Fuori sacco

Un tratto di spiaggia, Borgo Marina e, in fondo a destra, il vecchio Casinò di Bordighera (IM) nel 1934 – Foto di Ezio Benigni – Archivio Moreschi di Sanremo (IM)

“Fuori sacco” é un’espressione da me appresa negli anni che furono, in relazione alla trasmissione (allorquando non sussisteva l’attuale tecnologia) di un articolo di giornale all’ultimo istante, fuori del contenitore già predisposto sul carro ferroviario della posta, dunque. Il concetto, per estensione, l’ho sentito spesso usare in seguito per l’aggiunta in extremis di punti all’ordine del giorno di riunioni professionali specializzate od altre similari situazioni

Ho usato spesso scrivere “fuori sacco” in miei tentativi di celia circa le distrazioni e le conseguenti improvvise modifiche, che mi venivano da arrecare alla stesura di vecchi post.
Potrei fare diversi esempi e probabilmente li farò, qui o sui due blog più personali che ho aperto.
Mentre scrivo queste righe, però, mi viene in mente che potrei dire “fuori sacco” anche per altri casi.
Stan Laurel e Oliver Hardy a Sanremo (IM) nel 1950. Vedere a questo link un articolo di Alfredo Moreschi circa la presenza nella città dei fiori dei due illustri attori  – Archivio Moreschi di Sanremo

Come per le fotografie che mi manda l’amico Alfredo Moreschi, che non sempre so come collocare.

Pitigliano (GR), Toscana
Foto di Gian-Maria Lojacono

O per quelle di altri amici.

Un caso classico, ad ogni modo, ma non l’unico, in cui sono caduto in pieno nell’utilizzo di “fuori sacco” è stato per la vicenda “Radio Squadra”, per la quale le modifiche da apportare, per quanto a discreti intervalli di tempo l’una dall’altra, sono state diverse. E chi vorrà leggere i trafiletti collegati (anche se l’episodio, ormai pressoché concluso, è riportato anche qui su questo sito) potrà intendere meglio…

Carte geografiche italiane a cavallo del 1800

Ho rinvenuto questa carta del Regno di Sardegna del 1794, oggi dell’Istituto Geografico Militare, mentre facevo un’esplorazione, dovuta al fatto che, riguardando stampe di inizio 1800, presenti su questo sito nizzardo cui ho già attinto altre volte, ho notato meglio che talora vengono indicate opere o di geografi italiani o riguardanti altre parti del nostro paese, come la “Coreografia d’Italia” di Attilio Zuccagni-Orlandini. Difficile, tuttavia, trovare sul Web altre icone così pregevoli. Probabile che chi le colleziona se le tenga ben strette anche nella forma digitale.

Questa una mappa dal lavoro di Attilio Zuccagni-Orlandini.

Per associazione di idee mi é tornata in mente l’imponente opera di storia e di geografia del Conte Alberto La Marmora, uno dei quattro fratelli generali, realizzata quando era stato mandato in punizione in Sardegna. Qui sopra, ripresa da qui, una carta da lui realizzata.

In effetti, nella prima metà del 1800 in Italia non si pubblicavano solo libri su lontane nazioni, come ho già più volte accennato, ad esempio qui. Argomenti che ho ripreso da Cultura Barocca.  Alla quale potrei sempre tornare per ulteriori spunti su come veniva studiata e presentata la geografia italiana in quel periodo: a questo link un piccolo saggio.

Una cerimonia del 1934

Una manifestazione del 1934  a Buggio, Frazione di Pigna (IM), Liguria di ponente, sotto le Alpi Marittime. In primo piano, a braccia conserte, appare il dottor Diana, figura popolare in zona, cui toccò la triste sorte di riesumare tante, troppe salme di partigiani, trucidati dai nazisti e dai fascisti. Mio padre, al quale la foto  venne regalata dall’amico, figlio del titolare dello studio Mariani di Ventimiglia (IM), che l’aveva effettuata, e che appare, tredicenne, tra le spallette della strada, ricordava, poiché vi fu per breve tempo cameriere, quel medico, ormai pensionato, come tranquillo avventore dello storico Bar Rossi di Ventimiglia (IM). Tornando all’immagine, esaminata abbastanza di recente, non ha consentito ad un anziano, nativo del paese, il riconoscimento del punto esatto in cui venne effettuato lo scatto. Nel retro della fotografia la dedica, in data 21 ottobre 1934,  parla di inaugurazione del Monumento ai Caduti [nella Grande Guerra].