“Il testimone invisibile”, un bel thriller dove “non c’è salvezza senza sofferenza”

“Il testimone invisibile”, un bel thriller dove “non c’è salvezza senza sofferenza”

Postato di su Dic 16, 2018 in Cinema

“Il testimone invisibile”, un bel thriller dove “non c’è salvezza senza sofferenza”

Titolo: Il testimone invisibile

Regia: Stefano Mordini

Soggetto: dal film Contrattempo (2018) di Oriol Paulo

Sceneggiatura: Stefano Mordini, Massimiliano Catoni

Musiche: Fabio Barovero

Produzione Paese: Italia, 2018

Cast: Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato, Sara Cardinaletti, Nicola Pannelli, Sergio Romano, Paola Sambo, Gerardo De Blasio, […] 

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un affermato e arrogante impresario già all’apice del successo per avere ricevuto il Premio come Migliore imprenditore dell’anno, è un fedifrago perché ha una relazione extraconiugale con Laura Vitale (Miriam Leone), una bella fotografa, anche lei fedifraga e misteriosa. Dopo una notte d’amore passata in un albergo di montagna, lungo la strada del ritorno a casa in auto, per evitare un cervo i due amorosi hanno un incidente con un’altra auto, il cui guidatore Daniele Garri (Gerardo De Blasio) muore o almeno così sembra. In questa situazione tragica e violentemente inconsueta il loro equilibrio interiore viene scosso. La loro razionalità viene sopraffatta, come spesso avviene, dalla prevalente insensatezza, a tal punto che ambedue  prendono una decisione che li porta a scegliere una soluzione sbagliata, dove la menzogna diventa impetuosamente imperante. Non fanno altro che mentire tra  loro stessi ma sono costretti per forza a farlo anche con i rispettivi coniugi: Adriano con la moglie Sonia (Sara Cardinaletti)  e Laura con il marito. Si vengono, quindi, a trovare  in una situazione ambigua e stressante a tal punto che, dopo un allontanamento concordato, i due amanti si rincontrano in un albergo isolato di montagna, in cui l’imprenditore si risveglia accanto al corpo esanime di Laura. Adriano, ovviamente e per i dati oggettivi indubbi, viene accusato di omicidio e, durante  gli arresti domiciliari, viene visitato dalla brava penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato) per l’istruzione del processo. Costei, non avendo mai perso una causa, esige da lui, entro ottanta minuti, il resoconto vero dei fatti perché come diceva Shakespeare il mondo è un palcoscenico, dove tutti gli uomini e tutte le donne sono attori; e gli riferisce che tutti la considerano colpevole, la polizia, sua moglie. Il mio compito è di tenerla fuori dalla galera. La procura ha in mano una persona informata sui fatti, un testimone. Abbiamo 180 minuti …

Il film, un thriller dai colpi di scena continui e dalla fine imprevedibile, è condotto con grande acume sia per la giusta atmosfera scenica sia per la musica ben calibrata e anche per i continui flashback, che efficacemente si adattano a rendere interessante e coinvolgente la trama, tant’è che lo spettatore si trova di fronte ad una continua diatriba tra verità e menzogna come se la stesse vivendo personalmente giungendo al punto di fare confusione tra di esse. Lo spettatore, infatti, prova ciò che sosteneva il filosofo greco Platone nella Repubblica che Gli uomini senza esperienza di saggezza e di virtù, senza posa dediti ai banchetti e ai piaceri del genere, sono trascinati, com’è naturale, verso il basso, e così vanno errando attraverso la vita; e non hanno mai volto lo sguardo verso l’alto, verso la verità, né mai hanno gustato un piacere durevole e puro, anzi, a guisa di bestie, e curvi verso terra e le tavole, si pascono riempiendosi la pancia e dando sfogo alle loro brame, e per l’avidità di tali cose prendendosi a cornate di ferro e a zoccolate s’ammazzano; e  verifica anche ciò che asseriva lo scrittore siciliano Luigi Pirandello nel romanzo Uno, nessuno, centomila:  Ma che colpa abbiamo se le parole sono vuote? E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto di intenderci; non ci siamo intesi affatto. 

Lo spettatore deduce, infine, che quando un individuo commette un grave errore è impossibile che possa tornare indietro e che egli non può avere salvezza senza sofferenza.

Bravi sia Scamarcio che Leone e superlativi sia Bentivoglio che Maria Paiato, ovviamente sotto la perspicace direzione dell’abile e valente regista Stefano Mordini.

Filmografia

Provincia Meccanica (2005), Il confine (2007), Acciaio (2012), Pericle il nero (2016), Liberi sognatori – La scorta di Borsellino (2018).

Francesco Giuliano

 

 

 

“Il testimone invisibile”, un bel thriller dove “non c’è salvezza senza sofferenza”ultima modifica: 2018-12-16T10:51:24+01:00da francesco.giulianolt

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