senza approfondire, si rischia di non ottenere la soluzione più efficiente. Fammi sapere se sono riuscito a rispondere alla tua domanda.

    1. Ciao, Edoardo.
      Ti ringrazio per il tuo interesse sull’argomento. Ti risponderò con “parole mie”, tralasciando dimostrazioni matematiche, con le quali non sarei più nemmeno tanto avvezzo.
      In realtà, di fatto, l’energia reattiva è sempre assorbita da utilizzatori: carichi induttivi (es. motori) e carichi capacitivi (es. condensatori). Però, elettricamente, il comportamento di questi due tipi di energia reattiva è opposto: quella di tipo induttivo si comporta come se fosse assorbita dall’utilizzatore, quella di tipo capacitivo si comporta come se fosse “prodotta” da quell’utilizzatore e quindi immessa in rete.
      Ad esempio uno degli effetti indesiderati di questa “produzione” è che, ad esempio, potrebbe esserci una tensione maggiore a fondo linea che all’inizio. Oppure potrebbero manifestarsi fenomeni di “risonanza elettrica” che potrebbero provocare picchi di tensione distruttivi per le apparecchiature.
      Per questo l’Ente non vuole che l’energia reattiva capacitiva prevalga su quella induttiva. Quindi, installando dei condensatori, compresi quelli di rifasamento, tu “immetti energia reattiva in rete”).
      In sostanza, “energia reattiva immessa in rete” è un modo convenzionale per definire l’energia reattiva che in realtà i condensatori assorbono, e deve, sul contatore, non superare mai quella induttiva, se non per brevissimi e momentanei periodi di tempo (sull’energia “immessa in rete” non si fa il conguaglio su base mensile come su quella assorbita induttiva). Nel caso che la potenza capacitiva dei TUOI condensatori (“immessa”) superi in kVAr quella induttiva dei TUOI motori, cavi, ecc. (“assorbita”), l’Ente produttore si farà sentire e ti chiederà di regolare meglio l’impianto di rifasamento.
      Fammi sapere se sono riuscito a rispondere alla tua domanda, a presto.

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.